Dall’inizio del 2012 Arturo Plozza è il nuovo sindaco del Comune di Brusio.
Sono passati da poco i primi 100 giorni, sufficienti per tracciare un primo bilancio del lavoro svolto e per esaminare quanto va affrontato nei prossimi tempi.
Arturo Plozza raccoglie dalla precedente legislatura alcuni progetti in fase di studio, altri in fase di consolidamento. Forse ha in serbo progetti nuovi. Una notevole mole di lavoro attende le Autorità politiche del Comune. Il sindaco si esprime in questa intervista sul suo ruolo, le sue visioni e le sue aspettative.
1. Chi bene inizia… Qual è il bilancio dei primi cento giorni della sua presidenza?
Chi bene incomincia è a metà dell’opera. Il proverbio si addice ma solo in parte e simbolicamente. Ho iniziato bene il mio mandato, con entusiasmo e pronto a tuffarmi con impegno in tutti i temi che coinvolgono il sindaco. Mi sono reso immediatamente conto che il compito è molto impegnativo ma allo stesso tempo interessante e gratificante. Abbozzare un primo bilancio è importante. Premetto che sono contento; contento della mia scelta di mettermi in gioco e di affrontare una sfida importante. In questi primi mesi si è trattato in primis di definire e impadronirmi del campo d’azione. Sono stato 9 anni vicepresidente ma questo non mi ha facilitato molto il compito attuale; molti dossier e la complessità della materia li sto scoprendo un po’ alla volta.
2. Quali sono le priorità che il sindaco del Comune di Brusio intende privilegiare?
Come ente pubblico siamo chiamati a seguire tutte le varie tematiche, in un contesto di economia, sanità, istruzione, sicurezza pubblica, cultura, difesa del territorio e così via. Non voglio privilegiare nessuno di questi aspetti; ognuno riveste importanza e va affrontato con i mezzi e i tempi giusti che abbiamo a disposizione.
È importante poter far capo a buoni capisaldi. Con questo intendo collaboratori leali e impegnati, e colleghi a livello politico critici ma altrettanto leali, disposti a lavorare per un obiettivo comune. Le premesse ci sono e in questo senso il mio personalissimo bilancio è positivo. La nuova Costituzione Comunale ci ha dato un nuovo assetto a livello politico; ora un obiettivo privilegiato è quello di valutare la struttura operativa in ottica di ottimizzazione dei vari processi amministrativi proprio per affrontare il futuro con gli strumenti e il personale appropriato.
3. Qual è l’approccio che privilegia per un’interazione costruttiva con il cittadino per il bene del Comune?
A livello istituzionale, ma anche quale punto di riferimento della gente, il sindaco è una figura centrale. Ciò comporta grande impegno e disponibilità. Un sindaco al servizio della gente, disposto ad ascoltare; un sindaco cosciente dei propri limiti e dei limiti istituzionali, dell’impossibilità di fare tutto e tutto bene, un timoniere che sa di dover far capo alla collaborazione di molti, disposto a fare, con il rischio talvolta di sbagliare.
4. Il cittadino vuole sapere cosa succede all’interno delle istituzioni. Ritiene importante e giustificata questa esigenza? E se sì, come intende usufruire della comunicazione per interagire con il popolo, sentirne il polso e ascoltarne le esigenze?
Leggendo la domanda si può pensare che la comunicazione sia una “diavoleria” dei nostri tempi. Nel suo significato originale il verbo comunicare significa “mettere in comune” ossia condividere con gli altri pensieri, opinioni, esperienze, sensazioni e sentimenti. La comunicazione non è semplicemente parlare ma presuppone necessariamente una relazione e quindi uno scambio. In questo senso comunicare non è qualche cosa di moderno ma un’interazione che esiste da sempre e che riveste grande importanza sia quale comunicazione sociale che comunicazione interpersonale. Una nostra battuta dialettale dice “le noma a parlà insem ca sa sa intend”… In questo senso la comunicazione è importante; va curata ed implementata anche con i nuovi mezzi oggi disponibili. In questo campo ci troviamo davanti ad un cantiere aperto.
5. Centro tecnologico del legno, Progetto Lagobianco, valorizzazione del marchio UNESCO e del paesaggio in generale a favore dello sviluppo turistico, potenziamento dei posti di lavoro nel comune… Quali sono gli sviluppi concreti di questi progetti?
Descrivere gli sviluppi concreti dei progetti elencati non è possibile nello spazio concesso ad un’intervista. Si tratta di progetti importanti e di valenza regionale, cantonale e oltre; progetti diversi ma con un comune denominatore: la volontà del comune di Brusio e della Valposchiavo di credere nel suo futuro. Per far questo sono richieste anche visioni e coraggio. Come 100 anni fa con la Ferrovia e le Forze Motrici Brusio, anche oggi parliamo di progetti del secolo che, se realizzati, potranno garantire un futuro di benessere all’intera Valposchiavo.
L’approccio è quello di seguire attivamente lo sviluppo dei progetti e, laddove necessario ed opportuno, dar voce alle nostre idee e opinioni. Si tratta di idee, visioni e progetti grandi, innovativi che non competono al Comune ma che il Comune è chiamato a seguire con occhio critico ed attento. Nel contesto i verbi importanti sono: sostenere, criticare, implementare, partecipare.
6. Il Comune di Brusio subisce l’effetto dei “numeri piccoli”; la scuola, le associazioni, le finanze, la nostra identità, il benessere di tutta la comunità subiscono le ripercussioni di un costante calo demografico. In quest’ottica, oltre ai progetti citati, quali sono le visioni, le idee riposte nel cassetto del sindaco?
Essere “piccoli” non è per forza di cose uno svantaggio. È importante però riconoscere i limiti o le situazioni in cui ci si trova o si è costretti a operare. Alcuni elementi come la nostra posizione geografica alla estrema periferia di Cantone e Confederazione, e il nostro territorio caratterizzato da un fondovalle stretto, non li possiamo modificare.
Lo sviluppo demografico corrisponde purtroppo a quello di altre realtà di comunità di montagna e di periferia: numeri piccoli e in particolare la struttura dell’età della nostra popolazione con una piramide inversa; tanti anziani, una fascia di età media relativamente scarsa e pochi giovani. Con poco più di 1100 abitanti Brusio, visto nel panorama attuale del Cantone dei Grigioni, è un Comune di media grandezza. Nel passato la popolazione era più numerosa ma i problemi di allora, non da ultimo la necessità di emigrare, erano simili a quelli attuali. Se valutiamo la nostra situazione con buonsenso e umiltà, dobbiamo riconoscere di essere privilegiati. È fondamentale credere in noi stessi, sentirci uniti, essere fieri di far parte di una comunità attiva, che vuole vivere e lavorare nel comune o in Valle, fiera di dire “sono di Brusio, sono un cittadino dalla Valposchiavo”.
Il territorio e la sua gente sono il fulcro della nostra terra. Se assieme li coltiviamo, possiamo guardare anche al futuro con rinnovata fiducia. I tempi cambiano, cose spariscono, opportunità nuove si presentano.
7. Se potesse tornare all’autunno 2011, all’inizio della campagna elettorale che l’ha portata ad essere eletto sindaco di Brusio, si rimetterebbe in gioco?
Sì, penso che lo rifarei. Ringrazio chi mi ha permesso di avere questa opportunità e tutti quelli che sostengono il mio impegno.













