Prix Montagne 2011

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Fra i sei candidati al premio quattro provengono dal Cantone dei Grigioni
Fra i 50 progetti pervenuti, la giuria ha scelto sei candidati in lizza per i 40’000 franchi del Prix Montagne, un premio che il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) e l’Aiuto Svizzero alla Montagna assegna quest’anno per la prima volta.

L’8 settembre, a Berna, sarà scelto il progetto che più di tutti contribuisce alla creazione di valore aggiunto, all’occupazione o alla diversifica-zione delle strutture economiche nelle regioni di montagna.

La tensione cresce: a contendersi il primo Prix Montagne della storia che intende premiare iniziative esemplari nelle regioni di montagna sono rimasti sei progetti. “Abbiamo ricevuto molti progetti di qualità”, afferma soddisfatto Bernhard Russi, presidente della giuria. “È incredibile con quanto impegno ed energia la popolazione montana di tutto il paese affronti il proprio futuro”, dichiara l’ex-sciatore urano, oggi consulente e commentatore televisivo, “è questo lavoro che il Prix Montagne intende onorare”.

Complessivamente sono 50 i progetti pervenuti da tutte le zone montane svizzere entro il termine di partecipazione al concorso, il 10 giugno scorso. Tra di essi la giuria ha selezionato sei candidati, fra i quali, ad esempio, un produttore di latte di bufala della Bassa Engadina e un consorzio di innovativi contadini appenzellesi che nelle loro fattorie offrono esperienze di agriturismo. Sono tutti progetti che illustrano quali opportunità economiche possano essere sfruttate anche nelle regioni di montagna. “Quando persone intraprendenti hanno idee valide per creare nuove fonti di entrata nelle realtà di montagna, alla fine sono intere famiglie ad approfittarne”, commenta Bernhard Russi. “Tutto ciò è sorprendente e merita di essere fatto conoscere all’opinione pubblica con il Prix Montagne”. E aggiunge poi convinto: “Questi modelli possono funzionare anche in altre regioni montane”.

Solo progetti che si sono dimostrati economicamente validi possono vincere

Il Prix Montagne non è un premio all’innovazione. “Per il concorso abbiamo ricevuto parec-chie idee brillanti e realizzazioni promettenti“, afferma il presidente della giuria. “Ciò che più conta, però, è che un progetto contribuisca effettivamente ad aumentare l’occupazione, le entrate o la varietà economica del proprio territorio – e questo almeno per un periodo di tre anni.” Non tutti i progetti pervenuti sono riusciti a soddisfare queste esigenze, anche perché alcuni sono troppo nuovi per aver già dato prova della loro efficacia. Purtroppo, nella scelta dei candidati non si è quindi potuto prendere in considerazione tutte le regioni linguistiche. “Mi dispiace molto”, sottolinea Bernhard Russi, “ma i criteri sono chiari e precisi. Solo i progetti che dimostrano come si possono effettivamente migliorare le condizioni economiche di vita nelle zone di montagna possono contendersi il premio.”

8 settembre 2011, una grande prima: la consegna del primo Prix Montagne

La giuria composta da personalità rinomate e specialisti con uno stretto legame con le regioni di montagna comunicherà il nome del progetto vincitore l’8 settembre a Berna nell’ambito di una cerimonia pubblica di premiazione. Il premio di 40‘000 franchi viene assegnato quest’anno per la prima volta ed è conferito dal Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) e dall’Aiuto Svizzero ai Montanari.