Il Gruppo Cinema getta la spugna.
Un breve comunicato, chiuso fra le colonne del giornale valligiano, informa la popolazione e l’apprezzato pubblico del Cinema Rio che le proiezioni cessano da subito. È grande lo stupore e la sorpresa. Ci spiace che questa offerta culturale si sia spenta definitivamente.
Ci spiace altresì che magari questo importante comunicato possa passare in sordina. La Redazione de Il Bernina ha deciso di contattare Luigi Zala, uno dei membri del Gruppo Cinema del “Rio”, al fine di dare maggiore eco a questa decisione e per sensibilizzare la popolazione sul problema legato alla sala del Cinema Rio.
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A distanza di sei anni dall’inizio delle attività il Gruppo Cinema del “Rio” è costretto a gettare la spugna. Quando e come è maturata questa decisione?}}
Luigi Zala
La decisione di sospendere le proiezioni al Cinema Rio era nell’aria dall’autunno dell’anno scorso. Il Gruppo Cinema del “Rio” si è barcamenato tra le difficoltà tecniche e la scemata motivazione durante la primavera del 2007. Poi, in agosto, è giunto il momento di porre fine ad un progetto alimentato dall’idealismo, dal volontariato, dalla voglia di fare del buon cinema e di dire basta.
L’afflusso di pubblico alle proiezioni era in continua diminuzione, la qualità sempre più insoddisfacente delle proiezioni e la sala che non rispecchiava più gli standard attuali ci hanno costretti a malincuore e con un po’ d’amaro in bocca a fermare le macchine del Cinema Rio.
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Le infrastrutture in dotazione al Cinema Rio sono davvero vetuste e potrebbero benissimo far parte di una collezione museale. Nel vostro comunicato scrivete che uno dei motivi che vi hanno spinto ad interrompere le proiezioni va ricondotta proprio allo stato degli impianti che non permettono più di offrire una qualità di proiezione soddisfacente. Quale sarebbe un’alternativa tecnica sostenibile e proponibile?
Luigi Zala
Le macchine al Cinema Rio ricordano i cinema degli anni ’40 e suscitano un grande fascino. Metterle in moto, seguire il percorso della bobina lungo i mille pertugi e ingranaggi, osservare il bastoncino di carbone incendiarsi e poi squarciare con il fascio di luce la sala buia ti lascia addosso delle emozioni indescrivibili.
Questo fascino, questa storia non si sposa più con il galoppante progresso. Le difficoltà nel reperire pellicole adatte ai macchinari in dotazione al Cinema Rio, i bastoncini al carbone quasi introvabili, l’audio che fa le bizze e lancia in sala un noioso ronzio ci hanno posto di fronte alla cruda realtà: le proiezioni al Cinema Rio oggi non sono più proponibili dal punto di vista tecnico.
Le alternative esistono! Abbiamo però deciso di fermarci ed aspettare quale corso prendono gli eventi. Infatti il Cinema Rio necessita di un lifting. La sala oggi come oggi è quasi improponibile, anche per le proiezioni saltuarie di un cartellone cinematografico primaverile ed autunnale. Le Autorità comunali devono indicare la via che si intende percorrere prima di investire denaro ed energie nell’offerta culturale di valle.
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Con quali problemi siete stati confrontati principalmente nel corso della vostra pluriennale offerta cinematografica?
Luigi Zala
Il mondo del cinema sforna annualmente migliaia di film. Scegliere delle pellicole accattivanti nella selva delle proposte è diventata una vera e propria impresa. Così tenti di fare una lettura delle aspettative del pubblico valposchiavino e peschi, sperando di suscitare interesse ed entusiasmo.
L’impegno del Gruppo Cinema era davvero importante. La preparazione e la proiezione della pellicola ci occupavano dalle cinque alle sei ore.
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Quali sono stati i momenti di maggiore successo di pubblico e di critica per le proposte di film al Cinema Rio?
Luigi Zala
A riscuotere particolare successo sono state le proiezioni pomeridiane per i bambini. La sala era gremita fino negli ultimi spazi e potevamo contare fino a 200 piccoli spettatori. Poi, negli ultimi anni, anche questa offerta non ha più richiamato un importante concorso di pubblico.
Altre proiezioni sono state particolarmente apprezzate: penso in questo momento ai kolossal come Il Gladiatore, … .
Interessate è pure stata l’offerta di un film che prometteva scene un po’ osé. Si trattava del film 40 giorni e 40 notti. Anche così abbiamo riempito la sala.
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Nel comunicato vi augurate che le proiezioni possano presto riprendere e che i valposchiavini possano gioire nuovamente di questa importante offerta. Quali dovrebbero essere secondo voi i passi che andrebbero intrapresi per ricominciare con le proiezioni?
Luigi Zala
Il Comune di Poschiavo dovrebbe chiarire quale passi vuole intraprendere rispetto al Cinema Rio ed alla creazione di una sala multiuso. Soltanto quando ci saranno delle visioni chiare si potranno immaginare degli scenari futuri. La sala del Cinema Rio al momento non soddisfa più gli standard qualitativi attuali. Qualcosa si deve fare per non privare la popolazione valposchiavina dell’offerta culturale legata al Centro Culturale RIO.
Un importante capitolo, durato sei anni, si è concluso. La chiacchierata ci ha permesso da una parte di conoscere i motivi che hanno spinto il Gruppo Cinema del “Rio” a tirare le somme, a tracciare una linea conclusiva alla loro proposta culturale, dall’altra di percepire gli umori del gruppo grazie a Luigi Zala. Si sono respirati un po’ d’amarezza per un progetto che ha trovato un punto d’arresto, ma pure la gioia di aver saputo offrire con idealismo, con motivazione momenti di buon cinema alla popolazione della Valposchiavo.
- Nell’immagine Auguste (a sinistra) e Louis Lumiére, da cui il Gruppo Cinema prese isprirazione per la sua attività cinematografica al Rio
Redatto da Luca Beti – luca.beti@bluewin.ch











