Grigioni Sera: “Più antenne sul territorio”

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A un anno di distanza, il punto su Grigioni Sera
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A poco più di un anno dal lancio di Grigioni Sera, quali sono le maggiori soddisfazioni dell’operazione?

La maggiore soddisfazione di Grigioni Sera – per una redazione giornalistica – è quella di aver fatto un lavoro puntuale sull’attualità, nel rispetto delle regole giornalistiche, di aver informato in maniera equilibrata ed equidistante da qualsiasi gruppo di interesse/pressione ed avere ottenuto il rispetto degli interlocutori e – pensiamo – degli ascoltatori. Ci siamo occupati di tutti gli aspetti della vita retica cercando di non dimenticare nessuno, siano essi gruppi particolari e/o minoritari sia fatti apparentemente “poco importanti” ma significativi di una realtà composita. Aggiungo un dato numerico: ogni sera in media produciamo una trasmissione che dura circa 9 minuti, ovvero molto vicina al massimo previsto nel nostro mandato, dieci minuti.

Avete avuto anche delle delusioni?
Delusioni non ce ne sono state. A parte quelle “normali della vita” di redattori confrontati con la sfida di produrre un importante momento informativo.

Nel 2012 sono previsti dei cambiamenti?
I cambiamenti previsti per quest’anno sono due: l’abbandono dello “splitting” e dunque Grigioni Sera ascoltabile ovunque si può sentire Rete Uno e non è più limitato al solo territorio grigionese. E poi si dovrebbe poter contare su un organico completo con 6 giornalisti (4 radiofonici e 2 televisivi) che siano almeno parzialmente bimediali, ovvero che sappiano fare sia R sia TV dunque con un rafforzamento della capacità produttiva complessiva. Per il resto vedremo se ci saranno altre novità.

È misurabile l’utenza giornaliera, mensile…?
Sulle misurazioni “tecniche e matematiche” lascerei la parola a chi è più competente. Noi possiamo direttamente misurare la soddisfazione del pubblico che ci conosce e apprezza – a quanto ci dice – e che finora non ha – per quanto ci è dato sapere – espresso critiche o lamentele su Grigioni Sera.

A volte Grigioni Sera ci sembra molto “coira-centrica”. È soltanto una nostra impressione?
Non siamo “coira-centrici” più di quanto non lo sia il Canton Grigioni nel suo insieme. Le istituzioni politiche e buona parte dell’amministrazione cantonale sono nella capitale e parlando di loro non si può che far riferimento a Coira. I nostri interlocutori passati in trasmissione provengono però da tutte le regioni retiche, dalla Surselva alla Val Monastero, da Poschiavo a Maienfeld, e il Grigioni italiano come quello romancio. Senza dimenticare le due settimane speciali a Samnaun lo scorso giugno in previsione della sessione “extra muros” del Gran Consiglio che si terrà quest’anno e quella di Splügen e San Bernardino sulla stagione sciistica.

Fatevi una domanda di vostro gradimento e rispondete alla medesima.
Ci piacerebbe avere più persone di riferimento – delle antenne – sul territorio grigionese? Assolutamente sì, magari anche dal Grigioni italiano ma pure dalle altre “periferie” del Cantone. C’è purtroppo da dire che avevamo cercato delle persone che potessero suggerire spunti, informare su avvenimenti o riferire di realtà locali, senza però riuscire a trovarle.



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