Molti gli invitati, pochi i presenti, uno silente

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Molti gli invitati, pochi i presenti, uno silente

Venerdì 23 febbraio, presso la Casa Torre di Poschiavo, si tiene la seconda delle due serate informative sul nuovo Statuto della Regione Valposchiavo. Per la popolazione valligiana si tratta di un’ulteriore buona occasione per poter capire meglio l’oggetto in votazione il prossimo 11 marzo.

Sono presenti alcuni membri della Commissione esecutiva della Regione Valle di Poschiavo, i componenti del Gruppo di lavoro per la rielaborazione dello Statuto, alcuni politici e un modesto numero di cittadini. Nella sala siedono poche signore. Che la politica interessi poco il cosiddetto gentil sesso? Peccato.

Guida la serata Renato Isepponi e alcuni membri del Gruppo di lavoro presentano a turno i vari aspetti dell’operazione ”nuovi statuti”. Tino Zanetti illustra con chiarezza le basi legali dello Statuto, mentre Arturo Plozza presenta, con opportuno spirito positivo ed ottimista, lo scopo della Regione Valposchiavo quale ente pubblico. La dichiarazione ”La regione diventa determinante!” ne è in pratica lo slogan. Primo Costa spiega e commenta brevemente gli articoli più rilevanti del nuovo Statuto.

L’ultima parte della serata è dedicata alle domande e alle osservazioni dei cittadini. Particolarmente attivi alcuni membri liberali radicali che stigmatizzano, perché non lo condividono affatto, il ”concetto di veto” contenuto negli Statuti. La modalità è voluta e mirata a tutela della minoranza all’interno della regione, un sistema democratico questo che d’altr’onde si rifà per analogia al sistema bicamerale federale, dove il Consiglio degli Stati si controbilancia al Nazionale. Un sistema che ha permesso una felice e pacifica convivenza fra montagna e pianura, fra minoranza e maggioranza, fra ricchi e meno agiati. Due esponenti di insieme per Poschiavo spiegano, con estrema chiarezza, lo spirito che deve regnare e che deve trovare concreta applicazione in fase di riorganizzazione della Regione. Chiamato in causa il presidente della Regione Rodolfo Plozza delucida i presenti su alcuni aspetti legati alle elezioni a Statuti approvati e relativi ai primi passi di carattere operativo-organizzativo.

Tutti si attendono interventi forti e determinati da parte del convalligiano Dino Beti, ma quest’ultimo ha preferito evidentemente optare per la comunicazione tramite i media locali e i nuovi media. Anche all’osteria tutti a chiedere: ”E Dinu di Panìsc? Chi al dit?” È rimasto silente.


Redatto da Danilo Nussio – nussio@ecomunicare.ch