La procedura compromette la realizzazione del campo sportivo

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La procedura compromette la realizzazione del campo sportivo

Ha ancora senso riflettere sui principi, che distinguono il sistema democratico? A quanto sembra l’agire politico non deve più interrogarsi su questa premessa fondamentale. La legalità  diventa semplicemente un’opinione decisa a tavolino, adattabile di volta in volta per portare in porto degli obiettivi politici. Non bisogna soffermarsi per pensare: qualcuno ha deciso e altri sanno che devono alzare la mano.

E tanto meno sono utili le considerazioni. Infatti, chi ugualmente si azzarda a sottolineare le incongruenze di natura costituzionale o, come nel caso concreto, mette in rilievo le problematiche territoriali e paesaggistiche, deve per forza di cose trattarsi di un oppositore…

Il PDC ha deciso che il campo sportivo va fatto. A questo punto, le caratteristiche dell’ubicazione e l’applicazione delle basi legali non devono interessare più di tanto.

Il principio dell’unità di materia

Se le regole esistono, ci sarà almeno un motivo. Infatti, proprio nell’ambito delle decisioni non è indifferente se le informazioni sono esaurienti o se i rappresentanti del popolo hanno avuto il tempo necessario per valutare le proposte. A questo scopo esiste un regolamento della Giunta comunale, che prescrive l’invio della documentazione almeno otto giorni prima della seduta. Non solo tre, quattro giorni per approvare un messaggio, che in questo caso riguarda un investimento di almeno 2’550’000 franchi e l’inserimento di un impianto sportivo in una zona di notevole importanza paesaggistica.

Certo, le autorità hanno un discreto spazio di manovra nel concepire i contenuti da sottoporre alla popolazione. Tuttavia, il principio dell’unità di materia persegue proprio l’obiettivo di evitare la combinazione d’argomenti diversi, impedendo così ai cittadini la libertà di valutare e scegliere fra le singole parti.

La votazione del 28 novembre manifesta questa anomalia, poiché, insieme alla decisione sulla costruzione del campo sportivo, i cittadini devono pure esprimersi in un contesto sensibile come la pianificazione territoriale.

All’incontestabile esigenza di un campo regolamentare per l’associazione calcistica si aggiungono quindi due modifiche della pianificazione locale: l’inserimento di una nuova zona edificabile al Cavresc e il cambiamento d’utilizzo per i Pradei. Nonostante queste essenziali decisioni pianificatorie competano alla popolazione, sono state anticipate dalle Autorità comunali e legate alla sorte del campo sportivo.

Infatti, a parte dei piani difficilmente decifrabili, i cittadini non trovano indicazioni sull’importanza paesaggistica della zona Cavresc, approvata nel 2001. La possibilità di valutare l’incidenza sul territorio paesaggistico della proposta in votazione e per questo motivo favorire l’ubicazione ai Pradei viene quindi negata. Pertanto, i votanti devono esprimersi su due materie distinte e non hanno alternativa: sostenere la proposta delle Autorità oppure respingerla. Non esiste una via d’uscita, che permetta ai cittadini di considerare sia le esigenze dello sport sia il paesaggio in riva al lago.

Costruiamo il campo sportivo… ma senza compromettere il paesaggio

Nemmeno il fatto, che dal 2006 il tema del campo sportivo non sia più stato approfondito in Giunta, è motivo di riflessione politica. Bisognerebbe magari tornare sui propri passi, cercare alternative o idee, invece è più semplice fermarsi alle considerazioni del passato.

Per quale ragione riesaminare la correttezza del concetto d’ubicare le attività sportive a Le Prese e quelle storico-culturali al Borgo? Forse perché la situazione in riva al lago è sostanzialmente mutata dopo l’approvazione del progetto Repower e parte del territorio circostante sarà pure oggetto di una consistente trasformazione? O magari perché nel frattempo è stato constatato che gli impianti sportivi di certo non contribuiscono a rivalutare l’immagine turistica di Le Prese?

Ciononostante, PDC e Liberali sostengono che il campo sportivo va fatto, anche degradando l’area paesaggistica di Cavresc.

Ma le motivazioni per rinunciare alla zona dei Pradei sono tutt’altro che plausibili, se dipendono da una votazione controversa come quella del 2005. E pure i vantaggi della prospettata decentralizzazione sono ancora da dimostrare. Infatti, l’impianto sportivo è necessario non solo all’associazione calcistica ma pure alla sede scolastica del Borgo. In questo senso, bisognerebbe interrogarsi o ricevere delle indicazioni anche sul futuro utilizzo dell’area ai Cortini. Ma pure su questo tema le Autorità tacciono.

Ciononostante, il nostro territorio è limitato e di anno in anno aumentano le strutture che compromettono il suo aspetto. Per questo motivo, le ubicazioni vanno scelte in modo ponderato.

Queste considerazioni, esposte da POSCHIAVO VIVA anche in Giunta, non sono le sassate descritte dal PDC, ma dovrebbero essere parte integrante di un regolare processo politico e democratico. Il campo sportivo è un’esigenza da sostenere concretamente, ma non a scapito dei principi costituzionali e del paesaggio.

Redatto da Comitato Poschiavo Viva – info@poschiavoviva.ch