I valposchiavini difendono compatti la Regione Valposchiavo e il Distretto Bernina
L’opinione del Direttivo della Regione, dei Gran Consiglieri e del Tribunale di Distretto
L’abbiamo letto e sentito in queste ultime settimane: l’accorpamento delle tre Regioni Bregaglia, Engadina Alta e Valposchiavo non raccoglie il consenso dei valposchiavini, che vedono nella Riforma territoriale una discriminazione nei confronti della loro identità linguistica, culturale e territoriale.
Va sottolineato che il rifiuto della Riforma territoriale, così come proposta dal Governo, non ha niente a che vedere con un rifiuto di collaborare o di allacciare rapporti con l’Engadina Alta e la Bregaglia; è invece un chiaro segnale nei confronti del Governo, autore di un messaggio senza chiari mandati e senza obiettivi precisi.
L’incontro con la Regione Engadina Alta e la Regione Bregaglia a Brusio è stata costruttiva. L’Engadina Alta ha potuto capire le paure che fanno diffidare della soluzione proposta dal Governo, la Bregaglia ha potuto testimoniare dal canto suo che la sua collaborazione con il distretto Maloja funziona da anni in modo ottimale.
Ad un mese dalla scadenza dei termini per l’inoltro della presa di posizione, cosa è stato fatto e cosa è cambiato in questa situazione piuttosto confusa?
A questa domanda Cassiano Luminati, presidente della Regione Valposchiavo, risponde così: “Non siamo rimasti con le mani in mano; ad una segnalazione in termini forti del problema da parte della RV, sono seguite le prese di posizione di alcuni partiti e gruppi politici, di gruppi d’interesse e di singoli cittadini. Come è successo quando il Governo ha proposto il declassamento dell’Ospedale San Sisto, anche in questo caso i valposchiavini si sentono minacciati nella loro identità e nei loro diritti fondamentali; comprensibili dunque talune prese di posizione piuttosto forti e soggettive. Ora si analizza il problema in modo razionale, cristallizzando motivazioni oggettive e concrete. Non vogliamo chiuderci a riccio ma esigiamo che quanto richiesto sia giustificato e condiviso”.
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Nel caso specifico è la situazione giudiziaria, che verrebbe a crearsi con l’accorpamento in una grande Regione, che fa paura. Certo, per fortuna sono relativamente pochi i cittadini che hanno a che fare con la giustizia ma è pur vero che, come dice il presidente del Tribunale di Distretto Hansjörg Bannwart, “ la giustizia deve essere equa e giusta per chi ne ha bisogno e non per chi non ne ha bisogno”. Se dunque si vuol garantire ai valposchiavini un Tribunale di Distretto che rispetti il diritto di essere giudicati in italiano da un collegio di giudici che parli la lingua italiana, non si possono fare concessioni; la proposta del Governo, che il Gran Consiglio dovrà poi votare, dovrà contenere garanzie e obiettivi chiari. Senza le dovute garanzie non ci sarà consenso.
Sono di questo parere anche i Gran Consiglieri valposchiavini, che hanno dichiarato la loro solidarietà nei confronti della causa della Regione Valposchiavo, pur riconoscendo che la Riforma proposta contiene anche buone possibilità per la nostra Valle.
La Regione Engadina Alta, dopo l’incontro del 2 dicembre, sembra aver preso coscienza del problema, soprattutto per quanto riguarda l’amministrazione della giustizia. La Regione Bregaglia come detto non vede ostacoli, ma riconosce di considerare le cose da un’ottica privilegiata, di chi sta da tempo vivendo questo matrimonio in armonia.
È un momento storico che la nostra popolazione deve seguire con attenzione, senza lasciarsi sopraffare dalle emozioni, senza dimostrare indifferenza; perché siamo responsabili del nostro futuro, da soli o in compagnia, buona o meno buona che sia…
Per approfondire
- 4° incontro Istituzionale delle Regioni del Grigioni Italiano
- “Rispettiamo la volontà della Valposchiavo”
- Dossier Riforma Territoriale











