Romantici fuochi all’aperto

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Romantici fuochi all’aperto

Finalmente i primi tepori della giovane stagione primaverile risvegliano la natura e permettono di uscire a godersi le carezze del timido sole.

È un richiamo irresistibile.

Infili gli stivali, imbracci il rastrello e ti metti di buzzo a riassettare nell’orto e nel giardino.
Raccogli un bel mucchietto di sterpaglia ed intanto respiri l’aria ancora fresca di primavera. È davvero una bella emozione e ti pare di ritrovare immaginarie radici lasciate in terra in autunno.

Eppure da qualche parte c’è una nota stonata in questo quadretto idillico. Il naso non ci sta al gioco e ti fa girare lo sguardo sul paesaggio familiare. Il naso si arriccia. È un odore acre, duro: gli è noto e lo riempie. Il fumo penetrante rimanda al periodo in cui l’ebra secca ai margini dei prati veniva data alle fiamme per rivitalizzare il terreno.

Un po’ più in là volute di fumo denso si alzano in cielo: giocano con refoli d’aria e si lasciano scompigliare e diffondere. Ti accorgi allora che con le attività negli orti e giardini è arrivata pure la stagione dei fuochi all’aperto. È una tradizione atavica.

La nostra società viaggia a byte, a chilobyte, è collegata in tempo reale con il mondo intero eppure ha la caparbietà di mantenere vive incancrenite abitudini, capaci di recare danno a sé stessi ed agli altri.


È consentito per contro bruciare all’aperto rifiuti naturali provenienti dai boschi, campi, giardini e orti, nella misura in cui non ne derivino immissioni eccessive.»

Basta poco.

Link
https://www.bafu.admin.ch/luft/00632/00641/00647/index.html?lang=it
https://umwelt-gr.ch/dienste/merkblaetter.htm#Luft

Redatto da Luca Beti – luca.beti@bluewin.ch