Risanamento galleria San Gottardo: seconda galleria autostradale come unica soluzione accettabile
Delio Iseppi: “Il Consiglio federale è miope.” | Elio Paganini: “Il traforo è troppo pericoloso.”
Durante la serata pubblica organizzata dal PLD I Liberali Valposchiavo, mercoledì scorso a Poschiavo, il Consigliere di Stato ticinese Borradori ed il Presidente del Governo grigionese Schmid hanno esposto la problematica della galleria autostradale del San Gottardo, che riguarda anche il Canton Grigioni.
Buona la partecipazione del pubblico all’evento in Casa Torre, introdotto dal presidente dei Liberali Danilo Raineri e moderato dal Granconsigliere PLD e Luogotenente del Comune di Poschiavo Karl Heiz.
Per il Cantone del Ticino la chiusura della galleria per una durata di ben tre anni avrebbe delle conseguenze disastrose a livello economico. Il Cantone dei Grigioni, dal canto suo, sarebbe confrontato con un notevole aumento del traffico, specialmente sull’asse del San Bernardino. Ma anche i passi del Bernina, del Maloggia e del Giulia potrebbero subire le conseguenze di una deviazione del traffico durante la fase di risanamento della galleria. Per questo motivo entrambi i Cantoni chiedono con fermezza la costruzione di una seconda galleria autostradale come unica soluzione accettabile.
I programmi della Confederazione, che vertevano a voler limitare il numero di autocarri che transitano le Alpi svizzere, sono finora stati un fallimento. La ferrovia non è in grado di rispondere concretamente alle richieste logistiche delle aziende e non è concorrenziale con la strada. Boraddori ricorda che: “In questi anni il traffico stradale è aumentato del 60%, mentre quello della ferrovia soltanto del 16%. Il progetto rischia di rivelarsi inesorabilmente fallimentare”. E spiega in modo semplice ma convincente che: “Il traffico è come l’acqua: chiusa da una parte, cerca sfogo e nuove vie attraverso altre possibilità. Così, una volta chiuso il San Gottardo per novecento giorni, spetterà soprattutto al San Bernardino subirne le conseguenze.”
I quattro cantoni coinvolti nel risanamento del tunnel del San Gottardo si sono espressi in modo chiaro contro la proposta del Consiglio Federale, quella cioè di chiudere per oltre novecento giorni l’attraversamento più importante delle Alpi. “La soluzione è inaccettabile e chiediamo il secondo tubo, senza però far aumentare il volume del traffico, nel rispetto della Convenzione delle Alpi”, ricordano all’unisono Schmid e Borradori.
Il traffico su gomma ricoprirà un ruolo importante anche in futuro e il progetto Alp Transit sembra non essere in grado di sopperire adeguatamente ai problemi del traffico stradale. Il problema risanamento emerge sempre più nella sua grandezza. “Si può certamente aspettare fino al 2030 per l’inizio dei lavori, ma nel frattempo occorre agire e trovare le soluzioni più adatte”, conclude il suo intervento Marco Borradori.
Martin Schmid chiude invece ricordando che il Parlamento retico ha affidato il compito al Governo grigionese di fare tutto il possibile per limitare i danni lungo la strada del San Bernardino causati dall’aumento del traffico merci durante i lavori di restauro del tunnel del San Gottardo.
[adrotate group=”2″]
[pubblicità]
Presenti in sala anche alcuni esponenti di spicco del trasporto di prodotti deperibili, in particolare di frutta e verdura. Elio Paganini della Venzi & Paganini di Samedan (Grigioni) spiega la pericolosità dell’attuale galleria del San Gottardo, troppo stretta per gli autocarri attuali. Questa tesi è confermata anche da alcuni autisti intervenuti nella trasmissione radiofonica italiana “Uomini & Camion“.
Delio Iseppi, presidente e patron del Gruppo Iseppi, azienda leader nel commercio di frutta e verdura con sedi a Verona (Veneto), a Dornach (Soletta) e a Campascio (Grigioni), spiega in modo chiaro come per i trasportatori di prodotti deperibili le difficoltà siano in continuo aumento causa la miopia del Consiglio Federale. “Le leggi vincolano in modo eccessivo la libertà di movimento del trasporto su gomma. Non sappiamo più come fare… al cospetto di quanto ci chiedono il mercato, i nostri clienti e i consumatori finali.”
La questione della galleria del San Gottardo sembra proprio non poter essere più procrastinata.











