Il grattacielo sul nostro Lago
Un grattacielo sul Lago…, perché no?! – 10 agosto 2006, data dell’ultima «informazione» del Podestà sulla sorte del complesso Albergo LePrese. Magri accenni sulle tappe precedenti del processo. Il comunicato prometteva però: «Il Consiglio comunale informerà in dettaglio la popolazione … appena definita la strada che si intende percorrere ed i progetti avranno contorni più precisi.» Ora siamo in ottobre 2007. Per ben 14 mesi il Podestà non ha più dato nessun ragguaglio su questo affare. Si può dedurne che il mega-progetto sia rimasto piantato durante tutto questo periodo? A quanto pare non è così ma, se fosse il caso, non sarebbe allora ragione sufficiente per fare uscire il Podestà dal suo ostinato mutismo?
Invece il Podestà dichiara di «non poter fornire nessun tipo di informazione», invocando una nebulosa «necessità di massima discrezionalità». Facendo spallucce, non si degna neanche di dire il perché del suo arbitrario rifiuto d’informare, rifiuto in trasgressione alla costituzione cantonale (art. 25) come alla legge sui comuni (art. 11). Quasi si credesse al di sopra della Legge, il Podestà si arroga il potere discrezionale, ossia l’autorità assoluta di tenere i concittadini al buio degli affari comunali. Non mette al corrente nemmeno l’ETV (vedi l’intervista all’ex-direttrice del ETV, pubblicata il 24.09.07 su «ilbernina») malgrado le ripetute e giustificate richieste dell’Ente. Il Podestà non mette a parte del mega-progetto neanche il Consiglio comunale. Il Podestà si crede assai grande per sbrigare da solo questo affare cruciale della nostra Valle…
Questo modo di governare non sarebbe forse prepotente e arrogante? In ogni caso non è né ragionevole né responsabile, essendo persino ridicolo. Infatti non manca la gente che ha, o pretende di avere frequentazioni familiari, amicali, venatorie o commerciali con «promotori» del mega-progretto, e di essere nel segreto di ciò che si trama dietro le quinte. Gli elementi che filtrano da queste fonti possono riassumersi in quattro punti:
- La «Villa Lardi» sarà prossimamente abbattuta per fare posto a un nuovo edificio (tipo condominio, «apart-hotel» o vero piccolo albergo?).
- La sorgente sulfurea (trivellazioni fatte o scartate?) non ha un potenziale sufficiente per essere sfruttata economicamente nella realizzazione di una «spa wellness».
- Uno dei progetti in esame sostituirebbe l’edificio attuale dell’albergo con un grattacielo (min. 150 metri; eliporto sul tetto?) per, così, moltiplicare il numero dei locali (camere e appartamenti di standing superiore) e potenziare la capacità alberghiera. Chi, incredulo, ribattesse che tale progetto sarebbe «pazzesco», si sentirà dire che i progetti più folli si concretizzano se i loro iniziatori ci credono. Alludendo al modello «Schatzalp» a Davos. E evocando, per fare più credibile, «trattative» in corso fra i «promotori» e la direzione della RVP a fine di, casomai, stabilire i suoi futuri uffici al piano superiore della torre (da dove si potrebbe vedere tutta la Valle da Piattamala a Percosta). Rimpiazzerebbero quelli assegnati alla RVP, tutt’altro che felice di essere stata parcheggiata nei magazzini comunali. Inoltre, il nuovo sito librandosi per così dire in spazio aereo «extraterritoriale» dei due comuni, la RVP conterebbe sul consenso del Comune di Brusio per spostare la sua sede definitivamente a questo centro. «Pazzesca» quest’idea? Ma…
- Davvero orripilante invece il sospetto evocato da certi «iniziati» che, infatti, i «promotori» si sarebbero disinteressati di questo mega-progetto. Possibile. Ma, allora, gettati via la quindicina di milioni spesi per acquistare il complesso? «Peanuts», trascurabile per un’impresa dallo spessore di attività e dal volume finanziario immensi come quelli della banca dietro questo progetto. Se questo sospetto si avverasse, implicherebbe l’orribile visione di un gigantesco «sbasisc» su uno dei siti più idilliaci della nostra Valle…
Quasi dimenticavo di richiamare all’attenzione dei «promotori» di questo mega-progetto e, con particolare enfasi, alla memoria del Podestà una rivendicazione, vecchia e mai corrisposta, della popolazione valligiana. Qualunque sarà il tipo di trasformazione del complesso Albergo LePrese, il libero accesso al Lago dovrà assolutamente essere realizzato su tutto il contorno. Scritto nella Legge, questo diritto popolare lo rivendicheremo decisi. Meglio tenerne conto d’ora in poi!
Redatto da Dino Beti di Panìsc – dino.beti@bluewin.ch











