Centro culturale: ”Il messaggio é stato chiaro”

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Centro culturale: ”Il messaggio é stato chiaro”

982 no, 628 si: oltre il 60% dei votanti del Comune di Poschiavo ha respinto il progetto riguardante l’acquisto, l’ampliamento e la ristrutturazione dell’ex Centro Culturale Rio. Un verdetto secco e inatteso, che lascia molte domande aperte.

A destare stupore è soprattutto la schiacciante vittoria del “no”, se si considera che l’unico partito ad opporsi ufficialmente al progetto è stato il PLD – I Liberali. “Le critiche sollevate recentemente sull’ubicazione e sul prezzo d’acquisto dell’immobile facevano presupporre un esito risicato, ma uno scarto così ampio è davvero una sorpresa”, ha dichiarato a IL BERNINA il Podestà Tino Zanetti.

Anche il presidente della Giunta comunale, Cassiano Luminati, ha preso atto con rammarico della decisione popolare: “È un messaggio chiaro da parte della popolazione: il centro culturale, almeno per il momento, non s’ha da fare”. Secondo Luminati, una bocciatura così secca non può essere interpretata come un “no” a questo progetto e all’ubicazione in particolare, ma come un “no” a un centro culturale in generale: “Evidentemente la popolazione non sente l’esigenza di una simile struttura”.

Di tutt’altro parere invece Reto Capelli, del PLD – I Liberali. “È un risultato chiaro e il fatto che anche il Borgo si sia espresso contro evidenzia come il progetto portato in votazione avesse molte pecche”. A quanto sembra, le motivazioni avanzate dai Liberali hanno dunque fatto breccia nella popolazione. Secondo Capelli, il risultato non deve essere interpretato come un “no” assoluto a un centro culturale, ma piuttosto come un invito a proporre “una nuova soluzione in cui il rapporto tra investimento e risultato sia più soddisfacente”.

E ora?

Dopo la bocciatura della votazione, il contratto tra il Comune di Poschiavo e il proprietario dell’ex Cinema Rio non è più valido. “Ora il proprietario ha i diritti esclusivi sull’edificio, bisognerà vedere se intende ancora mettere a disposizione l’edificio per alcuni eventi”, ha spiegato il Podestà. “Per il momento – ha aggiunto – il Consiglio comunale si impegna a mettere a disposizione le strutture di proprietà del Comune e a coordinare il loro utilizzo in base alle esigenze delle varie associazioni. In ogni caso il segnale è chiaro: dobbiamo studiare nuove soluzioni, ma per questo ci vorrà tempo, e si sa, i tempi della politica sono lenti.”

Ancora più categorico Cassiano Luminati: “Se il popolo ha detto “no”, dobbiamo avere il coraggio di desistere. A mio avviso, il centro culturale deve essere tolto dall’agenda politica per alcuni anni”. “Il Rio – ha proseguito il rappresentante di Insieme Per Poschiavo – non è mai stato veramente chiuso, nemmeno negli ultimi mesi, perché il proprietario era disposto ad affittarlo per certi eventi. Si dovrebbe chiudere il Rio veramente, così la gente capirebbe la necessità di un centro culturale.”

Secondo Reto Capelli invece, per evitare che il progetto sia rinviato alle calende greche bisogna tornare subito alla carica con una nuova soluzione da realizzare altrove, per esempio a sud del cimitero cattolico di Poschiavo, oppure nella zona Cortini, a nord del Garage Bernina o sull’attuale terreno da calcio (qualora questo venisse trasferito a Le Prese). “Molte persone hanno votato “no” a malincuore; bisogna quindi sfruttare questa situazione per proporre un progetto convincente che coinvolga tutte le società. Molto probabilmente ciò sarà fattibile solo nella prossima legislatura, quando si saranno rinnovati Giunta e Consiglio comunale. Fra pochi mesi inizierà la campagna elettorale e chissà che il Centro culturale non diventi nuovamente un tema di discussione.”

Redatto da Il Bernina – redazione@ilbernina.ch