Ora il “Treno dei desideri” deve continuare
Buon successo di pubblico dopo la prima edizione e soprattutto ottima rassegna stampa.
“Abbiamo dovuto dire di no a molte persone nel corso di questi ultimi giorni di giugno; perciò stiamo programmando alcune repliche dello spettacolo per il mese di settembre”, così esordisce Cassiano Luminati alle nostre domande, convalligiano che porta contemporaneamente alcuni cappelli: da presidente dell’Ente Turistico valligiano, ad ideatore dello spettacolo assieme a Luca Redaelli, nonché coordinatore del progetto Interreg di cui il ‘Treno dei desideri fa parte, nell’ambito dell’operazione La Montagna incantata.
Anche nel 2005 sarà usato il treno del Bernina come luogo di teatro. Cambieranno i luoghi, varieranno i temi, sarà proposto un nuovo tragitto.
Si sta pensando ad una versione bilingue italiano – tedesco, dove l’una non andrà a tradurre fedelmente l’altra, ma entrambe andranno ad integrarsi idealmente favorendo l’interazione delle due lingue, delle due culture a cavallo della nostra montagna, caratteristica peculiare del nostro vivere quotidiano.
Pubblicato per esempio, a pagina intera, su Vivi Milano, l’inserto del Corriere della Sera, nonché su altri numerosi quotidiani e periodici italiani, ma non solo, mi sembra possa rappresentare un ottimo veicolo pubblicitario per la Valposchiavo e per la Ferrovia del Bernina. E qui capiamo, se ce n’era ancora bisogno, che “il bene arriva anche da Sud”, che gli ospiti della Valposchiavo possono anche essere di lingua italiana; ciò senza voler allontanare i più fedeli di lingua tedesca, sia connazionali che germanici.
Circa quattrocento spettatori per cinque repliche, biglietti a prezzo modico e la Ferrovia Retica che offre a prezzo di favore il trasporto su locomotiva e carrozze storiche. “E il resto chi lo paga?” L’attuale progetto Interreg, e quello che andrà ad iniziare l’anno prossimo, hanno permesso e permetteranno di coprire i finanziamenti dell’operazione Treno dei desideri”, afferma ancora Luminati. “Una volta consolidata la manifestazione, con un conseguente aumento di repliche, quindi di pubblico, con un ritocco dei prezzi giustamente verso l’alto, con il coinvolgimento finalmente delle filodrammatiche locali, si potrà garantire un futuro tranquillo al nostro trenino giallo che trasporta spettatori e attori lungo un tragitto suggestivo e romantico”, alla scoperta, alla riscoperta di palcoscenici sempre diversi, sempre sorprendenti.”
Complimenti, caro Trenino dei desideri. Ora devi continuare deciso sulla tua strada, devi integrarti ancora meglio nel contesto territoriale, devi far scendere le filodrammatiche dal palcoscenico del Rio e da quello di Campocologno, devi convincere la Ferrovia Retica, semmai occorresse, che la cultura e i trasporti possono convivere molto bene, possono rappresentare un buon veicolo pubblicitario, possono portare, e dal Sud e dal Nord, ulteriori e nuove entrate per la Valle che non sia solo di leggende, ma anche di gente che opera con entusiasmo nel presente.
Redatto da Danilo Nussio – nussio@ecomunicare.ch











