Lifting grafico per ”Il Grigione Italiano”
Durante l’«Espo Valposchiavo» del 2004, la redazione del periodico locale aveva proposto ai visitatori un questionario. Il traguardo dichiarato dell’azione: capire il pubblico e migliorare l’offerta.
Ad oltre un anno di distanza, con il primo numero dell’anno nuovo, i risultati sono stati trasposti nella pubblicazione che, come afferma il redattore Antonio Platz nel suo editoriale, «non è un semplice giornale, ma è quasi un’istituzione».
Le novità grafiche
Il primo elemento che balza all’occhio è il sommario, posto sotto il titolo di testata, che annuncia tre temi selezionati dall’interno; nel fondo della prima pagina, un piccolo riquadro aiuta a trovare le rubriche. Poi ci sono i cappelli: l’introduzione agli articoli è stata ridotta ad una colonna. Se prima alcuni articolisti volenterosi mettevano nell’introduzione un universo infinito di informazioni, adesso la grafica impone più ordine e evita gli eccessi.
Ma per il resto il «Grigione» è ancora lui: l’ordine delle rubriche è geografico e non tematico, solo i morti di Brusio e Poschiavo sono ora uniti in un’unica pagina chiamata ”vita di comunità”. Forse un maggiore rigore redazionale riuscirà ad evitare anche i rimandi a mezza frase dalla prima alle pagine interne e utilizzerà con maggiore incisività le fotografie. Nell’era del pixel facile, si può fare di più e meglio.
Che delle misure di contenimento, se non di aggiornamento – soprattutto della deriva grafica di cui soffriva la pubblicazione – fossero necessarie era chiaro da tempo: anche «un’istituzione» deve legittimarsi, svolgendo il suo compito.
Antonio Platz, che ha raccolto tre anni fa l’eredità di Remo Tosio, definisce così il suo traguardo: «La nostra meta, oltre a rimanere indipendenti, rimarrà quella di offrire un giornale trasparente, che offra a tutti le stesse possibilità». Ma probabilmente questo a lungo termine non basterà.
Il «Grigione» è un organo di informazione pubblico (e dunque insostituibile) della Valle e della Bregaglia (notasi la nuova intestazione che indica un consolidamento del suo ruolo anche nella valle vicina), ma vive degli abbonati fuori valle: il 40% di chi paga l’abbonamento non vive nel territorio e non deve quindi sapere chi è il medico di turno o conoscere il calendario scolastico.
Inoltre anche dal settore online arriva una concorrenza concreta: il Bernina raggiunge con più tempestività chi è lontano dalla valle. Per garantirsi un futuro, l’editore dovrà dunque rimanere attento e riflettere periodicamente su come intende garantire un servizio adeguato ai bisogni della popolazione locale e degli affezionati fuori valle.
Redatto da Daniele Papacella – daniele@arpage.ch











