Parlando di cultura, di identità  grigionitaliana e di futuro della PGI…

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Parlando di cultura, di identità  grigionitaliana e di futuro della PGI…

Sono quasi sei mesi che un nuovo personaggio é entrato a far parte della cultura valligiana e grigionitaliana. Con un operatore culturale la PGI ha deciso di impiegare una persona al 100% che si dedichi alla vita culturale in Valle e fuori, amplificando ed evolvendo così quello che prima era effettuato come lavoro part-time dall’animatore culturale.

Nato nel 1976, Nicola Zala frequenta le scuole dell’obbligo a Poschiavo, passa poi il suo iter studentesco come d’abitudine oltre Bernina; assolve il liceo di tipo economico a Immensee e si diploma in Scienze della Comunicazione, Etnologia e Giornalismo all’università di Friborgo.
Hobby principali: pesca e sport individuali come la bicicletta, la corsa e il tennis. Letture preferite: libri di approfondimento storici e di attualità.
Ha collaborato con lo Swiss-Teletext, col Giornale del Popolo e col Grigione Italiano. Ha fatto parte dell’organizzazione dello Skyrace e dal primo ottobre 2004 è il nuovo operatore culturale della PGI in Valposchiavo.

Come sei arrivato a questo nuovo incarico?
A dir la verità dopo l’università mi sono messo a cercare un posto di lavoro come giornalista tra i diversi massmedia, poi però ho visto che cercavano un operatore culturale e la prospettiva di ritornare in Valle e di lavorare nel campo della cultura mi ha molto attratto. Dopo lo studio la voglia di dare qualcosa di me stesso alla società era forte e l’idea di stare a contatto con la gente e con vari artisti, di organizzare manifestazioni, concerti ecc., mi ha convinto ad annunciarmi a questo concorso. Per mia fortuna sono stato assunto e l’esperienza svolta fino adesso mi ha molto arricchito e mi entusiasma tanto.

E con questo entusiasmo quali obiettivi ti prefiggi?
Gli obiettivi sono tanti dato che questo lavoro è molto variegato e ha tante sfaccettature. Una sfida che sto cercando di affrontare è quella di creare una coesione grigionitaliana. Vorrei creare una collaborazione tra le varie associazioni sparse sul territorio, che permetta di organizzare eventi culturali nuovi e di rilievo anche a livello interregionale. Questi eventi a loro volta dovrebbero dare un’immagine forte del Grigione italiano anche verso l’esterno. Questo permetterebbe inoltre di sviluppare un’identità grigionitaliana molto più radicata negli abitanti delle quattro valli.

Un’identità grigionitaliana? Quindi in futuro non diremo più che siamo poschiavini, ma grigionitaliani?
No! Secondo me l’identità di una persona non è una e basta, ma è fatta – per così dire – a strati. Lo strato esterno è formato dalla nostra identità italofona, che la condividiamo con gli italiani e con i ticinesi. Poi segue quella svizzero-italiana. Il terzo strato è formato dall’identità grigionitaliana, quella che vorrei rafforzare mediante la cultura dando un palcoscenico importante ai nostri artisti e creando degli eventi grigionitaliani che abbiano un impatto forte anche in Ticino, a livello cantonale e nella regione insubrica. E questa identità non impedisce l’esistenza del senso di appartenenza alla Valposchiavo e di seguito al comune di Brusio o di Poschiavo.

E quali sono gli elementi che ci legano in un’identità grigionitaliana?
Ovviamente il territorio non aiuta, dato che le valli sono geograficamente separate. La lingua invece ci unisce, troviamo infatti nei nostri dialetti – pur diversi – un elemento che accomuna poschiavini, bregagliotti e abitanti del Moesano. Il “Lessico dialettale della Svizzera italiana” uscito recentemente sottolinea questo fatto.
Inoltre troviamo nella cultura un denominatore comune grigionitaliano, che secondo me dovrebbe essere maggiormente valorizzato.

Come?
Mi piacerebbe per esempio che una compagnia teatrale vada a presentare un pezzo in una valle che non sia la propria, e che il pubblico risponda numeroso e compatto. Oppure mi piace pensare ad una banda composta da musicisti di tutte le valli. Ma perché limitarci ad un campo solo? Un’esperienza per gente di tutte le valli che coinvolga musica, recitazione e, perché no, pittura in un progetto solo! Non sarà facile, ma molto interessante.
Non che eventi simili non ce ne siano mai stati, ma il mio sogno è quello che il loro numero cresca vistosamente. In questo ambito di manifestazioni che hanno una portata a livello regionale le “Giornate grigionitaliane” che si terranno nel Moesano il 15 e il 16 ottobre saranno un appuntamento molto importante.

Ci sembra di capire allora, che la PGI vuole concentrarsi maggiormente su un discorso globale di Grigione italiano…
Sì, pur non dimenticando la vita culturale delle singole valli e le manifestazioni che riguardano anche solo un comune. Proprio in questa direzione il mio ruolo come operatore culturale svolge la funzione di ponte tra la sezione Valposchiavo e quella centrale, di dialogo tra l’ottica locale e quella grigionitaliana.
Presentarsi in Ticino, in Svizzera, in Lombardia in maniera compatta come Grigione italiano è molto importante. Essere una minoranza infatti non deve per forza essere penalizzante, basta, tramite progetti di un certo spessore, farsi sentire ed ottenere l’attenzione che ci spetta.

Redatto da Alan Crameri – alan.crameri@bluewin.ch