Gli alberi di Golgi
Sabato 24 Aprile 2010 nella sede del https://www.museogolgi.it/valle.htm, sorto nel 2006 per celebrare il centenario
dall’assegnazione del Premio Nobel per la medicina all’illustre concittadino Camillo Golgi (Primo
Premio Nobel per la Medicina nel 1906) si terrà una giornata dedicata allo studio.
La giornata intitolata “Gli alberi di Golgi” avrà inizio alle ore 10,00, questa vuole essere un momento didattico e sperimentale; avvalendosi del prezioso aiuto del Dr Gustavo Merico (ricercatore del Golgi) ed in collaborazione con l’Università di Brescia, corso di Laurea in Tecniche di Laboratorio promosso dal
prof. Grigolato, ha come obiettivo quello di spiegare agli studenti dell’indirizzo Chimico-Biologico
dell’Istituto Meneghini di Edolo, agli allievi dell’Università di Brescia e a tutti gli interessati la
“reazione nera” (o “metodo Golgi” o “tecnica dell’impregnazione cromoargentica”). Questa
tecnica che permette di visualizzare le cellule del tessuto nervoso è stata chiamata così
poiché determina la colorazione nera del neurone e dei suoi prolungamenti.
Lo stesso Golgi il 16 febbraio 1873 scrisse frettolosamente queste parole ad un amico: “Sono felice d’aver trovato una nuova reazione per dimostrare anche agli orbi la struttura dello stroma interstiziale della corteccia cerebrale. Faccio agire il nitrato d’argento sui pezzi di cervello induriti in bicromato
di potassio. Ho già ottenuto risultati assai belli e spero di ottenerne di più”. Questa è la prima
testimonianza dell’invenzione della reazione nera.
Questa reazione ha dimostrato di superare la
prova del tempo, il suo potenziale biotecnologico l’ha resa uno strumento versatile variamente applicato nei 130 anni della sua esistenza. A lungo è rimasta l’unica tecnica in grado di evidenziare la cellula nervosa nella sua interezza ed è tuttora adoperata nei laboratori istologici in tutto il mondo. In tempi recenti ha trovato nuovi impieghi dalla sua dimostrata
possibilità di applicazione alla microscopia elettronica (la cosiddetta “Golgi EM”).
Di ben pochi metodi si può dire lo stesso a più di cento anni dalla loro realizzazione. Caratteristica della reazione è la sua selettività, per cui soltanto una bassa percentuale delle cellule assumono la colorazione bruna e spiccano nettamente nel campo microscopico emergendo dall’apparente caos del labirintico intreccio nervoso rivelando regolari disposizioni spaziali. Il dottor Merico, che è uno dei pochi al mondo in grado di riprodurre tale colorazione, la definisce come: “Se il magico dito di un angelo
sciogliesse il ganglio da colorare e quello da lasciare incolore – questo fenomeno non ha ancora trovato spiegazione, ed è il fenomeno che rende unica la colorazione”.
Cel: 340 3602512*
Redatto da Il Bernina – redazione@ilbernina.ch











