Successo crescente, ma i ghiacciai stanno sparendo
L’associazione sta bene e supera quota 1000 soci. Stanno invece male i ghiacciai. Da un giardino dei ghiacciai ad un giardino mediterraneo?
L’associazione Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia, fondata nel 1998 per salvaguardare e promuovere le marmitte dei giganti, supera quota mille soci. A comunicarlo, e con orgoglio, è il presidente Romeo Lardi in occasione dell’assemblea ordinaria tenutasi ieri sera all’Hotel La Romantica a Le Prese: “Siamo a 1052 soci. Un quinto sono valposchiavini. Gli altri provengono quasi tutti dal resto della Svizzera, visitatori rimasti impressionati dalla bellezza del giardino.”

Soci che assieme ad alcuni sponsor e a delle offerte costituiscono la principale fonte di entrata per l’associazione. E proprio una generosa offerta di un’anziana signora ha permesso al Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia di realizzare un sistema di auto-vuotatura delle marmitte. Ancora Romeo Lardi: “Grazie a dei fori nella roccia, invisibili ai visitatori, le marmitte ora si vuotano da sole. Prima invece l’operazione ci costava dalle 10 alle 12 ore di lavoro. Liberare le marmitte dall’acqua è importante, perché il visitatore ne vuole vedere le forme.”

L’auto-vuotatura non rappresenta l’unica novità per il Giardino dei Ghiacciai, passato dalle 500 visite del 1998 alle 28’000 del 2011. A breve saranno piazzati dei cartelli che indicheranno i sentieri da prendere per raggiungerlo. Mentre lungo il percorso del Giardino dei Ghiacciai saranno messe delle tavole che permetteranno al visitatore di ottenere importanti informazioni anche in assenza di una guida. Ma la vera novità è l’esposizione che da giugno a ottobre 2012 si terrà presso la stazione ferroviaria di Cavaglia: i ghiacciai ieri, oggi e domani.
Un domani tutt’altro che certo per questa riserva idrica che sono i ghiacciai, come riferisce Luca Bonardi del Servizio Glaciologico Lombardo: “Questione di pochi decenni e non ci saranno più ghiacciai, anche se quello del Palü potrebbe resistere un po’ più a lungo, visto che si trova sopra i 3500 metri.” Non ci gira tanto attorno Bonardi. Il surriscaldamento terrestre non perdona. E le conseguenze saranno dure. “Il ritiro dei ghiacciai impoverisce il paesaggio alpino sia dal punto di vista turistico che da quello ambientale.” E così in estate nei nostri torrenti scorrerà meno acqua, mentre le attività umane ne richiederanno di più, date le temperature elevate. Lo scienziato italiano non ha dubbi: “Bisogna prepararsi a un futuro del genere. Siamo sempre più simili alla realtà idrologica mediterranea.”
- Visita il sito quadrilingue www.ghiacciai.info. A breve ci sarà anche la versione in romancio.
[foto da: www.ghiacciai.info]













