Nessun ulteriore passaggio di competenze alla Confederazione
La lotta per lo sfruttamento dell’energia elettrica a carico delle regioni di montagna continua.
Così, il Consigliere nazionale bernese BDP Urs Gasche, in un postulato inaccettabile, pretende che i diritti dei Comuni detentori delle relative concessioni vengano massicciamente ridotti in caso di riversione. Un intento che il PLD. – I Liberali Grigioni respinge recisamente.
Già da 100 anni, la Confederazione ha creato la legge sui diritti d’acqua e le relative limitazioni del canone – del canone massimo, laddove i Cantoni di montagna già allora non dovevano avvantaggiare le città dell’Altopiano. A quel tempo, la Confederazione – quale “zuccherino” per i Cantoni di montagna – sanciva che le strutture costruende, alla fine delle concessioni, cioè dopo 80 anni, sarebbero loro tornate. Questa cosiddetta regolamentazione della riversione, valida tutt’ora, si definisce “gratuita e priva di oneri”. Sono anche i Cantoni di montagna che hanno reso possibile una siffatta soluzione.
Ora, ca. 60 anni dopo la costruzione delle grandi centrali idroelettriche, la politica federale intende in modo evidente, fra l’altro in un inaccettabile postulato del Consigliere nazionale BDP Gasche, espropriare i Cantoni e i Comuni di montagna di questa aspettativa che prevede appunto la riversione. Il PLD dei Grigioni si chiede dove va a finire questa politica energetica; una cosa, relativamente al postulato BDP è chiara: le potenti imprese dell’Altopiano che appartengono a maggioranza ai Cantoni dovrebbero ancora maggiormente rafforzarsi a scapito dei Cantoni di montagna. Il PLD. – I Liberali Grigioni dice in modo chiaro ed inequivocabile no ad una simile politica della messa sotto tutela delle regioni periferiche e della soppressione della solidarietà nel nostro Paese.
Silvio Zuccolini
Capo servizio stampa
PLD. I Liberali Grigioni











