Mostra “Iér e inché per domàn”
La mostra “Iér e inché per domàn” sui nomi di Lostallo e le due pubblicazioni sui toponimi di Soazza e Mesocco, oltre ad essere un incoraggiante segno dell’interesse storico, documentano in modo esaustivo e scientifico un patrimonio culturale di indiscusso valore.
I tre Comuni si sono dotati quasi contemporaneamente di uno strumento sui nomi dei luoghi corredato da documenti e da un ricco apparato iconografico. Se la mostra su 450 toponimi di Lostallo, aperta al pubblico nelle settimane di maggio, voleva essere una prima tappa di un progetto che mira alla pubblicazione dei materiali esposti, per i due Comuni dell’alta Mesolcina la ricerca sui nomi è già stata ultimata e presentata nei due preziosi volumi di Paolo Mantovani, I toponimi del Comune di Soazza, 2011 e di Aurelio Ciocco, Mesòcch e i sò sitt, 2012.
Come suggeriscono i titoli, l’indagine punta innanzi tutto a una raccolta sistematica dei toponimi e a una loro descrizione storica attraverso testimonianze orali e scritte. Tutti i nomi, riportati secondo una grafia semplificata e aggiornata, vengono presentati alfabeticamente in elenchi e su cartine allegate, di modo che il lettore può, accanto alle spiegazioni fornite in un glossario, reperire con facilità l’ubicazione del toponimo. Molto utili alla comprensione del territorio, e quindi anche dei rispettivi nomi, servono le foto d’epoca che più di ogni discorso riescono a raccontare i luoghi in vedute generali o particolari.
Se l’indagine di P.Mantovani ripercorre sotto più aspetti la storia dei nomi dal Cinquecento ai nostri giorni fornendo una vastissima bibliografia, quella di A.Ciocco è stata aggiunta a tre grandi capitoli su vita e cultura di Mesocco dall’800 a oggi, di cui il primo è costituito dal diario inedito di Aurelio Ciocco-Toscano (1873-1938).
Le due opere sono il risultato di un lungo e appassionato lavoro su un campo, che magari siamo tentati a ritenere poco fertile, ma che in verità, se coltivato con amore, come hanno fatto i due autori, può produrre frutti sorprendenti e saporiti. Complimentandomi con i due autori per le encomiabili pubblicazioni, speriamo che possano essere esempio e forte stimolo a continuarle per il resto del Grigioni italiano.












