Quando gli animali sognano…

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Uno strano essere a due gambe, con il pretesto di avere cervello, sta mandando a rotoli un mondo
20 piccoli attori si sono presentati al pubblico, con l’entusiasmo delle loro piccole età e la consapevolezza di portare un messaggio importante.

Profumi e sensazioni sembrano permeare l’aria. L’edera ci sfiora le gambe, le foglie agitate dal vento ci accarezzano il volto, tra le fronde sentiamo furtivi fruscii. Siamo nella foresta. Quella amazzonica, quella tropicale dell’Asia, oppure la foresta pluviale in Africa?

Poco importa: è popolata dagli animali, da tanti animali che per un giorno e una notte diventano protagonisti del loro destino.

Uno strano essere a due gambe, con il pretesto di avere cervello, sta mandando a rotoli un mondo meraviglioso, nel quale gli animali ci stavano d’incanto. Urgono provvedimenti.

Avanza il re della foresta, imponente e maestoso, deciso a difendere il suo regno. Tutti i sudditi sono chiamati ad esprimersi, perché tutti sono responsabili del vivere in armonia.

Ed ecco gli abitanti della foresta sfilare davanti al leone, a testimoniare la loro paura e il rimpianto per i tempi andati.

Giungono le galline, disperate, perché ogni giorno rischiano le penne e il collo,

gli asini, un tempo spensierati fannulloni dediti alla bella vita e ora ingobbiti dalle fatiche;

le tartarughe costrette ad arrancare per ore alla ricerca del cibo da quando l’uomo ha eretto blocchi di cemento a sottrarre verde, cibo e libertà; seguono gli elefanti, sottomessi e rassegnati alla presenza di un essere tanto scomodo,

i pesci, ammutoliti dal dolore, si agitano in contorsioni e salti disperati; anche per loro la presenza dell’uomo è insopportabile!

Animaletti strani, sconosciuti al re, si presentano a sua maestà: abitano nelle fogne, vicinissimi all’uomo, e la loro vita è in grave pericolo!

Il re è sempre più preoccupato: se la vicinanza dell’uomo ha questi effetti… be‘ la situazione è catastrofica!

Anche gli uccelli portano tristi notizie e le loro lacrime si abbattono sulla radura come pioggia fitta.

Il cigno maestoso esegue una danza, triste come la sua sorte.

Poi parla al re

„Non c’è il mio, non c’è il tuo, c’è il nostro soltanto
Guardar l’uomo in malo modo non è davvero un vanto“
.

Il leone si alza, lento e maestoso; al suo fianco appare timido un cucciolo di uomo.

Per un attimo anche l’aria sembra fermarsi; forse l’inizio di una convivenza pacifica migliorerà davvero il mondo.


20 piccoli attori hanno trascorso una settimana con Nicole, Petra e Martina ad acquisire confidenza con la musica, a scoprire interesse e inclinazione per forme di espressione musicale diverse, a prendere coscienza del proprio corpo e delle proprie potenzialità, a curare la coordinazione dei movimenti e sviluppare il senso del ritmo.

Hanno vissuto un’esperienza di gruppo, che insegna a socializzare, a rispettare alcune regole fondamentali, ad ascoltare, capire, argomentare; e infine si sono presentati al pubblico, con l’entusiasmo delle loro piccole età e la consapevolezza di portare un messaggio importante!