Nuova guida per la deputazione grigionitaliana

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Nuova guida per la deputazione grigionitaliana

  • I Grigioni hanno un nuovo presidente di Stato. Come ad ogni sessione d’agosto si é proceduto al rinnovo dell’ufficio presidenziale del Gran Consiglio. Primo cittadino é stato eletto un giovane agricoltore biologico proveniente dalla valle dell’Albula. Giovane anche il nuovo vicepresidente. Il trionfo della linea verde: 78 anni in due.
  • Nei quattro giorni di una sessione un po’ troppo all’acqua di rose – per due pomeriggi i deputati non hanno lavorato… – si é parlato tanto anche di fusioni, tanto che il Parlamento ha creato il più grande Comune, territorialmente parlando, della Svizzera, dicendo sì all’aggregazione di Davos con Wiesen.

Una sessione all’acqua di rose

Presidente e vice giovani

105 preferenze sulle 112 schede valide. Con questo risultato il quarantenne Corsin Farrér, deputato PPDC del Circolo di Alvaschein, è stato eletto presidente del Gran Consiglio, uno dei più giovani ad assumere la più alta carica dello Stato retico. Siede nel Parlamento cantonale dal 2000 ed ha fatto parte della Commissione di gestione. Abita a Stierva, Comune del quale è stato anche sindaco, nella valle dell’Albula. È contadino biologico, sposato e padre di due bambine. Giovane il presidente ed ancor più giovane il suo vice. Infatti, alla vicepresidenza è stato eletto l’avvocato Christian Rathgeb di Coira. L’ex presidente del Partito Liberale, in Gran Consiglio dal 2006, è nato nel 1970. Ha ottenuto 107 voti sulle 109 schede valide.

Nuove realtà comunali

Espletate le elezioni di rito nel primo giorno – mercoledì pomeriggio – il Gran Consiglio ha affrontato i temi più importanti. A cominciare dalla ratifica parlamentare di una serie di fusioni che dal prossimo 1° gennaio faranno scendere a 194 il numero dei Comuni retici a 194.
Il più grande del Cantone – ma anche dell’intera Svizzera – sarà Davos che, grazie alla fusione con Wiesen, avrà una popolazione di 11’000 abitanti ma soprattutto una superficie di 284 chilometri quadrati, dunque superiore ai 282,6 chilometri quadrati del Comune vallesano di Bagnes.

Ma, soprattutto, il Legislativo ha sostenuto con voto unanime i pionieri della Val Monastero che sono stati i primi a decidere l’aggregazione di tutti i Comuni di un’intera valle. A ruota poi – lo ricordiamo – era seguito il voto positivo anche della Bregaglia; fusione, questa, di cui si occuperà il Gran Consiglio in una prossima tornata.

Malgrado i risultati finali chiari, nel dibattito parlamentare vi sono state delle richieste di rispedire tutte le aggregazioni al mittente, ovvero al Governo. Il presidente socialista Peter Peyer è intervenuto denunciando quella che ha definito “la mancanza di una chiara strategia” tanto che, a suo parere, molte fusioni sono poco incisive perché aggregano piccolissimi Comuni per formarne uno piccolo. La proposta di non entrata in materia è però stata respinta a larghissima maggioranza, dopo che il consigliere di Stato Martin Schmid ha ricordato al Parlamento che esso steso aveva accettato la strategia (nessuna fusione coatta bensì richieste che devono venire dal basso) che ora il Governo sta seguendo e mettendo in pratica.

Corsi d’acqua da sistemare

101 voti a favore e nessun contrario. Con questo risultato è stata accolta la nuova legge cantonale sulla sistemazione dei corsi d’acqua. Essa ribadisce un concetto cardine retico, ovvero che sono i Comuni i primi responsabili. Ciò nondimeno il Cantone interviene sostenendo, coordinando e controllando gli interventi in uno spirito collaborativo. Trattandosi solo di modifiche destinate a migliorare la protezione dalle acque alte, nella legge non ci sono regole sulla rivitalizzazione dei corsi d’acqua, come hanno invano chiesto i socialisti.

La grazia rifiutata

All’ordine del giorno del Legislativo vi era anche una richiesta di grazia che è stata respinta, contrariamente a quanto richiesto dal Governo. Il caso riguardava un ventisettenne condannato in Spagna a tre anni per traffico di hashish. L’uomo, dopo aver scontato sei mesi, è stato trasferito in un carcere grisionese ed ha, appunto, chiesto la grazia; ma il Gran Consiglio ha detto no, temendo che la concessione della grazia potesse in futuro rendere più difficile il trasferimento negli istituti di pena elvetici di svizzeri condannati all’estero.

Marco Tognola

Redattore “La Voce delle Valli”

6535 Roveredo – GR


Deputazione grigionitaliana

Oltre all’ufficio presidenziale del Gran Consiglio, nella sessione d’agosto si procede anche ad eleggere quello della deputazione grigionitaliana nel Parlamento cantonale. Così è stato anche questa volta.

Il nuovo presidente è Rodoldo Fasani di Mesocco, che succede al poschiavino Livio Mengotti, e il suo vice è Cristiano Pedrini di Roveredo. Un duo mesolcinese alla testa dei granconsiglieri italofoni, dunque. Da parte sua, Rodolfo Plozza di Brusio accede alla presidenza dell’importante Commissione di Gestione del Gran Consiglio. Ed è un motivo d’orgoglio per la deputazione e per il Grigioni italiano.

Rodolfo Fasani, presidente

Redatto da Il Bernina – redazione@ilbernina.ch