Pensieri in merito ai mostri che abbiamo dentro di noi…
Una fisarmonica suona accordi soffiati, strappati da una bocca in fin di vita, che riempie la stanza con note di tristezza. La solitudine è tangibile e la minestra calda preparata dalla portinaia non è più apprezzata. I ricordi di una vita sofferta riaffiorano e un’autostima esagerata confonde la realtà degli eventi.
*Canta Giorgio Gaber:
Fa un certo effetto non capire bene da dove nasce ogni tua reazione.
E tu stai vivendo senza sapere mai, nel tuo profondo quello che sei, che sei…
I mostri che abbiamo dentro, che vivono in ogni uomo nascosti nell’inconscio sono un atavico richiamo…*
Il diavolo e l’angelo, il bene e il male, il cattivo e il buono, il duro e il molle. Siamo fatti di tanto e poco, di tutto e niente, di dolce e amaro e tutto ciò può stupire e confonderci al punto da non saper più dire e non riuscire a fare.
Buzzati ci invita con questi atti unici a riflettere sul nostro agire. Soffermiamoci dunque in modo critico in merito al nostro comunicare e attenti a come dare, amare, educare, suonare, cucinare, attenti a curare il particolare!
Complimenti a tutti, la regista, gli attori, quelli vecchi e quelli nuovi e tutti gli altri che ci hanno aiutato a seguire il nostro atavico richiamo che ci fa capire un po’ chi siamo!
Redatto da Luciana Albertini Nussio – luci.albenus@bluemail.ch











