Milizia d’altri tempi
L’obbligo generale per tutti gli uomini di prestare servizio militare o di correre alle armi in caso di necessità era in vigore già nei tempi andati. Nel protocollo del Magistrato sotto l’ufficio del podestà Francesco Adeodato Mengotti (1766 – 1767) ho trovato il seguente proclama (grida) per l’ispezione delle armi:
*”Die 23 mensis maii (1767)
De mandato speciali di Sua Signoria il Signor Podestà si fece publica Grida e proclamma qualmente tutti li uomini capaci all’arme infra 18 et 60 anni debbino avere in pronto, preparati e puliti i loro schioppi voti, ma ben all’ordine et netti, quali si visiteranno da li Signori del Magistrato, quelli de Signori Cattolici da Signori Rifformati e questi da quelli; acciò possino nella Festa imediate seguente la prima raccolta de fieni con buon ordine regolati d’un destinato publico officiale, e scortati dallo stesso Magistrato, portarsi ne prati de Cortini Rotondi per istruirsi e pratticarsi ivi nell’esercizio militare, per tanto più esser utili e prattici in ogni bisogno publico, sotto pena a non comparenti senza legittima causa di scusa o a chi non fosse provisto del schioppo suo ben agiustato, o a chi ardirà portare il schioppo carico con polvere di lire 15 per cadauna persona d’esserle irrimissibilmente levate dal Magistrato e di lire 30 se carico con piombo, e ciò servi d’aviso.
Saranno a tal motivo avisati tutti li armaroli e slosseri del Paese ad essere obligati 25 giorni avanti al sopra destinato termine a servire con discreta mercede chiunque le porterà schioppi da commodare o da nettare, condannati in ogni caso di mancanza ad essere loro malevadori della pena in cui incorreranno quelli che si porteranno con l’armi mal all’ordine per essere stati rimandati senza legittima causa da essi slosseri e come più difusamente nel statuto libro 1 capitolo 23.”*
Con questa semplice grida veniva convocata all’ispezione militare la totalità degli uomini capaci alle armi di tutta la valle. La grida veniva letta ad alta voce – o più propriamente gridata – pubblicamente in Piazza di Poschiavo dal cancelliere del Comune, assistito dal fante. Probabilmente la stessa veniva letta anche nelle chiese della valle al termine delle funzioni domenicali. Gli statuti comunali prevedevano che ogni due anni si facesse “la mostra generale”.
Era compito dei membri del Magistrato, composto a quei tempi da podestà, decano, due consoli e 12 consiglieri, presenziare all’ispezione delle armi ed assistere alle esercitazioni. Forse i consiglieri erano addirittura tenuti a raccogliere i propri miliziani della contrada, di cui erano i rappresentanti in Magistrato, e ad accompagnarli o scortarli con buon ordine all’ispezione militare ai Cortini.
Arma ad accensione con pietra focaia
Ad ogni modo e prima di tutto era importante avere l’arma in perfetto stato. Questo spiega l’ingiunzione tassativa agli armaioli e agli “slosseri” (fabbri, meccanici, dal tedesco Schlosser) di tenersi a disposizione durante 25 giorni prima dell’ispezione di chi aveva bisogno di far aggiustare o pulire la propria arma, e questo dietro modesto compenso. Se si fossero rifiutati di fare il loro dovere sarebbero andati soggetti alla multa di chi si sarebbe poi dovuto presentare con l’arma in disordine.
In caso di pericolo o di imminente necessità la mobilitazione della milizia veniva effettuata tramite la campana del comune che veniva suonata a martello. Una grida fatta pubblicare proprio all’inizio del periodo di carica dello stesso podestà Mengotti nel 1766 prevedeva che in casi di pericolo incombente o di situazioni d’emergenza si dovesse addirittura tenere l’arma carica in casa per essere pronti ad intervenire appena udito il suono della campana a martello: la grida ingiungeva “che ogn’uno tenesse pronta un’arma carica in caso che fosse fatta sicura relazione che ne nostri confini vi si ritrovasse persona quale rendesse ben fondato sospetto d’essere invasore, avisando che allor quando si sonerà la Campana di Comunità a Martello che sia pronto al soccorso, acciò venghino tali malfattori presi opure dalla nostra giurisdizione scacciati e distratti.”
Non era raro il caso che anche in Val Poschiavo circolassero persone sospette ed ogni sorta di fuggitivi e malfattori, già banditi da altri stati. Pure la Dieta delle Tre Leghe si vide costretta in più occasioni a pubblicare simili gride e a chiedere l’aiuto delle comunità per far arrestare dei malviventi che trovavano rifugio nei rispettivi territori. Essere pronti ad intervenire con le armi alla mano al minimo pericolo faceva parte degli obblighi di tutti gli uomini della comunità e rientrava per quei tempi nella normalità.
Redatto da Arno Lanfranchi – arno11@bluewin.ch











