Canton Grigioni: quota di popolazione che ricorre all’aiuto sociale diminuita

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Anche il numero di stranieri che fa capo all’aiuto sociale diminuisce
Nel Cantone dei Grigioni, la quota di popolazione che ricorre all’aiuto sociale è in diminuzione dal 2008. Lo si apprende da un comunicato stampa cantonale del 20 dicembre 2011.

Nel 2010 l’1,1 percento della popolazione grigionese ha percepito prestazioni di aiuto sociale. Ciò corrisponde a 2’207 persone, ossia ben 160 persone in meno rispetto al 2009. I comuni grandi del Cantone dei Grigioni hanno tuttora una quota di popolazione che ricorre all’aiuto sociale molto maggiore rispetto ai comuni piccoli.

A seguito della struttura rurale, la quota di popolazione che ricorre all’aiuto sociale nel Cantone dei Grigioni rientra tra le più basse in Svizzera. Con l’1,1 percento, la quota è identica a quella dei Cantoni di Uri e di Appenzello Interno. Solo i Cantoni di Nidvaldo e Obvaldo presentano una quota di popolazione che ricorre all’aiuto sociale ancora minore. In Svizzera la quota di popolazione che ricorre all’aiuto sociale corrisponde al 3,0 percento.

Notevoli differenze a seconda della dimensione dei comuni

Nel Cantone dei Grigioni, i comuni con meno di 5000 abitanti presentano una quota di popolazione che ricorre all’aiuto sociale inferiore allo 0,8 percento. Oltre la soglia dei 5000 abitanti, la quota balza all’1,6 percento e oltre. Le quote massime di popolazione che ricorre all’aiuto sociale si registrano principalmente nei grandi comuni di Davos, Ilanz, Igis, Domat/Ems, nonché nella Città di Coira e a Thusis (cfr. grafico 1). Solo a Thusis la quota è maggiore rispetto a Coira. Con il tre percento, a Thusis la quota risulta oltre 2,5 volte maggiore rispetto alla media cantonale.


Diminuzione maggiore tra bambini e adolescenti

La diminuzione della quota di popolazione che ricorre all’aiuto sociale osservata dal 2008 tra i giovani al di sotto dei 17 anni è stata confermata anche nel 2010. La classe d’età inferiore ha fatto segnare la diminuzione maggiore pari al 10 percento, risp. 83 persone. In questa classe d’età la quota di popolazione che ricorre all’aiuto sociale è diminuita dal 2 all’1,8 percento. Tuttavia, la quota dei giovani al di sotto dei 17 anni rimane la più alta tra tutte le classi d’età (cfr. grafico 2). Nel 2010 la quota di popolazione che ricorre all’aiuto sociale tra gli ultraottantenni è leggermente aumentata. I pensionati fanno comunque ancora registrare la quota minore tra tutte le classi d’età.


Diminuisce il numero di stranieri che ricorrono all’aiuto sociale

Dal 2009, il numero di persone con passaporto straniero che ricorrono all’aiuto sociale è fortemente diminuito. La diminuzione da oltre 800 persone a circa 700 corrisponde a un’evoluzione negativa pari al 13 percento. Tra gli svizzeri, la diminuzione della quota di popolazione che ricorre all’aiuto sociale risulta parecchio inferiore e si situa al 3,4 percento. Tuttavia, la quota di stranieri rimane comunque maggiore di oltre il doppio rispetto a quella degli svizzeri (cfr. grafico 3).


La formazione impedisce la dipendenza dall’aiuto sociale

Chi dispone di una buona formazione corre un rischio minore di diventare dipendente dall’aiuto sociale rispetto a chi dispone di una formazione limitata. Il confronto con la ripartizione della popolazione nel Cantone dei Grigioni secondo la formazione (censimento 2000) mostra che le persone che non dispongono di una formazione professionale sono nettamente sovrarappresentate tra i beneficiari dell’aiuto sociale. D’altro lato, le persone assegnate alle due categorie rimanenti “formazione professionale/scuola di maturità” e “università/formazione professionale superiore” sono nettamente sottorappresentate.


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Miglioramento della situazione occupazionale

Nel 2010 si è potuto registrare un incremento del numero di persone che a seguito di un reddito lavorativo maggiore non percepiscono più alcun aiuto sociale (cfr. grafico 4). Questa tendenza era apparsa già nel 2008. D’altro lato, nel 2010 è diminuito il numero di persone non più dipendenti dall’aiuto sociale a seguito della “garanzia del minimo vitale tramite altre prestazioni delle assicurazioni sociali”. Dal 2008 al 2009 le partenze in questa categoria erano aumentate ancora di quasi il cinque percento. Lo sviluppo complessivo mostra che negli ultimi due anni l’integrazione di beneficiari dell’aiuto sociale nella vita professionale ha potuto essere costantemente migliorata.