”Della Vedova, hai voluto la bicicletta? Ora bisogna pedalare…”

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”Della Vedova, hai voluto la bicicletta? Ora bisogna pedalare…”

Caro Presidente della Regione,

dopo la lunga e tutto sommato estenuante campagna elettorale, con tanto di secondo turno elettorale di ballottaggio, ora bisogna rimboccarsi le maniche, ben consci che le aspettative della popolazione sono numerose e variegate.

Se abbiamo calcolato bene, grazie alle 709 preferenze, hai superano la maggioranza assoluta. Come giudichi l’esito delle urne? Ti aspettavi un risultato migliore?

Inutile negare la grande soddisfazione per un esito elettorale eloquente e che non lascia spazio a dubbi o interpretazioni di sorta. Considerato il valore degli altri candidati alla presidenza, non mi aspettavo certo un risultato del genere. Ma è arrivato. E se da un lato mi riempie di orgoglio, dall’altro mi rende ancor più consapevole dell’importanza del ruolo che mi appresto ad assumere e per il quale sono stato investito dai valposchiavini, un «popolo innovatore» per tradizione che non si è smentito neanche in questa occasione e al quale va un semplice, ma sentito grazie!

Nel ballottaggio di Poschiavo per un posto in Parlamento, Gabriela Inauen ha sbaragliato i due concorrenti maschi. Va bene così?

Sarebbe banale da parte mia tornare sulla questione della purtroppo scarsa partecipazione femminile alla vita politica attiva, perché tenderebbe inevitabilmente a sminuire il grande risultato ottenuto da Gabriela, una giovane di indubbio valore che non posso purtroppo dire di conoscere molto bene, avendo avuto il piacere di parlarle solo in un paio di occasioni, ma della quale ho sentito parlare un gran bene. Colgo l’occasione, fra l’altro, per porgere a lei e a suo marito Claudio, che invece conosco meglio, i più sentiti auguri per un felice matrimonio.

Hai voluto la bicicletta e ora bisogna pedalare… La nuova Regione entra in carica dal 1° luglio 2007. Quali sono i punti da discutere subito a livello strategico? Quali sono i prossimi passi a livello operativo?

«Strategia» è una parola grossa e impegnativa. In ambito professionale mi caratterizzo per il fatto di approcciare ogni singola questione in maniera estremamente pragmatica e pratica. Fedele quindi a questa che amo definire «logica dei piccoli, ma decisi passi», la prima cosa da fare sarà quella di definire un «assetto condiviso» della nuova istituzione regionale, che è tutta da costruire e che dovrà essere improntata all’efficienza e alla comunicazione.

Da un lato più strettamente operativo dovranno invece essere create le condizioni affinchè le nostre aziende abbiano più facile accesso anche al mercato lombardo in generale, e valtellinese in particolare che, per la nostra Regione, rappresenta ancora un potenziale inespresso. Nel medio-lungo periodo vedo invece la necessità di intraprendere iniziative volte al trasferimento di innovazione, nella sua accezione più ampia, alle aziende valligiane che lo richiedono, e al sostegno, per quanto possibile, di nuove idee/attività imprenditoriali sul nostro territorio.

Come cambierà la tua vita dopo questa elezione?

Cambierà sicuramente per il fatto di aver assunto un’importante carica pubblica, quindi, considerate anche le alte aspettative venutesi a creare, inevitabilmente soggetta al costante e severo giudizio dei miei convalligiani. Sicuramente si tratta di un incarico impegnativo e nuovo per me sotto questa forma, ma, al contempo, anche un compito decisamente stimolante, che potrà essere affrontato con ancora maggior determinazione grazie alla carica derivante dal lusinghiero responso scaturito dalle urne.

Qual è il primo messaggio che rivolgi alla popolazione valposchiavina attraverso questa breve intervista?

Il mio primo messaggio in veste ufficiale vuole essere improntato a un sano ottimismo. La nostra è una Regione di montagna abitata da gente coriacea e da sempre abituata a rimboccarsi le maniche. Una Valle pervasa da un profondo spirito innovatore che, storicamente, l’ha portata ad essere incubatrice di importanti attività pionieristiche tuttora sotto gli occhi di tutti. Noi valposchiavini dobbiamo essere consci e fieri di questo fatto e, seguendo le orme dei nostri illustri predecessori, non dobbiamo aver paura di osare, perché solo così otterremo risultati di rilievo. Ma per far questo è indispensabile crederci tutti sino in fondo e lavorare assieme per il bene comune, cercando in tutti i modi di evitare dannose contrapposizioni interne.

Buon lavoro, signor Presidente; e buon lavoro anche al Consiglio direttivo, al Parlamento e alla Commissione di revisione

Redatto da Danilo Nussio – nussio@ecomunicare.ch