Della Vedova: Podestà  o Sindaco? Poschiavo, Coira, poi Berna? E la storia del campo sportivo…

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Della Vedova: Podestà  o Sindaco? Poschiavo, Coira, poi Berna? E la storia del campo sportivo…

L’inizio del nuovo anno per Alessandro Della Vedova significa anche l’inizio di una nuova sfida politica. Il 1. gennaio 2011 ha infatti assunto la carica di Podestà  (sindaco) di Poschiavo. IL BERNINA lo ha incontrato.

Il 1. gennaio 2011 entra in carica nella sua nuova carica di Podestà di Poschiavo (sindaco). Si è messo degli obiettivi a tempo breve?

Quando inizia una nuova attività si è sempre animati da buoni propositi, entusiasmo e voglia di fare, quindi non nascondo di essere molto contento di aver assunto questo nuovo incarico a partire dal 1° gennaio.

Quali sono dunque questi suoi propositi e cosa intende concretamente fare per raggiungerli?

Inizierò con il rispondere alla seconda parte della domanda: prossimamente il Consiglio Comunale e la Direzione si riuniranno in un “conclave” di due giorni, se vogliamo definirlo così, in cui verranno discusse in via preliminare visioni, strategie, priorità e quant’altro.

Dalle prime riunioni informali posso dire che anche gli altri membri del Consiglio, e non poteva essere altrimenti, sono animati dai medesimi sentimenti positivi accennati in precedenza, ma tutti sono consapevoli che questo da solo non basta. Per raggiungere obiettivi importanti serve un consenso ampio soprattutto fra istituzioni, forze politiche, gruppi d’interesse e cittadini, consenso che va costruito con l’informazione, il dialogo e il confronto.

Per quanto riguarda invece la prima parte della domanda, ovvero quali sono i progetti concreti, direi che è prematuro parlarne in modo dettagliato. Ritengo tuttavia che la riforma della Costituzione comunale, il Centro culturale e le attività ricreative a favore soprattutto dei giovani rientrino fra i temi a cui dedicare particolare attenzione.

In qualità di Presidente della Regione Valposchiavo lei si è battuto a lungo e finora con successo per il «Centro tecnologico del legno». In seguito a questo suo cambio di carica a chi sarà affidata la direzione del progetto?

Come previsto, da un punto di vista operativo la responsabilità del progetto è passata nelle mani dell’ibW di Coira, la scuola superiore della Svizzera sudorientale, dall’autunno 2010. Alla luce tuttavia del fatto che la carica di Podestà prevede un impegno parziale pari al 50%, e che le ulteriori attività in essere mi concedono ancora margini di tempo, se si renderà necessario il mio apporto anche in futuro sarò ben lieto di darlo.

A questo proposito colgo l’occasione per comunicare che l’ottima collaborazione operativa instauratasi negli ultimi mesi con Regione Lombardia lascia intravedere che le prime attività di formazione del Centro, se non ci saranno imprevisti e il ruolino di marcia sarà rispettato, potrebbero avere inizio in forma ridotta già nell’autunno 2011; il tutto, al fine di raccogliere le prime esperienze sul campo, in una sede temporanea in fase di valutazione.

apparso in campagna elettorale, riprende più volte le critiche che Poschiavo Viva rivolge a lei e al suo partito, riferimenti che vanno poi a comporre parte del suo testo. Insomma, alle volte sembra che a Poschiavo ora si cerchi più di distruggere gli argomenti altrui che non di promuovere le proprie visioni e idee. Lei che ne pensa?**

Da parte mia non è mai esistita la volontà di condurre una campagna ostruzionistica nei confronti dei miei contendenti, e in questo senso la strategia elettorale iniziale prevedeva proprio quanto da lei auspicato, ossia il parlare di programmi, progetti e quant’altro. L’idea era di ricalcare la linea già sperimentata in occasione della campagna elettorale di tre anni e mezzo fa per la Presidenza della Regione, come forse si ricorderà. Poi però, considerata la piega assunta dall’ultima campagna elettorale, ho deciso di cambiare la strategia personale, reagendo alle obiezioni rivoltemi con l’intento di difendere quella che, per usare un’espressione forte, definirei la “mia onorabilità”. Ciò detto, cerchiamo di voltare pagina guardando maggiormente al futuro invece di essere sempre ostaggio del passato, e impegniamoci affinché le cose, se possibile, avvengano in modo meno travagliato. Intendendo con questo fare una riflessione super partes, sarebbe infatti deleterio marciare sul posto, rischiando di sciupare opportunità importanti, e magari uniche nel loro genere, per meri interessi di bandiera, o per lesa maestà, vera o presunta che sia.

Secondo lei i nomi “Podestà” e “Luogotenente” sono da cambiare o da mantenere? E perché?

Personalmente sono per il loro mantenimento. Ritengo infatti che la modernità di un’istituzione, in questo caso del Comune di Poschiavo, dipenda da ben altri fattori che non dal semplice chiamare il “Podestà” e il “Luogotenente” con i loro sinonimi più comuni, ovvero “Sindaco”, rispettivamente “Vicesindaco”. Sono inoltre convinto che si debba essere fieri delle proprie tradizioni e che si debba altresì difendere senza timore quei tratti distintivi che, se pur in apparenza insignificanti, aiutano a contrastare le purtroppo sempre più frequenti spinte modaiole che mirano a uniformare tutto e tutti indistintamente in nome di non si sa bene cosa.

Domandona finale: ex Presidente della Regione Valposchiavo, Granconsigliere, Podestà di Poschiavo, Vicepresidente del Partito Democratico Cristiano del Cantone dei Grigioni; poi sarà Berna o Coira?

Se negassi che mi piace fare politica sarei un ipocrita. Al contempo sono però anche consapevole che i compiti di cui sono stato investito sono difficili e che le aspettative sono molto alte, come altrettanto alto, se sottovalutate, è il rischio di deluderle. Ho pertanto l’obbligo di rimanere con i piedi per terra e concentrarmi unicamente sul presente politico e su quanto sono stato chiamato a fare, cercando di dare il meglio a favore del bene pubblico, così come hanno fatto i miei illustri predecessori. Se poi, fedele al motto “carpe diem”, in un futuro che comunque ritengo lontano dovessero aprirsi altre porte, ne sarei evidentemente contento, ma parlarne ora rappresenterebbe unicamente un atto di presunzione e gratuita arroganza da parte mia.

Per concludere, colgo l’occasione per porgere a tutti i fedeli lettori de ILBERNINA, poschiavini e non, i più sentiti auguri per un 2011 pieno di salute e soddisfazioni.

Redatto da La Redazione – redazione@ilbernina.ch