Tra continuità  e alternanza

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Tra continuità  e alternanza

Germania e altro

Mentre sto scrivendo sono in atto le elezioni anticipate in Germania, volute dal cancelliere Schröder, accortosi che gli sviluppi politici e il consenso nei confronti della sua alleanza di governo stavano venendo meno.

Rimettere il proprio mandato alla parola dell’elettorato può essere letto come un tentativo di salvare il salvabile (i risultati gli daranno torto o meno), ma può anche essere (e idealmente questo ci piace di più) la rimessa nelle mani del popolo di quel potere, che nel concetto occidentale del termine, è demandato al popolo, perciò le nostre son definite democrazie.

In Germania, come pure in altre realtà politiche, il sistema attuale prevede la creazione di alleanze per poter governare; qualora il cancelliere non dovesse riuscire nell’intento di ricompattare le proprie fila, ci troveremmo di fronte ad un cambiamento di direzione, che corrisponderebbe ad una alternanza di governo.

Aldilà delle simpatie politiche che uno può avere per l’una o per l’altra componente, il fatto che un sistema preveda l’alternanza, permette non vi sia una calcificazione delle strutture, un arroccarsi al proprio scranno, l’idea che una persona o un gruppo dirigente possano diventare indispensabili e irremovibili nel proprio ruolo.

, gli eletti sedevano solamente per sei mesi.

Aldilà della curiosità storica e delle probabili complicazioni che il sistema comunque implicava: pensiamo soprattutto alla costante campagna elettorale in cui viveva il popolo fiorentino, il fatto che si evitasse che qualcuno si potesse identificare eccessivamente nel potere, pare essere di estrema modernità nel modo di vedere la cosa pubblica ed il governo di essa.

Pure nella nostra piccola realtà la questione può trovare degli spunti di riflessione. Non è solo la politica che rende possibile questo incancrenirsi di persone in una certa struttura; ma pure all’interno delle società più disparate, il fatto che qualcuno sia alla testa come rappresentante per un periodo lungo, può essere letto come una debolezza della società in questione, una debolezza del sistema che deve trovar modo di essere corretta. Il problema principale si riscontra nella difficoltà di trovare quella linfa positiva e fruttuosa che una persona nuova può portare all’interno di qualsiasi consesso.

Se la continuità può essere letta come sicurezza e stabilità, l’alternanza e la novità possono esserlo in chiave di rinnovamento e rigenerazione, di vitale importanza affinché la società non deperisca e muoia.

Se ci sarà l’alternanza o no in Germania, saranno le prossime ore a dircelo, che l’ottica debba essere presente nella società per una migliore e più dinamica gestione anche delle piccole cose, ci pare debba diventare argomento prioritario nelle discussioni e nella gestione di qualsiasi società.

Redatto da Luigi Menghini – luigi.menghini@bluewin.ch