A Poschiavo il consiglio comunale incarna il potere esecutivo. Mentre il legislativo si chiama giunta. Insomma, l’esatto contrario di quanto succede in Italia.
Qui sopravvive “l’ultimo dei podestà”: sembra un titolo di un romanzo fantasy, ma è realtà politica quotidiana per gli abitanti del luogo. Gli elettori poschiavini, infatti, non scelgono un sindaco, ma un “podestà” appunto. E questi non si fa aiutare da un vice-sindaco, come nei comuni ticinesi, ma da un “luogotenente”. Termini di rara eleganza e che testimoniano di una lunghissima ed ininterrotta tradizione di democrazia comunale.
Certo, alle orecchie italiane, quel “podestà” ricorda invece la longa manus del fascismo, quando il podestà era appunto il sindaco scelto dal governo centrale e di sicura fede mussoliniana. Ecco: uno di quei campi in cui gli equivoci linguistici possono avere valenze politiche.
Da: Lo Svizzionario. Splendori, miserie e segreti della lingua italiana in Svizzera











