Mostra su Alberto Giacometti al Museo d’Arte della Città di Ravenna
La città di Ravenna ospiterà , fino al prossimo 20 febbraio, la mostra più importante mai realizzata prima in Italia dedicata ad Alberto Giacometti. Dopo le commemorazioni svoltesi nel 2001, anno del centenario della nascita di Alberto Giacometti, si ripresenta una ghiotta opportunità di ammirare molte delle sue principali opere. Il fatto di oltrepassare i confini per onorare un nostro grande rappresentante artistico, rientra anche nello spirito cosmopolita dello stesso Giacometti. Molto legato alla sua Val Bregaglia, Alberto Giacometti, nella sua attività artistica, é infatti cresciuto in Francia, a Parigi.
Alberto Giacometti è cresciuto in una famiglia di artisti. Descrivere la sua pur breve, ma intensa esistenza (1901-1966) non è impresa facile. In grandi linee si può comunque riassumere la sua eccellente attività artistica in tre fasi principali.
La brillante carriera di Alberto Giacometti, profilatasi già in tenera età con alcuni dei suoi primi lavori, ha infatti conosciuto un primo momento importante durante gli studi all’accademia di Parigi, dove s’avvicinò al movimento surrealista, lavorando a stretto contatto con André Breton e Salvador Dalì. Una delle sue maggiori opere di questo periodo fu L’objet invisibile.
Il legame che univa Giacometti al gruppo surrealista continuò fino al 1934, anno in cui rimise tutto in discussione, ripartendo praticamente da zero. Un periodo, questo, marcato da un forte isolamento artistico, dovuto anche alla morte del padre Giovanni nel 1933. Tra il 1934 e il 1950 circa, Alberto Giacometti si dedicò infatti maggiormente alla ricerca, sottolineando a più riprese una dialettica quasi ossessiva tra la realtà e la rappresentazione. Concentrandosi su un’analisi introspettiva, caratterizzata da profonde riflessioni sulla morte unita alla continuità della vita, incominciò a creare figure sempre più sottili, forme sempre più allungate ed esili.
La fase della sua piena maturità artistica, accompagnata da un’attività particolarmente feconda, la raggiunse però solo dopo il 1950. Le figure divennero ulteriormente filiformi e apparentemente immateriali. Iniziò un decennio in cui Giacometti diede libero sfogo alle sue angosce e ai tormenti esistenziali che lo assillavano, risaltando una ricerca formale ed estetica unica nel suo genere.
Come ben descritto da Vincenzo Todisco nel suo editoriale del doppio volume monotematico dei “Quaderni grigionitaliani” (QGI) dedicato ad Alberto Giacometti, l’artista considerava la scultura come “un mezzo per cercare di capire un po’ meglio” ciò che vedeva, ridimensionando però, con grande umiltà, la sua capacità di catturare l’essenza di una realtà soggettiva: “Tutto ciò che saprò fare sarà sempre soltanto l’immagine sbiadita di quello che vedo […]” (Giacometti Alberto. In: Todisco Vincenzo. QGI numeri 4 – 2001 e 1 – 2002, editoriale, p. 7).
Ritenuto come uno dei massimi esponenti dell’arte contemporanea, Giacometti, a quasi 40 anni dalla sua scomparsa, sa ancora entusiasmare il pubblico con le sue sculture, ma anche con i suoi pregiati dipinti e disegni, magistralmente inseriti nelle oltre cento opere esposte alla Loggetta Lombardesca del Museo di Ravenna. A completare e ad arricchire la mostra, ci sono anche più di cinquanta suggestivi ritratti fotografici dell’artista bregagliotto, scattati dal suo grande amico Ernst Scheidegger.
Oltre alla mostra, che sarà aperta dalle 10:00 alle 19:00, ci sarà anche la possibilità di visitare la città di Ravenna, città d’arte e cultura, particolarmente apprezzata per i suoi mosaici. A Ravenna si può però anche passeggiare fra torri campanarie e chiostri monastici, passare dagli affreschi giotteschi di Santa Chiara all’abside barocca di Sant’Apollinare Nuovo. Una località culturale tutta da scoprire e da ammirare tramite un itinerario di durata variabile che ci porterà a visitare i suoi principali monumenti.
Come già precedentemente pubblicato, questa gita culturale, prevista per il 19/20 febbraio 2005, potrà essere realizzata allorquando venga raggiunto un numero minimo di dieci partecipanti. Il trasporto avverrà in pullman, con partenza da Poschiavo. Il costo del viaggio, a carico del singolo partecipante, comprendente per l’occasione pernottamento in albergo, cena in ristorante e prima colazione, nonché entrata alla mostra, tassa e servizi, ammonta a CHF 375.- (minimo 10 partecipanti) o CHF 275.- (minimo 20 partecipanti). Ricordiamo che il termine d’annuncio è fissato per giovedì 27 gennaio 2005 tramite cartolina postale (PGI sezione Valposchiavo, Casa Claltina, Via dal Crot 293, 7742 Poschiavo) o posta elettronica (valposchiavo@pgi.ch) o telefono (081 839 03 41). Qualora ci fosse un numero sufficiente di partecipanti, verrà spedito agli annunciati un bollettino di versamento con la quota corrispondente e verrà pubblicato, una settimana prima dell’evento, un programma dettagliato.
Redatto da Nicola Zala, operatore culturale PGI Valposchiavo – nicola.zala@pgi.ch











