Verso una semplificazione dell’apparato giudiziario
Dopo che il Governo (alla fine di dicembre) ha pubblicato il rapporto complementare al messaggio dell’agosto 2008 sulla riforma della giustizia, sono ripresi i lavori delle commissioni parlamentari in vista della sessione di febbraio nella quale dovrebbe cadere la definitiva decisione del Gran Consiglio.
Il dibattito è ancora aperto e le discussioni saranno appassionanti; anche perché il Governo ha precisato la propria strategia di riforma globale delle istituzioni dei prossimi anni.
La proposta del Governo per quanto attiene la riforma della giustizia (o la semplificazione come viene definita in tedesco) è immutata e consiste nell’attribuzione di competenze dei Presidenti di Circolo alla Procura Pubblica (nel campo penale) e ai Tribunali Distrettuali (nel campo civile). Va ricordato che il trasferimento delle procedure penali per delitti e crimini alla Procura Pubblica avverrà in ogni caso in quanto così prevede la nuova legge federale sulla procedura penale che entrerà in vigore il 1. gennaio 2011. Per comprendere l’importanza della nuova legge federale si pensi che oltre il 70% dell’attività (e oltre 1,2 milioni di entrate) verranno a mancare al Circolo di Roveredo. Sin qui nulla di nuovo.
Il Governo, nei lavori delle commissioni, ha presentato la propria visione della futura struttura della Procura Pubblica (se la proposta sarà accettata) che sarà fortemente improntata alla decentralizzazione; sono previsti 13 nuovi posti di lavoro di cui 9 fuori dall’area di Coira (a Davos, Ilanz, Samaden, Thusis e Mesolcina). Nella regione di Mesolcina e Calanca sono previsti 2 nuovi posti di lavoro della Procura Pubblica. Percontro, se la riforma non sarà accettata, il numero degli impiegati della Procura Pubblica rimarrà immutato (senza alcun posto di lavoro nel Moesano).
A fianco della Procura Pubblica dovranno essere rinforzati anche i Tribunali distrettuali per i quali si richiede una vicepresidenza permanente (nuovo posto di lavoro a tempo pieno) e una nuova organizzazione della Giudicatura di Pace con la possibilità di crearne da 1 a 3 conciliatori per ogni distretto.
I costi della giustizia saranno, secondo il progetto di riforma, assunti in ragione del 100% dal cantone, liberando integralmente dagli stessi i comuni.
In ogni caso la parola definitiva spetterà al popolo. Se il parlamento accetterà in febbraio la proposta riforma e la relativa revisione della Costituzione sarà disposta (nel maggio 2009) una votazione popolare.
Ma quale sarà nel progetto di riforma il futuro del Circolo?
E’ questa la domanda che si pongono in molti.
Il Circolo rimarrà anche per il futuro il circondario per l’elezione del Gran Consiglio. Una modifica a questo proposito non è prevista e, in ogni caso, se fosse proposta necessiterà di un’approvazione popolare in quanto il principio è ancorato nella costituzione.
Il Circolo manterrà le competenze in materia tutoria, in materia di esecuzione e in tutti quei settori nei quali ha ricevuto delle deleghe sia dal Cantone sia dai Comuni.
Non è ipotizzata una eliminazione dei Circoli ma un loro nuovo posizionamento: quello che questa revisione persegue è un miglioramento della giustizia con una semplificazione delle strutture giudiziarie a disposizione del cittadino in tutto il cantone.
Il cittadino non dovrà più chiedersi se per un problema civile deve rivolgersi al Presidente di Circolo o a quello del Tribunale Distrettuale: sarà solo quest’ultimo competente in materia civile.
Analogo discorso in materia penale dove il cittadino non dovrà chiedersi se la procedura è di competenza del Circolo o della Procura Pubblica. Competente sarà sempre la Procura Pubblica.
E, se come spesso si chiede, le strutture statali vanno rese semplici e facili da contattare per il cittadino con questa riforma è possibile raggiungere questi obiettivi .
22 gennaio 2009
Fabrizio Keller
Gran consigliere e membro della commissione di giustizia e sicurezza
Redatto da Il Bernina – redazione@ilbernina.ch











