Il popolo é sovrano ma… ”é un’ingiustizia però!”

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Il popolo é sovrano ma… ”é un’ingiustizia però!”

Riceviamo e pubblichiamo il testo di Remo Tosio. L’autore si assume la responsabilità  del contenuto. Le persone coinvolte godono del diritto di replica.

La Redazione

È DAGLI ANNI OTTANTA CHE I GIOVANI AUSPICANO PER POSCHIAVO
UN CAMPO DI CALCIO REGOLAMENTARE

Il popolo è sovrano ma… ”è un’ingiustizia però!”

Calimero l’avrebbe detta sicuramente così, e io la condivido. Senza nulla togliere alla sovranità popolare, tuttavia non riesco a capire come mai nel Comune di Poschiavo non si riesca a costruire un campo di calcio confacente alle regole prescritte dalla Federazione.

Da una parte capisco le argomentazioni dei contadini, che ho sempre difeso in tutte le occasioni che mi si sono presentate, ma dall’altra sono convinto che se uno di loro potesse vendere un podere ad alto prezzo lo farebbe anche alla faccia del motto «la terra ai contadini».

Per soli 47 voti è stata negata ai giovani calciatori la possibilità di avere un proprio efficiente campo di calcio. Con tutto il rispetto per la sovranità popolare, ma ritengo questa votazione non conforme allo stile di vita di una comunità rispettabile come la nostra.

Ho avuto grandissima ammirazione, allorquando nel 2001 le due società di calcio della Valle di Poschiavo, ACP e USB, si sono unificate in un’unica organizzazione: la Valposchiavo Calcio. Con quella fusione è iniziata una pregiata attività, invogliando anche gli scolari; a tutt’oggi persino una squadra femminile. Uno sforzo non indifferente per organizzatori e allenatori. Attualmente la Valposchiavo Calcio ha complessivamente oltre centoventi tesserati iscritti, così suddivisi:

  • Prima squadra 22 tesserati
  • Squadra donne 20 tesserate; dalla stagione 2010-2011 partecipa al campionato ufficiale di categoria
  • Allievi A 20 tesserati
  • Allievi C 14 tesserati
  • Allievi D 15 tesserati
  • Allievi E 21 tesserati
  • Allievi F 16 tesserati
  • Over (anziani) 20 tesserati.

Tutte queste squadre necessitano di una struttura confacente. Il campo ai Cortini va bene per gli allenamenti e per la scuola, mentre quello ai Casai non ha le misure regolamentari dettate dalla Federazione calcistica svizzera (che devono essere 105 x 68 metri), e credo non sia possibile adattarlo alle stesse.

Negli ultimi anni sono state presentate al popolo due varianti per la realizzazione di un campo di calcio, ambedue respinte con uno scarto irrisorio di pochissimi voti. Quest’ultima volta sono rimasto sorpreso dalle esternazioni poco chiare di alcuni parlamentari. Ora non c’è tempo da perdere, anche perché i soldi non mancano: va studiata subito una terza proposta, altrimenti dobbiamo affibbiarci il titolo di «paese delle banane».

Redatto da Remo Tosio – remo.tosio@bluewin.ch