Valle morta che cammina

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Valle morta che cammina

di Patrick Lardi, presidente giovani PDC grigioni

Parafrasando l’opera cinematografica Dead man walking mi verrebbe da dire Valle morta che cammina. La Svizzera, nella politica del territorio, sembra adottare un peso e due misure. Da una parte i centri migliorano le loro infrastrutture e approfittano delle migliorie nel campo del traffico, dall’altra le regioni di periferia fanno fatica a difendere lo status quo. Tutto questo a discapito del federalismo e delle pari opportunità , valori ancorati nella Costituzione. Le regioni periferiche esistono, ma forse si preferisce non vederle. Forse per ignoranza, per egoismo, per strategia politica… Le regioni esistono e se sapranno organizzarsi potranno dire la loro. È proprio su questo punto dobbiamo puntare! Solo se uniamo gl’intenti e marciamo compatti contro la centralizzazione e le disparità  di sacrifici potremo dirci VIVI in futuro. A tutti, classi dirigenti, politici e cittadini l’invito da parte mia ad unire le forze.

La montagna ha partorito il classico topolino, la soluzione di risparmio proposta per invertire il trend in atto nei Grigioni non è una soluzione che mira a risolvere con coraggio la problematica dei costi della sanità ma è una soluzione politica. Qui non me ne vogliano i politici, ma quello che abbiamo sotto gli occhi è un consigliere di stato che non tocca le piazze sanitarie a lui amiche, ma si accanisce contro gli altri anche se questi rischiano di perdere l’accessibilità a un diritto sacrosanto nel paese più ricco al mondo. La soluzione prevede forti investimenti a Coira, ma poi chi ci assicura che tra 20 anni, a struttura finita, lo Schmid di turno non peschi dal cilindro una nuova soluzione e ci spedisca tutti a Zurigo? E poi, quanti anni ci vorranno per ammortizzare questi investimenti?
La disparità di trattamento è così evidente! Thusis e Schiers, pur essendo a 30 min da Coira, mantengono la loro posizione; la piazza di Coira non rinuncia a un bel niente, anzi la volontà del signor Schmid è quella d’investire 80 mio. Se mi sbagliassi sulla tesi della soluzione politica, allora qualcuno mi spieghi:

  • Dov’è il risparmio?
  • Come mai una minima fetta di popolazione porta sulle sue spalle il grosso dei sacrifici?
  • Perché certe regioni sì e altre no?
  • Quali sono i criteri di questa scelta?

In altri campi le regioni hanno rinunciato a molti servizi, dando un importante contributo ai risparmi messi in atto dal nostro Cantone e dalla Confederazione. Questi sono stati umilmente accettati e qui sta forse l’errore. Si potrebbero citare i risparmi nel settore del trasporto pubblico (vedi corse di treni tagliate) oppure quello dei servizi amministrativi (vedi la motorizzazione). La fiducia nel sistema ci ha portato ad accettare in silenzio tutto questo. Il Governo forse pensava di far passare anche questo taglio.
Con questo attacco al diritto di un servizio sanitario al passo con i tempi, il Governo entra in un campo pericoloso. La sanità non può essere centralizzata, alla stregua di tutti gli altri servizi. Il servizio sanitario è un fattore di vita e di morte.

e apertamente, ma a questo coro mancano purtroppo ancora i tenori e solo con un coro completo potremo “rimandare a casa” Schmid, con l’incarico imperativo di rifare i compiti… magari approfittando delle lezioni di sostegno in matematica, considerato che quelle, per fortuna, non sono state toccate dalle ultime misure di risparmio.

{p.s. Ripensando a un articolo della NZZ letto alcune settimane fa, mi viene spontanea un’idea. Il {giornale per eccellenza della Svizzera scriveva il 31 ottobre u.s. di come la cassa malati CSS valutasse la possibilità  di lasciar operare i suoi assicurati all’estero. Grazie all’esperienza acquisita nel campo della riabilitazione, si é notato come le spese sanitarie in cliniche germaniche fossero/sono molto più basse. Se é vero come si mormora, che l’ospedale di San Sisto sa offrire pari prestazioni a costi più bassi, perchè non trattiamo direttamente con le casse malati? Questa é forse la via parallela da sondare, la soluzione che mi viene in mente da homo economicus, che non ama aspettare le sovvenzioni da Coira/Berna.}}

Vedi anche:

Neues Operationsgebiet Deutschland, Krankenkasse CSS prüft Operationen im Ausland

Redatto da Patrick Lardi – info@patrick-lardi.ch