Nessuna messa in scena

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Nessuna messa in scena

Intervista a Cassiano Luminati, presidente dell’Ente Turistico Valposchiavo a cura di Luigi Menghini, membro del Gruppo Ristrutturazione Casa Tomè, in previsione dell’inaugurazione del restauro che avverrà  durante la fine settimana di Pentecoste.

1. L’Ente Turistico Valposchiavo ha sostenuto e sostiene attivamente il progetto di ristrutturazione della Casa Tomé. Perché?

Perché il progetto di ristrutturazione della Casa Tomé contempla vari aspetti, non solamente quello museale. Quindi il grosso interesse da parte dell’Ente Turistico è lo sfruttamento della Casa Tomé come asso vincente per il turismo culturale che viene in Valposchiavo, che cerca sempre maggiormente una destinazione autentica. Questa promuove sé stessa grazie al fatto che esiste una vita non legata solamente al turismo, ma in cui l’economia è diversificata.

L’aspetto contemplato nella Casa Tomé va proprio in questa direzione e perciò l’ETVP l’ha sostenuto. In piú, il fatto che la Casa Tomé sia inserita in un polo museale attrattivo, la rende interessante anche in un’ottica di proposta museale valligiana.

Inoltre il fatto di legare la conservazione di una casa di questo tipo alla produzione di grano saraceno e la possibilità di viverla come casa rurale, com’è contemplato nel progetto “Dal campo alla tavola”, la rende sicuramente un prodotto turistico di grandissimo interesse.

È un progetto strategico nel posizionamento della Valposchiavo e quindi sarà promosso anche in futuro dall’ETVP.

2. I turisti che arrivano a Poschiavo cercano veramente la cultura?

Sí, decisamente. La gente che viene qua ha la possibilità di vivere con i Poschiavini, cosa che non è sempre ovvia in una destinazione turistica: non siamo una monocultura turistica. Il fatto di avere principalmente con il Borgo di Poschiavo un’attrazione a livello architettonico molto grande ha posizionato la Valle quale una meta culturale. La Casa Console ha aiutato molto in questo senso negli ultimi anni. La gente che viene vuole cultura sotto vari aspetti.

La cultura che proponiamo è una cultura viva, non è una messa in scena: noi parliamo dialetto, parliamo italiano, viviamo qui, mangiamo i pizzoccheri,… non è finto niente. Questo è uno dei punti forti della Valposchiavo che noi sosteniamo con le nostre proposte, e con la Casa Tomé si può sviluppare ulteriormente.

3. L’offerta culturale può essere una carta vincente nella riorganizzazione delle mete turistiche prevista dal Cantone. Come si può inserire la Valposchiavo in questo ambito?

Sono due le cose. Nell’ambito della riorganizzazione turistica cantonale, l’offerta culturale della Valposchiavo è sicuramente vincente. Noi abbiamo puntato nel nostro progetto proposto per il Cantone, con delle indicazioni chiare: mantenere un’identità in cui l’offerta culturale è già molto ben sviluppata in Valle. Per il Cantone questo è evidente.

Il Cantone dei Grigioni continua con il progetto “klein und fein”, per le piccole destinazioni turistiche (quasi l’80% del territorio), che punta ad un’offerta alternativa – non solo proposte sportive e invernali quindi. Una parte dei 18 mio. destinanti dal Cantone, andranno quindi nello sviluppo del turismo in ambienti rurali. La Casa Tomé si inserisce perfettamente in questo contesto.
All’Ufficio cantonale dell’economia e del turismo sanno che esiste la Casa Tomé, sanno che c’è un progetto “Dal campo alla tavola”. Tutti stanno con gli occhi puntati su questo progetto perché è un esempio, che sta facendo scuola. Motivo questo di orgoglio per la Valposchiavo.

4. Gastronomia – contadini – storia, cosa ne pensa di questo trinomio, che rientra nel programma “Dal campo alla tavola”?

Trinomio importante, dato che il paesaggio della Valposchiavo è una delle carte da visita della nostra destinazione ed è ben conservato grazie al lavoro dei contadini. Il fatto di avere un paesaggio molto antropizzato che, speriamo, farà parte del patrimonio dell’Unesco l’anno prossimo, è un aspetto fondamentale. I contadini oltre tutto producono buona parte di prodotti gastronomici, che rappresentano egregiamente la Valposchiavo in tutto il resto della Svizzera e anche all’estero.

Nella Valposchiavo si può vivere un’esperienza diversa: grazie al progetto “Dal campo alla tavola” si può vivere quel turismo esperienziale, che è uno degli elementi del turismo moderno: la gente deve poter vivere delle determinate cose per poterle poi raccontare agli altri. Non basta solamente avere un paesaggio bellissimo per rimanere nelle teste delle persone, ma bisogna far vivere loro delle emozioni non solo visive, ma che coinvolgano tutti i sensi.

La Valposchiavo ha un grandissimo potenziale, già in parte sviluppato. I nostri turisti si immergono in una cultura che è viva, a 360 gradi. E non dobbiamo assolutamente cambiare e mettere in scena una vita diversa da quella che viviamo.

5. Qual è il suo augurio alla Casa Tomé?

Che la Casa Tomé possa veramente ricominciare a vivere, che non sia solamente un museo, ma un testimone vivo della nostra cultura e che possa diventare uno dei punti trainanti del nostro turismo.

La Casa Tomè sarà  inaugurata il 26 e 27 maggio 2007. Tutta la popolazione é calorosamente invitata a visitarla per l’occasione.

Redatto da Luigi Menghini – luigi.menghini@bluewin.ch