Dieter Schürch denunciato per mobbing NAFTALINA
Sviluppo penale nella vicenda delle scuole comunali di Bellinzona. Per il tramite del proprio avvocato, Stefano Peduzzi, la Direzione delle scuole ha sporto denuncia nei confronti del sindaco Brenno Martignoni e del consulente del municipio Dieter Schürch per tentata coazione, lesioni corporali gravi e – per Martignoni – anche per abuso di autorità.
Le accuse sono in relazione ad una presunta violenza psicologica esercitata nei confronti dei componenti della Direzione nelle ultime tre settimane. Ricordiamo che la scorsa settimana il municipio, nel presentare un progetto di riforma delle scuole comunali, aveva comunicato che la direttrice ed il vice Direttore delle scuole non sarebbero stati confermati nell’incarico.
- da www.rtsi.ch, notizia di martedì 1. luglio, ore 18:37
Commento
di Danilo Nussio, già coordinatore locale del Progetto Poschiavo
Non mi interessa quale, alla fine, sarä la sentenza del tribunale che giudicherà questa vicenda. Ciò che probabilmente avrà perpretato ancora una volta Dieter Schürch, presidente della Fondazione Progetto Poschiavo, va ad aggiungersi ad una lunga lista di operazione simili, che possiamo definire azioni di vero e proprio mobbing nei confronti di numerosi collaboratori. Tanti sono anche i nomi di persone che potrei citare, che ho visto andare in crisi, che ho visto piangere, che ho visto sfiorare la depressione oppure arrendersi. Citerò quanto il professore ticinese fece con il sottoscritto, allorquando, all’inizio del nuovo millennio, riuscì o ci provò con tanta determinazione a mettermi contro diversi attori del Progetto Poschiavo: dai direttori ad alcuni membri della commissione della Scuola professionale, al sindaco di Poschiavo, da un collega di Poschiavo al direttore del progetto movingAlps. Alla fine fui costretto a lasciare l’incarico, a lasciare un buon impiego pubblico, a perdere la faccia in Valposchiavo. Con chi scrive si comportò come fa solitamente un protettore: lusinghe, promesse e regali, alternate da umiliazioni, da violenze e pressioni di carattere psicologico. Dovesse Dieter Schürch finalmente pagare pegno, rappresenterebbe perlomeno un segno di giustizia per tutti coloro che, come me, hanno sofferto tanto, hanno vista condizionata e rovinata una carriera e la vita.
Redatto da Danilo Nussio – nussio@ecomunicare.ch











