Una Svizzera sempre più a destra
L’UDC è il grande vincitore delle elezioni legislative svizzere.
Il risultato scaturito dalle urne da una parte è una sorpresa perché nessuno si aspettava un tale esito del partito di Blocher e dall’altra è una conferma della sua ascesa costante dal 1999.
Un altro dato importante è emerso dalle urne. Dal 1919, data che coincide con l’introduzione del sistema di voto proporzionale, nessun partito ha saputo raccogliere un risultato simile: 29% dei voti e 62 seggi al Consiglio nazionale.
Il PS invece, che se si era prefisso l’obiettivo di superare la destra nazional-conservatrice, ora deve leccarsi le ferite. Infatti la sua deputazione si ritrova orfana di nove membri in Consiglio nazionale e il suo peso elettorale è sceso sotto la fatidica soglia del 20%.
Il PLR è di nuovo in calo. I toni pacati usati dal suo presidente Fulvio Pelli non hanno saputo fare breccia e così anche questo partito di centro-destra ha perso consensi e scranni; cinque per la precisione.
Il PPD ha saputo in questa tornata elettorale invertire leggermente la rotta, dopo la continua perdita d’appoggio da parte dell’elettorato iniziata nel 1983.
I due partiti di centro si ritrovano dopo queste infuocate votazioni in perfetta parità; PLR e PPD hanno ottenuto 31 seggi ciascuno.
I Verdi per contro sono la forza emergente. Sfiorano il 10% e conquistano 20 seggi alla Camera bassa. Gli elettori hanno appoggiato con il loro voto un partito che fa della tutela ambientale il suo cavallo di battaglia.
Si sono spesi milioni
Pare che senza un investimento importante pari a centinaia di migliaia o a milioni di franchi le porte del Consiglio nazionale non si aprano. L’aumento dei costi legati alla campagna elettorale è una tendenza che preoccupa e pare non trovi freno. Le stime parlano di investimenti che si aggirano sui 50 milioni, un terzo in più rispetto alla campagna elettorale del 2003.
Questo sviluppo, che ci avvicina alla maniera di raccogliere consensi e voti nel paese a stelle e strisce, impensierisce. Infatti si rischia di aumentare sempre più la disuguaglianza fra partiti piccoli e grandi ed inoltre la democrazia potrebbe essere imbavagliata dalle grandi lobby del mondo economico.
Basti pensare, secondo i dati fatti trapelare dai partiti, che i democentristi hanno speso per la campagna nazionale 5 milioni (si sussurra che in realtà il budget elettorale ammontava a 15 milioni), il socialisti 1, 2 milioni, i popolari democratici 1,5 milioni e i liberali 1,6 milioni. I Verdi pare invece abbiano investito briciole, cioè 70’000 franchi.
Cambierà qualcosa dopo le elezioni?
Indubbiamente la campagna aggressiva e populista dell’UDC è stata pagante e forse questo politichese potrebbe fare scuola in futuro. Gli altri partiti usciti scottati, il PS in maniera particolare, dovranno fare una rilettura dei loro programmi e trovare temi che sappiano essere maggiormente incisivi a livello mediatico. I manifesti dei democentristi, quelli della pecora nera per intenderci, hanno fatto parlare di sé, e non solo in Svizzera.
L’UDC inoltre ha individuato indubbiamente i problemi che preoccupano maggiormente i cittadini e ha offerto delle soluzioni facili e comprensibili.
Gli altri partiti hanno ora l’importante compito di offrire soluzioni diverse, di trovare le soluzioni delle problematiche calde nel pragmatismo e nella politica conciliante ed umanitaria che ha distinto la Svizzera in passato. Altrimenti rischiamo che la voce UDC, che prima ci sembrava fuori dal coro, diventi quella che corre di bocca in bocca e che cresciamo dei cittadini dimentichi di ciò che siamo stati, emigranti poveri in canna.
Il Parlamento sarà chiamato a rieleggere il 12 dicembre i Consiglieri federali. Blocher dopo la netta vittoria del suo partito può dormire sonni tranquilli. Il suo seggio è stabile. I Verdi in questi giorni post-elettorali alzano nuovamente i toni e lo vorrebbero fuori del Consiglio federale. Gli altri partiti hanno però risposto picche. Così la rielezione dei sette saggi sarà una formalità.
{La vera bega si presenterà in un prossimo futuro quando {Blocher tenterà di giocare di forza}}, conquistandosi un dipartimento di maggiore prestigio a scapito di un o una collega.
Arriverà poi il momento degli arrocchi, quando i Consiglieri di lunga data cederanno il passo a leve nuove. Couchepin sembra in dirittura d’arrivo. Beh, allora a chi spetterà lo scranno vacante?
Ai liberli, ai popolari democratici o ai verdi?
Ci saranno di nuovi i fuochi d’artificio!
Redatto da Luca Beti – luca.beti@bluewin.ch











