La rinuncia alla riversione da parte della Prettigovia frutta ben 112 milioni

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La rinuncia alla riversione da parte della Prettigovia frutta ben 112 milioni

Nel giugno 2001 il Comune di Davos e i Comuni di Klosters/Serneus, Conters i.P., Küblis, Luzein, St. Antönien-Ascharina, Wiesen, Filisur, Schmitten, Alvaneu, Surava e Tiefencastel hanno rilasciato alla REK quattro nuove concessioni dei diritti d’acqua. Il Governo le ha approvate ieri. Ciò consente alla REK di gestire per altri 80 anni le sue centrali idroelettriche in Prettigovia.

Approvati dal Consiglio federale i piani di protezione e di utilizzazione delle acque

Queste nuove concessioni hanno reso necessarie ampie verifiche in materia di diritto ambientale. In relazione a ciò la REK ha deciso di mettere in atto i piani di utilizzazione e di protezione delle acque che sono già stati approvati nella scorsa primavera dal Consiglio federale. A questo scopo la REK fornisce tra l’altro un contributo importante ad un progetto di rivitalizzazione lungo la Landquart per compensare gli attesi danni sulle acque e sul paesaggio risultanti dall’esercizio delle centrali.

Le centrali idroelettriche della Prettigovia si compongono di tre salti che presentano complessivamente una potenza installata di 69 megawatt e una produzione annua media di 232 milioni di chilowattora. Ciò corrisponde a circa il tre percento della produzione annua complessiva dei Grigioni. Le più severe disposizioni sulle acque residue causano alla REK, rispetto all’esercizio secondo il vecchio diritto, una perdita di produzione pari a circa il tre percento di tutta la sua produzione di energia.

Assicurata la prosecuzione dell’esercizio

Dopo che l’Assemblea comunale ha rifiutato una nuova concessione alla REK, il diritto per lo sfruttamento della forza idrica sul territorio del Comune di Saas i.P. ha dovuto essere concesso dal Governo. In questo modo il Governo ha fatto uso del suo diritto, previsto dalla legge, ad un’assegnazione coatta per garantire la prosecuzione dell’esercizio delle centrali idroelettriche della Prettigovia.

Indennizzi importanti per i comuni e il Cantone

Per la rinuncia ad una riversione degli impianti idroelettrici la REK indennizza il Cantone e i comuni concessionari con un importo complessivo pari a 112 milioni di franchi. L’indennizzo consiste in un importo in contanti (65 milioni di franchi) e una parte dipendente dal risultato d’esercizio (47 milioni di franchi). A questi si aggiungono prestazioni annuali ai comuni e al Cantone, segnatamente sotto forma di canoni per diritti d’acqua e imposte sugli impianti idraulici pari ognuno a circa 1,5 milioni di franchi, nonché energia di concessione.

Breve commento

*Un mio amico mi ricorda sempre una detto di sua madre che recita: ”Al mond l’è metà da vent e metà da cumprà.” Mentre un collaboratore piemontese di un’importante azienda valposchiavina ci serba memoria che ”gli affari, i grossi affari, si fanno con i … meno capaci… commercialmente”.

Nel 1997 il Comune di Poschiavo, dopo lunghe e estenuanti trattative, raggiunge un accordo sui 17 milioni di franchi per la rinuncia alla riversione degli impianti idroelettrici. Considerata anche la quota parte che va al Cantone, l’operazione si aggira sui 23 milioni. Passati appena sette anni, la Prettigovia quintuplica l’importo nei confronti del medesimo contraente, la Rätia Energie: Comuni e Cantone incasseranno ben 112 milioni!

Se invece andiamo a confrontare la potenza installata sui due territori, notiamo che Poschiavo dispone di 44 megawatt (totale in Valposchiavo 90 megawatt), mentre i comuni della Prettigovia raggiungono ben 69 megawatt, quindi circa il 60% in più.

Ma è evidente che i conti non ci tornano comunque, e ce ne dispiace assai. Alcuni ricorderanno che le aziende idroelettriche sono fra i maggiori datori di lavoro, che la Rätia Energie mantiene la sua amministrazione in Valposchiavo, che sostiene l’economia e le società valposchiavine nei più svariati modi,… ‘ca l’é mei da gnient…
E’ vero, senza Rätia Energie possiamo ‘chiudere la Valposchiavo e gettare la chiave sotto la sua porta d’entrata’. Ma non dimentichiamo che ‘il mondo è metà da vendere e metà da comprare’: sembra che la Prettigovia abbia comprato meglio.*

Redatto da Danilo Nussio – nussio@ecomunicare.ch