Dio ne scampi di saeti e di trun, e dal governo di Grisun!

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Esposizione dedicata ai 500 anni dalla conquista Grigione di Valtellina, Bormio e Chiavenna
Ha avuto luogo domenica 10 giugno l’apertura dell’esposizione che il Museo poschiavino, in collaborazione con la Società Storica Val Poschiavo, dedica al 500esimo anniversario della conquista grigione di Valtellina.

Se è vero che la storia la scrivono i vincitori, bisogna riconoscere che spesso la fanno i vinti. Una conquista, due sguardi diversi. È con questo spirito che lo storico Daniele Papacella, curatore della mostra, ha voluto affrontare la calata delle Tre Leghe in Valtellina e nei contadi di Bormio e Chiavenna, avvenuta nel giugno del 1512. Per gli uni gloriosa impresa militare, per gli altri inizio di una dura occupazione.

Scopo dell’esposizione non è di certo quello di festeggiare una guerra, celebrare una conquista territoriale e parlare di chi ha vinto quella remota spedizione, né tantomeno proporre una sterile cronologia dei fatti, bensì suscitare nel pubblico nuove domande e voglia di approfondire, stimolarne il senso critico e risvegliarne magari l’interesse per il proprio passato. «Perché», come dice Gustavo Lardi, presidente dell’Ente Museo poschiavino, «chi non conosce la propria storia è costretto a ripercorrerla». E il 500esimo anniversario è per il Museo un’occasione d’oro per farlo.


Daniele Papacella, curatore della mostra.


«Nel 1512», ha spiegato Daniele Papacella, «ha inizio una storia comune, che sarebbe durata per quasi tre secoli, cioè fino al 1797. Una storia interessante, ricca di alterne vicende e peripezie, caratterizzata da sviluppo economico e da fecondi rapporti culturali, ma anche da tensioni politiche e religiose. Per Poschiavo quell’anno segna l’inizio di una stagione di traffici e prosperità. Improvvisamente si ritrova al centro di un’entità statale vivace, tanto da diventarne presto il secondo centro per importanza, dopo Coira».

Pertanto l’esposizione non vuole limitarsi soltanto alla conquista, ma percorre l’intera vicenda del dominio delle Tre Leghe su Valtellina, Bormio e Chiavenna. Trecento anni che non passano via senza lasciare tracce, anche perché i rapporti tra conquistatori e sudditi sono sempre iniqui, e le prevaricazioni tante. Perciò la mostra si snoda su due percorsi distinti: grigionese il primo, valtellinese il secondo, permettendo così a entrambe le parti di raccontare la storia dal proprio punto di vista. Il visitatore è quindi posto di fronte alle ragioni sia degli uni che degli altri, in un costante processo dialettico, spinto a scegliere, a riflettere, a capire. E di certo le sorprese non mancano.

L’esposizione che ha visto aprire i battenti domenica è soltanto uno degli appuntamenti dedicati alla conquista di Valtellina del 1512. Il 22 e il 23 giugno prossimi la Società Storica, in collaborazione con altre organizzazioni culturali grigioni e lombarde, organizzerà un convegno a Tirano e a Poschiavo, una due giorni che vedrà riuniti i massimi studiosi dell’argomento.