“Ci portano via il tribunale di distretto!”

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Il Canton Grigioni vuole eliminare la Regione Valposchiavo: servizi a rischio per la popolazione
La notizia è di fine settembre: la proposta di riforma territoriale del Canton Grigioni prevede la cancellazione di una sola regione, la Valposchiavo…
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“Noi valposchiavini non possiamo accettare la proposta del Cantone. È un affronto, è una sfacciataggine: Coira se la prende con una regione periferica e debole!”

Sono le parole di un Cassiano Luminati, presidente della Regione Valposchiavo, indignato al cospetto della proposta di riforma territoriale elaborata negli uffici della capitale, la quale prevede la creazione di un’unica regione formata da Valposchiavo, Engadina Alta e Bregaglia. Se le dichiarazioni al proposito dei Gran Consiglieri valposchiavini variano dal titubante al favorevole, Cassiano Luminati assume invece una netta posizione di protesta.

Il presidente della Regione Valposchiavo Cassiano Luminati non ci sta!


“Nel suo fascicolo Coira dice addirittura di tenere in considerazione i fattori linguistici, culturali e geografici. Ma calcolano le distanze in linea d’aria e non in tempi di percorrenza con mezzi pubblici. Le cartine da loro disegnate sono ridicole.”
Così nella capitale si ritiene ragionevole spostare il tribunale di distretto in Engadina, senza fra l’altro fornire delle garanzie in merito ad un servizio in lingua italiana.

“Al tribunale di distretto potrebbero far seguito l’ufficio di stato civile e quello esecuzione fallimenti, e a questi chi lo sa quali altri.” Insomma, la proposta di riforma territoriale cantonale non solo porterebbe via la Regione Valposchiavo, ma soprattutto dei servizi alla popolazione valposchiavina. Una popolazione che sarebbe costretta a perdere giornate intere, qualora avesse il bisogno di usufruire di questi servizi.

Cassiano Luminati non vede alternative: “La voce delle cittadine e dei cittadini della Valposchiavo è l’unica possibilità che abbiamo per dire di no alla riforma fatta in questo modo. La regione come istituzione è infatti troppo debole per difendere sé stessa e soprattutto dei servizi necessari alla nostra popolazione, visto che i Comuni di Brusio e Poschiavo le hanno delegato pochissimi compiti e responsabilità.” Dunque, soltanto se la Valle si ribellerà compatta, Coira potrebbe ritornare sui suoi passi. Proprio alla sensibilizzazione e all’informazione della popolazione mira il piano di comunicazione che la Regione Valposchiavo a breve farà partire.

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In attesa di lanciare l’azione di protesta, Cassiano Luminati si pone alcune domande: “Mi chiedo cosa ci sia che non vada. La regione esiste da soli quattro anni e in questo periodo ha agito in modo efficiente. Proprio ora stiamo ultimando in tempi da record un piano direttore regionale che contiene indicazioni forti per la pianificazione territoriale”. Il plico giunto dalla capitale minaccia anche altri progetti regionali: “Stiamo lavorando per la certificazione BIO dell’intera Valposchiavo, una prima mondiale che avrebbe interessanti ricadute sulla nostra economia. Inoltre ci stiamo battendo affinché il Cantone dia seguito all’idea delle valli grigionitaliane e non deleghi
al Canton Ticino la presenza a Expo Milano 2015.”

"I Comuni di Brusio e Poschiavo hanno delegato pochissimi compiti alla Regione, che ora è troppo debole per difendere se stessa e soprattutto dei servizi necessari alla nostra popolazione."


La Regione Valposchiavo e con essa dei servizi per la sua popolazione sono a rischio. Il Cantone non poteva o non voleva agire diversamente? Si tratta insomma di una scelta obbligata e opportuna da parte di Coira oppure di una decisione figlia di una mancanza di rispetto verso una regione periferica e italofona?


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