”Stiamo cercando di gettare dei ponti verso i giovani”
“Molti vivono un momento di stanca della fede, oppure non capiscono più perchè fanno parte di una Chiesa” • “Una sfida per noi sarà anche costruire le condizioni affinchè riscoprano la loro spiritualità , approfondiscano la fede cristiana e abbiano la voglia di partecipare alla vita comunitaria.” • “Spetta a noi come Chiese, a volte anche insieme, spiegare e testimoniare la fede cristiana.”
Domenica 14 febbraio 2010,
una Chiesa evangelica di Brusio gremita come solo in occasione della festa dell’albero… Tanti bambini, tanti anziani, tante famiglie. Come tanti la vorrebbero sempre.
Un https://www.serassi.ch che dà il meglio di sé dopo il restauro.
Il pastore Di Passa non poteva iniziare meglio il suo nuovo mandato in Valposchiavo: la cura di entrambe le comunità valligiane.
Lo abbiamo incontrato e gli abbiamo posto alcune domande. Lo ringraziamo e gli auguriamo ogni bene: una bella sfida.
La nuova economia chiede terzi, quarti o mezzi di pastore… Ma in Valposchiavo non è possibile. Quindi ecco creata la “Comunione Pastorale”. È questa una fase che porterà ad un’unica comunità evangelica in Valposchiavo?
“Panta Rei” dicevano i greci, “tutto cambia”, e per affrontare le nuove sfide bisogna cambiare per essere pronti a costruire il nuovo e non scoprirsi in ritardo. La Comunione Pastorale nasce dalla volontà delle due comunità di camminare insieme affrontando il futuro legando i propri destini.
La ristrutturazione della Chiesa Cantonale Riformata del 2003 ha assegnato alla comunità di Brusio risorse insufficienti per un’azione pastorale efficace. Benché la comunità di Poschiavo sia intanto autosufficiente, in un non lontano futuro si sarebbe trovata con risorse insufficienti. In più, la ricerca di un/a pastore/a adeguato/a alle esigenze della Valposchiavo si sarebbe dimostrata ardua e lunga. Utilizzando le risorse locali, ristrutturando le competenze del lavoro pastorale, la Comunione Pastorale Valposchiavo è stata avviata senza scossoni, all’insegna della continuità dal 1° febbraio. Se questo porterà in futuro ad una fusione delle comunità, dipenderà dal buon andamento comune e dalla volontà delle due realtà riformate.
A livello operativo, come funziona la Comunione Pastorale? Quali i ruoli? Chi si occupa di cosa?
Per prima cosa è stato eletto un Consiglio Centrale che si occuperà della cura pastorale di Valle insieme all’Ufficio Pastorale. Il pastore continuerà nel suo ruolo di cura delle due comunità, per gli atti ecclesiastici (battesimi, matrimoni, funerali…) e per i culti. Per quanto riguarda le lezioni di religione, con la venuta a Poschiavo degli alunni di Brusio, già da quest’anno questi ultimi sono integrati nelle classi di Poschiavo. Le lezioni del corso per la confermazione sono tenute a Poschiavo per tutte e due le comunità. Ciò è facilitato dal fatto che i preparandi/confermandi di Brusio si trovano già a Poschiavo. Per il prossimo anno scolastico, il carico di lezioni per il pastore verrà diminuito in modo da potersi concentrare sul lavoro pastorale a Brusio. Le due ore in meno saranno assunte dall’attuale catechista, Luciana Albertini, che già da quest’anno insegna nella scuola primaria di Brusio. Inoltre, l’Ufficio Pastorale può disporre di una persona, Monica Jochum, per i piccoli lavori di segreteria. I membri del Consiglio Centrale poi si occupano di eventuali altri compiti o aiuti.
I riformati in Valposchiavo rappresentano circa il 10% della popolazione. Mi può descrivere la struttura della realtà evangelica in Valposchiavo? Sta invecchiando? Oppure invece è in ripresa grazie a nuove e giovani famiglie?
La situazione delle comunità non è diversa dal resto della società in Valle: emigrazione dei giovani, aumento delle persone anziane. Se si prende l’immagine di un pino, potremmo dire che una struttura organica vedrebbe la base del pino larga (tanti giovani) fino a restringersi alla punta (pochi anziani). La situazione è a “pino rovesciato”, base ristretta e punta larga. Ma questa è la situazione della Valle: purtroppo, le politiche economiche della globalizzazione svuotano le zone periferiche e accentrano in altre. Chissà, forse un giorno si accorgeranno che non si può segare il ramo su cui si è seduti. Più che in una ripresa numerica, spero in una ripresa spirituale, un abbattimento della distanza tra Chiesa come istituzione e popolo che vive la sua fede in Cristo.
Lo sviluppo di Rätia Energie a Poschiavo coincide, come un tempo, con una crescita numerica dei riformati?
Non credo influisca numericamente come nel passato. Si osserva un aumento, ma come avviene anche per l’altra Chiesa Cantonale.
Oggi al culto mancavano solo i giovani fra 16 e i 25 anni. Un caso oppure una consuetudine?
Partecipare al culto alle 10 la domenica mattina è complicato per i giovani di quell’età. Lo sappiamo: vivono fuori Valle e, quando sono qui, amano ritrovarsi, stare insieme fino a tardi e quindi dormire a lungo la domenica mattina; oppure è il tempo migliore per andare a sciare. Inoltre è un’età particolare in cui sono occupati a trovarsi una posizione sociale, a costruirsi degli affetti e, benché abbiano una dimensione spirituale, tendono a metterla in secondo piano. Una sfida per noi sarà anche costruire le condizioni affinché riscoprano la loro spiritualità, approfondiscano la fede cristiana e abbiano la voglia di partecipare alla vita comunitaria. Per questo stiamo cercando di gettare dei ponti verso i giovani di questa età. L’augurio è di riuscirci.
La chiesa evangelica e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione del terzo millennio. Un pericolo o un’opportunità tutta da sfruttare?
È un’opportunità da sfruttare stando attenti ai pericoli. Il primo pericolo è pensare che possano sostituire il contatto umano, il faccia a faccia, la fatica di camminare insieme confrontandosi. L’opportunità è che può affiancare il lavoro della comunità fornendo informazioni, spunti di riflessione, possibilità di contatto. Le nuove tecnologie sono straordinarie se usate bene.
Per approfondire:
- **https://www.archivio.ilbernina.ch/la_parola.php3
-
https://www.riformatiretici.ch**
No, non è un fenomeno così evidente. E per quanto riguarda persone che sono uscite per entrare nell’altra Chiesa, non ce ne sono state molte. Il problema vero delle Chiese cristiane è che molti vivono un momento di stanca della fede, oppure non capiscono più perché fanno parte di una Chiesa. Spetta a noi come Chiese, a volte anche insieme, spiegare e testimoniare la fede cristiana.
Redatto da Danilo Nussio – nussio@ecomunicare.ch











