A bocce ferme

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A bocce ferme

Due poesie significative di Roberto Tuena

In un breve articolo dal titolo: – Dopo il 26 settembre 2004 avremo un ritorno al ‘jus soli’? – , avevo cercato di presentare l’impatto con l’ottenimento della cittadinanza svizzera da parte degli stranieri da un punto di vista della tradizione e della storia.

Sul Grigione Italiano no. 40 del 30 settembre 2004 leggiamo i risultati delle votazioni federali riguardanti il Decreto federale di naturalizzazione della 2a e della 3a generazione.

Il responso del popolo svizzero è noto a tutti, le cause molteplici: la situazione finanziaria difficile, le esperienze negative a causa di elementi ‘indesiderati’, l’effetto blocheriano furbescamente nascosto dietro un criticato silenzio, le paure di ‘dare la mano’ in certi casi a persone di cultura e religione diverse dalla nostra… e si potrebbe continuare.

Ad alcune settimane di distanza, dopo qualche corteo di protesta, qualche dimostrazione, alcuni articoli dai titoli altisonanti: “Uno schiaffo alla democrazia” e via dicendo, più nessuno ne parla. Rimangono i numeri, inequivocabili. Il Comune di Brusio avrebbe accolto i discendenti della 2a generazione con 98 voti ma 237 hanno detto di no. Nel Comune di Poschiavo ben 436 darebbero la cittadinanza svizzera ai “secondos” ma 796 non ne vogliono sapere. Per i discendenti di terza generazione, in quel di Brusio sarebbero ben 116 i pro contro 218 dissenzienti. Nel Comune di Poschiavo 530 cittadine e cittadini sarebbero disposti a condividere il nostro libretto rosso con ‘altri’, ma 710 sono decisamente contrari.

Voler credere di sapere se hanno ragione gli uni e torto gli altri mi sembra un’equazione con troppe incognite; solo il tempo e gli eventi potranno risolverla.

Tuttavia, per quanto riguarda la nostra Valle, vanno dette alcune cose:

  • il problema ci tocca poco, considerato il numero relativamente basso di stranieri in Valle, ma nello stesso tempo tentiamo di dimenticare di essere in Europa extra-comunitari, eterni emigranti per necessità e tradizione;
  • dimentichiamo fratellanza e umanità, sentimenti che da secoli apprezziamo e chiediamo nei paesi dove andiamo, alla ricerca di lavoro e dignità.

Il nostro poeta Roberto Tuena, prematuramente scomparso, conosceva bene il disagio dell’emigrante e lo seppe esprimere in due sue commoventi poesie apparse nell’Almanacco a pagina 148 dell’annata 1967 e a pagina 132 dell’annata 1968.

Buona notte a te

{Buona notte a te straniero.

(Fuggi nella nebbia

rincorrendo il vento

ma il tuo pianto

supera le orme della tua fuga).

Piangi

e forse preghi

cercando i miei stessi ideali.

E sei solo

nella tua solitudine

e vaghi nella notte

cruda come la mia.

Forse anche tu

sogni la tua terra

le dure zolle

che bruciano il tuo cuore.

Buona notte a te

Amico di un comune destino.

l’essere lontano.

Redatto da Antonio Giuliani – Antonio.Giuliani@poschiavo.gr.ch