Guardare al futuro: la risposta di Silva Semadeni

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La consigliera nazionale risponde a Reto Capelli
Leggi la risposta di Silva Semadeni all’opinione di Reto Capelli.

Guardare al futuro, ecco la mia risposta a Reto Capelli:

Non solo i Cantoni dell’altopiano industrializzato hanno contribuito all’accettazione dell’iniziativa popolare contro lo sviluppo sfrenato delle residenze secondarie, una buona fetta di votanti dei Cantoni di montagna (grigionesi 43%, ticinesi 46%, glaronesi 48%, bernesi 55%) ha sostenuto gli obbiettivi dell’iniziativa. Solo il Vallese l’ha bocciata a grande maggioranza. E così l’iniziativa è stata accettata. Ora la realizzazione della volontà popolare è in mano al Consiglio federale che, in collaborazione con i cantoni e tutti gli interessati, la metterà a punto il più presto possibile. Il Parlamento avrà l’ultima parola. Nelle discussioni sull’iniziativa i „munt“ e i rustici non sono mai stati considerati residenze secondarie alla stregua dei „letti freddi“ nelle regioni turistiche, questo lo afferma anche la Fondazione Franz Weber. Sono parte del nostro patrimonio culturale e il loro utilizzo attuale è già regolato in tutti i dettagli. I „munt“ non sono l’obbiettivo dell’iniziativa. Per quanto riguarda le abitazioni esistenti ereditate da famigliari residenti fuori Valle, gli iniziativisti affermano che il diritto ereditario dovrà essere rispettato. Particolare attenzione si dovrà riservare a quelle vallate che sono toccate dallo spopolamento e contano per questo motivo, ben diverso da quello dei centri turistici, numerose „residenze secondarie“. Questi sono anche i miei punti di vista.

Ora bisogna guardare al futuro e non lasciarsi impressionare dalla frustrazione e dai lamenti di chi, malgrado una dispendiosa campagna pubblicitaria, ha perso in questa votazione. In Austria, dove le residenze secondarie sono limitate – per esempio all’8% in Tirolo – si registrano migliori risultati turistici che in Svizzera. L’accettazione dell’iniziativa rappresenta una chance per la promozione di un turismo qualitativo e durevole, che rispetta gli interessi della popolazione residente e non mina le proprie basi, la cultura indigena e il paesaggio e la bellezza dei villaggi tradizionali. Questo significa promuovere l’albergheria, che crea posti di lavoro e indotto a livello regionale, e utilizzare meglio la sostanza edilizia esistente anche attraverso l’affitto o la tassazione delle residenze secondarie, come sta sperimentando il comune di Silvaplana. Inoltre gli sforzi vanno indirizzati alla valorizzazione dei centri storici. Per il settore edile, che teme per il proprio futuro, ci tengo a sottolineare che si prevedono sì conseguenze a breve scadenza in quelle regioni dove l’edilizia è stata gonfiata dalla costruzione eccessiva di residenze secondarie. Il lavoro però non verrà a mancare, perché grazie ai tassi ipotecari bassi l’edilizia registra un boom delle costruzioni e perché l’iniziativa riguarda solo le costruzioni di residenze secondarie, non l’edilizia in generale, non i restauri e i risanamenti energetici promossi dal Cantone, non la costruzione di infrastrutture.





Silva Semadeni, consigliera nazionale