Managed Care: per il bene dei pazienti!

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L’opinione di Martin Candinas, Consigliere Nazionale
Il prossimo 17 giugno saremo chiamati ad esprimerci in merito alla più recente revisione della LAMal, altrimenti detto sul progetto Managed Care.

Di cosa si tratta? Secondo il progetto, già approvato da Consiglio federale e Parlamento, le prestazioni nel settore sanitario devono essere ottimizzate grazie alla promozione di reti di cure integrate. Obiettivo è riunire più fornitori di prestazioni sanitarie nelle reti di cure integrate e fare in modo che più assicurati aderiscano alle stesse.

Come funziona? I pazienti sono introdotti in una rete di cura dal loro medico di fiducia, liberamente scelto dall’assicurato. In seguito, tutti i trattamenti vengono coordinati e sorvegliati dalla propria persona di riferimento in collaborazione con gli specialisti appartenenti alla medesima rete. Per legge, le reti di cure devono garantire l’accesso a tutte le prestazioni coperte dall’assicurazione obbligatoria. In contropartita, la limitazione su base volontaria della libera scelta del medico viene compensata con una riduzione dei premi.

Ma non solo, la principale novità introdotta con il Managed Care riguarda il contributo a carico del paziente: una volta raggiunta la franchigia, la partecipazione ai costi sarà inferiore. In futuro, questa dovrà infatti essere pari al 10% fino a un massimo di 500 franchi all’anno. Attualmente per tutti gli assicurati, senza distinzione fra modelli assicurativi, la stessa ammonta al 10% fino a un massimo di 700 franchi. Dal punto di vista finanziario, tutti gli assicurati che oggi aderiscono al modello “medico di famiglia” – nei Grigioni Grisomed – o intendono optare per esso, approfitteranno della revisione legislativa poiché il contributo massimo a loro carico verrà ridotto. Non va poi dimenticato che, con l’introduzione del nuovo sistema, i pazienti avranno sempre ancora la possibilità di far capo al modello che non pone alcun limite alla libera scelta dei fornitori di prestazioni. La partecipazione ai costi in questo caso verrà però leggermente aumentata, passando al 15% per un massimo di 1’000 franchi all’anno. Il paziente che decide di non aderire al modello “medico di famiglia” e alla conseguente rete di cure integrate è chiamato quindi a pagare un supplemento per la sua libera scelta. Rispetto ad oggi, questo equivale al massimo a una maggior spesa di 300 franchi per anno. Una somma per nulla eccessiva.

Il progetto di Managed Care prevede poi ulteriori importanti novità. Esso introduce dei miglioramenti in materia di compensazione dei rischi tra le casse malati. Concretamente diminuirà la caccia sfrenata degli assicuratori malattia ai cosiddetti “buoni rischi”, ovvero agli assicurati giovani e sani. Per appianare le differenze relative ai fattori di rischio, oltre all’età e al sesso, da quest’anno vengono considerati anche i periodi di degenza superiori a tre giorni (calcolati sull’anno precedente) in un ospedale o una casa di cura. Con il via libera del popolo al progetto di Managed Care il Consiglio federale riceverà poi la competenza per includere altri criteri.

Di fatto, già oggi circa il 40% degli assicurati rinuncia volontariamente alla libera scelta del medico, facendo capo a una rete di cure integrate. Un dato importante che mostra come quella del Managed Care rappresenti la via da percorrere. Una soluzione a beneficio di tutti. Gli assicurati che optano per una variante coordinata e razionale dal profilo dei costi vengono premiati. Gli assicurati che decidono per la libera scelta del medico, che vogliono optare per un sistema “self-service”, devono invece prendere in considerazione una partecipazione ai costi lievemente più elevata.

Ancora una nota prima di concludere. Il principale assicuratore malattia elvetico ha presentato un’analisi sul numero di prestazioni fornite per ogni assicurato. Nel 2010 il 20% degli assicurati ha consultato più di 6 diversi fornitori di prestazioni, mentre il 5.5% degli assicurati – all’incirca 65’000 persone – ne ha consultati più di 10, di cui la maggior parte medici. Queste cifre devono farci riflettere poiché tutti noi finanziamo, secondo un principio di solidarietà, questa libera scelta del medico di una parte degli assicurati. Se vogliamo evitare un catalogo di prestazioni ridotto per l’assicurazione di base obbligatoria non possiamo far altro che intervenire per ottimizzare l’accesso alle prestazioni.

Il Managed Care rappresenta una soluzione efficace in cui credo fermamente! Per questo, invito i cittadini e le cittadine a non lasciarsi convincere dagli argomenti emotivi promossi dagli oppositori al progetto e a dire un SI convinto al Managed Care il prossimo 17 giugno. Solo agire permette di andare avanti!


Martin Candinas, Consigliere Nazionale, Rabius