Alle donne il loro posto

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È impressionante quanta violenza le donne ancora subiscono in tutto il mondo.
Qual è al giorno d’oggi la condizione della donna nella società? Perché ancora tanta discriminazione nei suoi confronti? Quali passi dovrebbero ancora essere intrapresi per una considerazione più dignitosa delle donne?

E anche a casa nostra, in Svizzera, in Italia, dove dall’inizio del 2012 ogni due/tre giorni viene uccisa una donna, in quanto donna, da partner, ex partner, addirittura figli che la considerano oggetto di proprietà. E se quella “proprietà” non possono più averla loro, e come loro la vogliono, nemmeno altri la devono avere. L’unica soluzione è annientarla. Eliminarla. Ucciderla. È un vero e proprio femminicidio: l’uccisione di una donna in quanto appartenente al genere femminile.

Da queste riflessioni – sviluppatesi nell’ambito degli incontri di conversazione biblica che si svolgono a Brusio con il Pastore Di Passa – è nata l’esigenza di approfondire l’argomento, analizzando quale fosse la situazione della donna ai tempi di Gesù. Il Pastore ha dunque tenuto una conferenza pubblica giovedì 12 aprile 2012, a Poschiavo, in cui ha illustrato il contesto religioso di quel periodo, spiegato il rapporto di Gesù con le donne e accennato all’atteggiamento che ha poi assunto al riguardo la Chiesa.


La visione dell’Antico Testamento

Gesù nasce in un mondo giudaico influenzato, nel corso della storia, da altre correnti e culture e impregnato, nel complesso, da una mentalità oppressiva nei confronti della donna.

Nell’Antico Testamento la situazione della donna non appare uniforme, emergono opinioni a volte contrastanti. Nel primo capitolo della Genesi, per esempio, la donna è posta in una posizione di uguaglianza rispetto all’uomo: “Dio creò l’uomo simile a sé, lo creò a immagine di Dio, maschio e femmina li creò.” Nel secondo capitolo, invece, già subentra una posizione di una certa subordinazione della donna, in quanto creata da una costola dell’uomo, come aiuto adatto a lui. Queste due visioni sono sempre state in competizione sia nel giudaismo sia nel cristianesimo. “Nella seconda narrazione non c’è intenzione di sminuire la donna, ella è intelligente e libera di prendere delle decisioni, e ha più iniziativa dell’uomo, ma nella storia l’uomo ha priorità”. Così ha spiegato il Pastore. Ma la prospettiva favorevole alla donna non ha prevalso. Si è imposto il pregiudizio maschile a scapito della donna. E si è riflesso anche nel linguaggio, tutto orientato al maschile, sia dell’Antico sia del Nuovo Testamento. Da un’analisi dell’Antico Testamento emerge che nel complesso le donne erano considerate impure, merce, una proprietà, al pari di schiavi, buoi e asini, come bottini di guerra da usare per il proprio piacere. Le leggi le discriminavano, i pregiudizi nei loro confronti imperversavano, ruoli pubblici e vita sociale erano loro interdetti. Erano vittime di ingiustizie, soprusi e disparità. Le donne in Israele si guadagnavano un certo rispetto solo quando madri, ossia con la nascita del primo figlio, specie se maschio.

Non mancano, comunque, esempi di donne coraggiose, elogi di madri virtuose, racconti di un amore libero e puro, come ad esempio nel Cantico dei Cantici.


Altre tradizioni

Anche la tradizione rabbinica vedeva la donna in totale subordinazione rispetto all’uomo: al padre prima, al marito dopo. La visione del mondo greco, invece, variava secondo i secoli e gli autori, ma in sostanza la situazione della donna restava la stessa. Era per lo più considerata uno strumento di riproduzione necessario per garantire la vita. Nel mondo romano la donna godeva di una considerazione maggiore – aveva più diritti, soprattutto all’interno della propria casa – ma in definitiva era sempre l’uomo a prevalere.


Gli insegnamenti di Gesù

Gesù, invece, ribalta completamente l’atteggiamento nei confronti delle donne prevalente ai suoi tempi. La sua posizione si distanzia nettamente da quella dei Giudei e della cristianità primitiva. Dimostra anche in questo caso il suo pensiero non convenzionale. La sua relazione con le donne e i suoi insegnamenti in merito sono testimoniati nei quattro Vangeli. Gesù ha sempre dimostrato di avere pieno rispetto per la donna in quanto essere umano alla pari dell’uomo. Ridà dignità alla donna, libertà e senso del proprio valore. Considera la donna prima di tutto come una persona, con la propria identità da rispettare. Gesù riconosce pienamente la personalità di una donna, con il diritto di scegliere la propria vita. La libera. Dimostra comprensione e compassione nei confronti delle donne in difficoltà, interviene in loro favore, le accetta così come sono, le difende, le riabilita, andando contro ogni convinzione, giudizio o legge del suo tempo. “Gesù sosteneva la persona come tale. Fattori distintivi come l’etnia, la razza, il culto, il sesso o altro erano per lui secondari. La persona era primaria. Gesù vede nella donna la persona e a questa gli offre la possibilità di un incontro vero con Dio e quindi la salvezza”. Questo è quanto mette in evidenza il Pastore Di Passa sull’esempio di numerosi episodi della vita di Gesù tratti dai Vangeli. Vangeli che però trasmettono gli insegnamenti di Gesù – che di scritto non ha lasciato nulla – tramite le parole dei suoi discepoli inevitabilmente condizionate dai pregiudizi maschili predominanti a quel tempo. Ecco perché riportano i discorsi di Gesù indirizzandoli agli uomini e non alle donne.


L’apostolo Paolo e la Chiesa

Nella lotta per il giusto ruolo della donna nella Chiesa nessuno ha un ruolo più controverso dell’apostolo Paolo”, spiega Antonio Di Passa. Tanto Paolo quanto la Chiesa primitiva sono stati fortemente combattuti fra la posizione liberante di Gesù, una più alta considerazione della donna come persona umana avente la stessa dignità dell’uomo da un lato e l’impulso di limitare la libertà della donna dettato dalla pressione della cultura di quei tempi dall’altro. Un atteggiamento più aperto nei confronti della donna dava scandalo, in quel contesto, perciò si è ritornati a posizioni più chiuse, a un irrigidimento delle strutture, a regole più drastiche, riconfinando la donna in una posizione di netta inferiorità rispetto all’uomo.

A noi tutti – auspica il Pastore – spetta recuperare l’apertura dei modi e degli insegnamenti di Gesù verso le donne.


  • Giovedì 10 maggio alle ore 20 presso la sala comunitaria di Brusio ci sarà la possibilità di approfondire ulteriormente il tema.
  • Chi desidera può richiedere la registrazione della conferenza al Pastore Antonio Di Passa.