A Vincenzo Todisco il Premio letterario grigione 2005

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A Vincenzo Todisco il Premio letterario grigione 2005

Mercoledì 9 febbraio 2005 alle ore 17.30 é stato conferito a Vincenzo Todisco il Premio letterario grigione 2005.

La cerimonia ha avuto luogo in una sala della biblioteca cantonale a Coira gremita di lettori, ammiratori e rappresentanti della stampa. Gli oratori si sono espressi nelle tre lingue cantonali, rispecchiando così in modo cordiale e spontaneo lo spirito della fondazione Bündner Literaturpreis, istituita nel 1997 dalla signora Milly Enderlin, membro del Club Soroptimist (una società filantropica di origine americana e di impronta femminile) di Coira. Secondo la volontà della fondatrice la gratificazione di 10’000 franchi è finalizzata a premiare e promuovere l’attività letteraria in tutte le lingue cantonali, dialetti compresi.

Il direttore della Biblioteca cantonale Wolfgang Giella ha fatto gli onori di casa. La signora Christine Dicht, presidente del Club Soroptimist, ha ricordato le finalità del sodalizio. La signora Anna-Alice Dazzi, presidente della
fondazione
Bündner Literaturpreis, ha motivato il premio a Vincenzo Todisco come riconoscimento per la sua attività di autore redattore, critico e traduttore.

Il momento culminante della manifestazione è stato il discorso laudativo pronunciato da Bernard Cathomas, direttore della Radio e televisione Romancia, seguito dal ringraziamento dello scrittore premiato.

Nella sua brillante laudatio Cathomas ha messo in evidenza che l’assegnazione del premio a Todisco non poteva rispondere meglio alle intenzioni di colei che l’ha istituito, se si considerano le sue competenze linguistiche, la sua formazione, la sua attività professionale e letteraria.

Italiano di origine, nato a Stanz nella Svizzera centrale, ma grigionese di adozione, impersona come pochissimi altri il perfetto trilinguismo grigione, essendo cresciuto a Rhäzüns e in Engadina e avendo fatto le medie a Coira. E a Rhäzüns vive tuttora, felicemente sposato con una grigionese e padre di sei figli.

Dopo la laurea in romanistica a Zurigo, Todisco ha dedicato le sue forze al suo Cantone in qualità di professore, prima alla Magistrale e adesso all’Alta Scuola Pedagogica di Coira. I Grigionitaliani hanno saputo monopolizzare intelligentemente le sue non comuni doti assumendolo quale operatore culturale dal 1998 al 2002 e affidandogli la redazione dei Quaderni grigionitaliani dal 1988 al 2004. Nel contempo è stato attivo come traduttore, autore di testi critici e didattici e come narratore. Dei suoi romanzi ha ricordato Il culto di Gutenberg, Dadò 1999,Quasi un Western, Casagrande 2003 – tradotti in tedesco con i titoli Das Krallenauge e Fast wie im Western, Rotpunktverlag, 2001 rispettivamente 2003 -; il libro per bambini Angelo e il Gabbiano – illustrato da Rudolf Mirer, tradotto in tedesco e in francese -, e il romanzo I rumori della vita di prossima pubblicazione. Presto verrà presentato a Zurigo il suo pezzo teatrale plurilingue La valigia dei sogni.

Di tutte le opere Cathomas ha vivamente raccomandato la lettura, in quanto sono divertenti, di alto livello artistico e portatrici di un profondo messaggio morale e pedagogico. Di esse si è occupata la critica militante con impegno e serietà. Infine l’oratore ha citato i numerosi premi letterari vinti da Todisco nella Svizzera italiana nonché quello di incoraggiamento del Canton Grigioni, osservando che, con il presente riconoscimento, egli ha vinto tutti i premi letterari in palio alle nostre latitudini.

Di fronte a una vita così piena e a una carriera così gratificante l’oratore si è chiesto dove sia la spina nella carne, il tormento, cioè il movente che l’ha indotto a scrivere. E ritiene di averla individuata nell’introduzione al suo pezzo teatrale La valigia dei sogni: Sono un cosiddetto ”secondo”. Sono nato in Svizzera e sono figlio di emigranti italiani. A lungo mi sono sentito apolide, senza patria. E questo si trova anche nei suoi racconti, i cui protagonisti sono sempre in cerca di qualcosa. Cercano ma trovano. E anche lui ha saputo fare di necessità virtù, in quanto considera una vera ricchezza l’essere partecipe di culture tanto diverse, nonché di poterne rendere partecipi i suoi figli.

Nel suo ringraziamento caloroso, Todisco ha avvalorato quanto hanno detto di lui l’oratore ufficiale e la presidente Dazzi. Ha dichiarato essere il premio letterario un onore particolare e di volerlo dedicare ai luoghi del suo cuore: Rhäzüns, l’Engadina, il Grigioni italiano e ovviamente l’Italia. E per finire, con alcune sue descrizioni di detti luoghi ha deliziato il pubblico presente.

Finita la parte ufficiale, malgrado i vari impegni con i rappresentanti della stampa scritta e parlata e con le ammiratrici e gli ammiratori, Todisco ha ancora trovato il tempo di intrattenersi con gli amici del Grigioni italiano, dimostrando che gli sta particolarmente a cuore. *A proposito del nostro giornale in rete ha confessato di non essere un grande navigatore di Internet, ma di rimanere affascinato, quando incontra un sito che gli sembra utile e ben fatto. Questo vale per il sito www.archivio.ilbernina.ch, che permette di allacciare un contatto immediato con la realtà valposchiavina.* Premesse indispensabili per il progresso socio-culturale odierno sono l’apertura e la comunicazione. Questo sito è un’ottima piattaforma per informarsi e informare, per aprirsi al resto del Grigioni italiano, alla Svizzera e al mondo, per comunicare e scambiare idee e opinioni. E quello che più conta, soprattutto in questo momento difficile per il plurilinguismo in Svizzera, è un modo bello ed efficace di vivere e coltivare la nostra italianità.

Noi siamo fieri e ringraziamo Todisco per l’apporto e il lustro che ha dato alla cultura grigionitaliana dentro e fuori i confini del nostro Cantone. Molto più che per il secondo anno consecutivo il Premio letterario grigione è andatoa uno scrittore della nostra lingua. Nel 2004 è stato vinto da Cesare Santi, mentre i premiati delle precedenti edizioni sono un collettivo di nove autrici per il volume intitolato ”Erzählenhöre” (1999), Kurt Wanner (2000), Rut Plouda 2001), Robert Vieli (2002) e Bernadette Lerjen-Sarbach (2003).

Redatto da Massimo Lardi – lardimassimo@bluewin.ch