Pippo Pollina, 20 anni dopo
È stato un grande successo il concerto di Pippo Pollina e Roberto Petroli dal titolo “Abitare il sogno; un viaggio di musica e parole durato trent’anni” svoltosi al ex-cinema Rio, sabato 18 febbraio 2012. Guarda i video!
Vent’anni dopo, sullo stesso palco, Pippo Pollina ha saputo emozionare vecchi amici e nuovi ammiratori. L’atmosfera era molto familiare e coinvolgente, Pippo Pollina ha intercalato la sua musica con letture dal libro di Franco Vassia “Abitare il sogno; vita e musica di Pippo Pollina” che racconta la sua vita.
Gli organizzatori, i giovani del gruppo Assieme per Domani, sono molto soddisfatti per la riuscita del concerto. Gli spettatori erano più di 120, numero considerevole per la piccola Poschiavo, anche se i due artisti sono abituati a ben altre presenze.
Pippo Pollina ha intrattenuto il pubblico con la sua voce, la sua chitarra e la sua tastiera accompagnato in grande stile da Roberto Petroli ai saxofoni e al clarinetto. Notevole anche un brano strumentale di solo clarinetto e tamburello, strumento di tradizione siciliana.

Il concerto si è rivelato un mix di spunti sui quali pensare e discorrere. I racconti che introducevano le canzoni donavano loro una cornice spesso enfatizzata da testimonianze video. Un esempio è l’intervista fatta nel 1983 su Rai uno da Enzo Biagi a Giuseppe Fava, redattore del mensile “Il Siciliano”, rivista che parlava della mafia siciliana. Proprio a causa del suo impegno anti mafia, Giuseppe Fava fu assassinato due settimane dopo l’apparizione in televisione.
Il cantautore palermitano è sempre stato impegnato politicamente, voleva diventare giornalista politico e per questo ha studiato giurisprudenza, la facoltà più vicina a quello che desiderava all’Università di Palermo, dove è nato. Il suo impegno politico e soprattutto la lotta alla mafia si ritrovano anche nelle sue canzoni.
Nelle sue canzoni si ritrovano molte sue esperienze e incontri. Ha raccontato come ad Amsterdam abbia incontrato un signore che gli ha confessato un omicidio. Questo signore non riusciva più a sopportare il peso di quel segreto da solo e lo raccontò dunque a quel ragazzo, che con una chitarra in mano raccontava storie. Anche se lo avesse raccontato in giro nessuno gli avrebbe creduto, per questo era un ottimo confidente.
Una canzone del concerto era dedicata ai Grigioni o meglio ai grigionesi che dovettero emigrare per guadagnare qualche soldo da portare alle famiglie povere. “Caffè Caflisch” narra la storia della famiglia Caflisch che dalla Surselva è emigrata a Palermo per aprire una pasticceria, la quale ebbe un grande successo. Aprirono molte filiali, l’ultima chiuse poco tempo fa.

Pippo Pollina ha preso spunto anche da altri artisti, che come lui cantavano storie, ma le cantavano in lingue diverse. Ha quindi adattato canzoni straniere. Adattare non significa tradurre alla lettera, come spiega durante il concerto Pollina, ma riproporre il tema della canzone il più simile possibile, usando altre parole. Impresa non facile, spesso infatti non si trovano parole che esprimono la stessa cosa nello stesso mondo. Qui Pippo Pollina porta degli esempi tra l’italiano e il tedesco. La parola tedesca “knapp” e l’espressione italiana “ho sonno”. “Knapp” in italiano si potrebbe tradurre con “ce l’ho fatta per un pelo”, decisamente troppo lungo. “Ho sonno” incece si traduce con “ich bin müde”, che però non è la stessa cosa.

In Pippo, chi l’ha visto in concerto ha sicuramente riconosciuto una persona che ha vissuto appieno i propri ideali e sogni. Una persona che ha lottato per quello in cui credeva. Questo è anche il suo invito a noi giovani; dobbiamo credere e lottare per un futuro migliore. Dobbiamo impegnarci per far si che anche in Valposchiavo continui a esistere un posto dove poter organizzare eventi, concerti, feste, mostre e teatri. Così da poter continuare a proporre eventi culturali come questo stupendo concerto.
Torna su Il Bernina! Potrai leggere un pezzo dell’intervista fatta da Birgit Eger a Pippo Pollina, sabato 18 febbraio prima del concerto!












