Consumo sempre più responsabile e feste sempre più sicure
A margine delle giornate di prevenzione tenutesi la scorsa settimana IL BERNINA ha posto alcune domande a Franco Albertini del Servizio sociale Bernina per fare il punto della situazione in Valposchiavo.
Giornate di prevenzione: com’è stata la partecipazione?
Le giornate di prevenzione sono state organizzate per tre differenti gruppi. I gestori di esercizi pubblici sono stati impegnati venerdì pomeriggio, le associazioni venerdì dopo cena e i gruppi giovanili sabato. In totale hanno partecipato una sessantina di persone, un vero successo per gli organizzatori e non soltanto dal punto di vista quantitativo, ma anche da quello qualitativo. Difatti durante i tre momenti formativi sono nate delle importanti discussioni che toccavano il tema salute e prevenzione. Ne è uscito così un quadro della Valposchiavo positivo basato sulla sensibilità e responsabilità. Certamente la sensibilizzazione dovrebbe essere fatta ancora più a tappeto, ma questa è musica del futuro.
Quali erano gli obiettivi?
La scelta dei tre gruppi destinatari si appoggia su obiettivi che riguardano l’organizzazione di eventi e feste. Infatti, si desidera una maggior consapevolezza nella distribuzione delle bibite alcoliche durante le feste con l’intento di migliorare le applicazioni delle norme giuridiche. Ai ragazzi al di sotto dei 16 anni non vanno vendute bevande alcoliche e ai giovani fra i 16 e i 18 anni non vanno venduti superalcolici. Un altro importante scopo degli incontri è la gestione delle situazioni a rischio che possono verificarsi durante un evento. Momenti a rischio possono essere forti ubriacature, coma etilici, situazioni legate ad altri consumi come pure situazioni di violenza e bullismo.

Si trattava della terza edizione. Sono stati fatti passi avanti in questi anni?
Con i gruppi giovanili siamo arrivati alla terza edizione. Con soddisfazione noto che questi ultimi hanno sviluppato una buona sensibilizzazione e che organizzano bene la sicurezza per le loro feste. Ora, la distribuzione dei braccialetti distintivi, il pulmino, il servizio di sicurezza sono elementi costanti delle feste campestri. I giovani hanno assunto anche un atteggiamento più responsabile nei confronti della propria salute e del consumo d’alcol. Questo fa molto piacere.
Un altro importante passo avanti della recente edizione annuale della prevenzione è stato il coinvolgimento di un numero maggiore di persone. Riuscire a intavolare un discorso di prevenzione con i rappresentanti delle associazioni e con i gestori di ristoranti è un segnale di progresso.
La prevenzione mira soltanto ai giovani o a tutte le fasce di età?
La salute e la prevenzione è un argomento che riguarda tutti: giovani, adulti e anziani. Tocca perciò tutte le fasce d’età. Tutti sono confrontati con la propria salute e con attività e comportamenti che la potrebbero mettere in pericolo. Tutti dovrebbero porsi delle domande personali e cercare risposte su temi come alimentazione equilibrata, movimento, attività sane e la ricerca del piacere. La prevenzione tocca molti momenti del quotidiano e molti aspetti della vita. Non riguarda solamente il consumo d’alcol, ma si allarga su altri ambiti come il lavoro, l’alimentazione, la sessualità, le nuove tecnologie di comunicazione IT, lo sport, il movimento ecc.
Le attività di prevenzione si differenziano a seconda del genere e dell’età?
Anche la prevenzione è diventata una cosiddetta materia scientifica e di studio. Negli ultimi anni sono state fatte molte ricerche sia a livello nazionale sia internazionale sull’efficacia della prevenzione. In altre parole si cerca di distinguere quali attività di prevenzione hanno un impatto positivo sulla popolazione e quali meno. Ci si è accorti che certe forme di sensibilizzazione non avevano l’efficacia desiderata; alle volte peggioravano addirittura la situazione. Perciò la prevenzione si differenzia secondo l’età ma anche il genere. Si creano dei programmi preventivi specifici per la donna o per l’uomo. Difatti, come ho già detto, la prevenzione non si sofferma solo sul consumo di sostanze, ma tocca in generale tutta la salute. Per esempio, la prevenzione ai tumori al seno riguarda le donne, la prevenzione ai problemi prostatici riguarda l’uomo in età adulta ecc.
Perché i comuni e i servizi sociali hanno a cuore il tema?
Il Servizio sociale offre una consulenza sulle dipendenze. Persone che hanno un problema di dipendenza e i loro familiari possono rivolgersi al Servizio sociale Bernina e ricevono una consulenza professionale e un aiuto per superare o per affrontare in modo corretto le difficili situazioni. Al Servizio sociale sta perciò a cuore la prevenzione che è uno degli strumenti più importanti per evitare le situazioni di dipendenza che sono fonte di tanta sofferenza e possono segnare negativamente una persona o una famiglia per tutta la vita. Per questo motivo da alcuni anni collaboriamo con i delegati comunali e con il centro cantonale di prevenzione nell’organizzazione del programma comunale di prevenzione.
Nel cantone dei Grigioni è previsto che i comuni siano attivi nella prevenzione e che ogni comune definisca un delegato incaricato per la prevenzione. Per il comune di Poschiavo il delegato è il signor Renato Isepponi, mentre per il comune di Brusio è la signora Francesca Quadrio che succede alla signora Annette Albertini. Ci si è accorti però che ai comuni serve un appoggio professionale da parte del cantone per attivare i programmi e le attività preventive sul territorio. Da inizio 2012, l’Ufficio cantonale della salute e igiene pubblica offre un servizio specializzato di prevenzione. L’organizzazione del programma di quest’anno è stato allestito in collaborazione con la signora Iris Monstein dell’Ufficio di prevenzione cantonale e il signor Luca Beti di Berna, che con un incarico speciale ha curato gli aspetti linguistici e ha gestito dei momenti didattici durante le ore di prevenzione.











