Molte le incognite…
Nell’ambito dell’assemblea annuale della PER è stato presentato il nuovo sistema di finanziamento degli ospedali SwissDRG. I timori a riguardo non mancano, ma si guarda al futuro con ottimismo.
Venerdì 20 aprile all’ex-cinema Rio il presidente della PER Roberto Nussio ha salutato i presenti, tra i quali i due presidenti dei Comuni e altre autorità comunali. L’assemblea si è svolta in modo mirato e speditivo per lasciare spazio alla conferenza pubblica sul nuovo finanziamento degli ospedali SwissDRG. Dopo 23 anni dalla sua fondazione la PER è sempre ancora attiva e con il Fondo Ospedale San Sisto (FOSS) lancia una sfida, la raccolta fondi per finanziare il nuovo apparato per colonscopie, si parla di circa fr. 75’000.–.
Durante l’assemblea è stato ricordato che il FOSS, il primo di aprile di quest’anno, ha donato all’ospedale ben fr. 110’000.- per l’acquisto di un sonografo e di un server per la radiologia. È poi stato deciso di aumentare la tassa annuale dei soci da 15.- a 20.- franchi, dopo che restava invariata da ben ventitré anni.
A seguire l’assemblea una manifestazione pubblica: “In campo sanitario cosa ci aspetta appena dietro l’angolo?” I relatori Guido Badilatti, amministratore dell’ospedale San Sisto, Dott. Mauro Albertini, medico e Renato Isepponi, consigliere comunale, hanno illustrato il funzionamento e le problematiche del sistema di finanziamento degli ospedali SwissDRG, entrato in vigore il 1. gennaio 2012.
L’amministratore dell’Ospedale San Sisto Guido Badilatti ha delucidato gli effetti che il sistema di finanziamento SwissDRG avrà sulla gestione degli ospedali. “L’idea iniziale dei politici era di ridurre i costi della sanità creando tariffe uniche in tutta la Svizzera. Le tariffe attuali però cambiano addirittura all’interno dei cantoni e non è ancora chiaro se ci si può aspettare una riduzione dei costi. Sicuramente ci sarà un impatto sull’attività diretta nelle cure come anche sul modo di gestire gli ospedali.”

SwissDRG in sintesi
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La sigla DRG sta per Diagnosis-related Group. Gli ospedali ricevono una data somma di denaro per ogni caso (pazienti stazionari acuti) e non più per le giornate di degenza. Questa somma è calcolata secondo la retta base definita dal Governo grigionese e dal punteggio calcolato dalle diagnosi principali e secondarie. Inoltre per ogni caso sono definite le giornate di degenza minime, medie e massime. Se il paziente è riospedalizzato nei diciotto giorni successivi la dimissione, non si apre un nuovo caso. Il Cantone finanzia circa il 50% della retta, circa il 5% è finanziato dal Comune e il restante 45% è finanziato dalle casse malati.
Le problematiche
Momentaneamente le rette base dettate dal Governo grigionese sono tutte provvisorie. In un futuro, quando saranno fissate in modo definitivo, gli ospedali dovranno eventualmente ripagare la differenza alle casse malati.
L’Ospedale San Sisto ha una degenza media tra le 9 e le 11 giornate e si curano circa 550 pazienti all’anno. Per questo sistema di finanziamento la degenza media è troppo alta! I pazienti dell’OSS sono spesso in media più anziani dei pazienti ospedalizzati negli altri ospedali, questo spiega la permanenza così lunga. In futuro questa dovrà essere diminuita. Il rischio è di dimettere i pazienti prima del tempo con un maggior pericolo di complicazioni. Inoltre si dovrà ricorrere più spesso a servizi di cure a domicilio.

Un grande problema è rappresentato dal costo per il trasferimento di un paziente per esempio da Poschiavo a Samedan per fare un esame diagnostico specialistico come una risonanza magnetica. Questi costi si devono detrarre dalla retta che l’Ospedale San Sisto riceve per quel caso. Si rischia quindi di aspettare più del dovuto o di non eseguire un esame necessario per paura dei costi.
Come accennato prima il Comune partecipa con un 5%. Questo denaro deve essere pagato a tutti gli ospedali che ospitano un paziente dei nostri Comuni. L’ideale sarebbe dunque curare la maggior parte dei casi qui, così che quei soldi restino nella nostra Valle.

Badilatti però rassicura, nel Cantone dei Grigioni già dal 2005 era in vigore un sistema simile. E inoltre l’Ospedale San Sisto si è preparato. Una ditta esterna ha documentato tutti i dati dei pazienti curati nel 2010, questo ha reso possibile un’accurata analisi in stretta collaborazione con i medici della Valle. “Resta però il problema delle rette provvisorie. Le incognite sono molte e l’esperienza fatta fin’ ora è insufficiente per valutare come andrà a finire.”
Il parere medico
Il Dott. Mauro Albertini ha esposto gli influssi che questo sistema avrà sulla medicina. Ogni diagnosi ha effetto sulla somma di denaro che si può ricavare. I medici devono perciò essere molto precisi nella documentazione delle diagnosi ed elencarle tutte nei minimi dettagli.
Un paziente leggendo la sua cartella si dirà: “Cavolo, non pensavo di essere così malato!” Albertini spiega: “I medici dovranno documentare le diagnosi in modo minuzioso. grazie al SwissDRG ci sarà una riduzione della degenza con possibili risparmi. Inoltre i processi saranno velocizzati e ottimizzati creando però una degenza più intensiva. Ci sarà il rischio di dimissioni precoci e quindi di eventuali riospedalizzazioni. Naturalmente l’etica medica dovrà sovrastare ogni speculazione economica per far si che la qualità delle cure non ne risenti.”
Un punto positivo di questo sistema è la libera scelta delle cliniche ed ospedali, chissà che Poschiavo non diventi una meta turistica anche per i turisti delle cure?
Gli anziani in Valle
Il consigliere comunale Renato Isepponi ha illustrato la realtà demografica della Valle. Il numero delle persone anziane è in aumento, si devono quindi trovare soluzioni. Gli obbiettivi sono capire le esigenze e offrire strutture ideali per le persone della terza età, che facilitino l’integrazione nella società. Da un’analisi scaturisce che su 520 anziani sopra i 75 anni sono disponibili 114 posti in strutture per anziani.
“Il timore più grande dell’anziano non è la morte, che magari rifiuta inconsapevolmente, ma la paura della malattia, della solitudine e di non essere integrato nel nucleo familiare.”
Roberto Nussio ha poi concluso la serata con il motto: “Dietro l’angolo ci dobbiamo essere anche noi!”












