Notizie dal Gran Consiglio
Nel clima di decadenza istituzionale generale non potevano mancare – neppure nella sessione di giugno del Gran Consiglio retico – le picconate alla nostra Costituzione cantonale, inferte dal Governo sotto l’apparente innoqua richiesta di revisione parziale della magna Charta, revisione che non ho accettato.
Anche se certi cambiamenti potevano anche piacermi. Come il fatto di finalmente definire nome e numero (undici come gli attuali Distretti) delle Regioni nel nostro Cantone. Sicuramente giuste anche la congiunzione di Mesolcina e Calanca in un’unica Regione e la definizione Regione Moesa che é decisamente bella e ci libera una volta per tutte dall’inadeguato sostantivo “moesano”. Positivo anche il fatto che, in base a questo cambiamento, non ci saranno più le corporazioni regionali come fin’ora conosciute, troppe e certune non abbastanza trasparenti nelle loro azioni. Inaccettabili comunque, sia il mancato conferimento di competenze alle Regioni a livello di Costituzione, sia – e questo è da ritenersi particolarmente grave – il non obbligo, per i suoi organi direttivi, d’elezione popolare.
Cosa del tutto paradossale a fronte della maggior forza che (si dice) s’intende conferire al livello intermedio Regione, un potere che si dovrebbe situare tra Cantone e Comuni ma che di fatto le cerchie attorno all’economia ed altri schieramenti politici, intendono indebolire al massimo per far emergere le sole entità Comuni (fusionatissimi si sa) e Cantone; e chi la farà da padrone in questo caso è prevedibile. Così ci ritroviamo con spazzati via i Distretti e conclamata la strana definizione di Tribunali regionali, con i Circoli conservati quali reperti archeologici perchè praticamente privati delle loro competenze specifiche e con una legge tutta in divenire su cambiamenti costituzionali di tale importanza.
Ed è in questa incertezza che il popolo sarà chiamato alle urne in settembre per legittimare qualcosa che, perlomeno metà della classe politica, in dettaglio non conosce. Il Gran Consiglio comunque, con 96 voti contro 4, ha accettato questo cambiamento. Andato a vuoto invece il tentativo di un deputato verde liberale di far eleggere tacitamente Governo e Gran Consiglio. Spazzata via letteralmente dal Legislativo, su richiesta del Governo, questa proposta tra l’altro perché la stessa sarebbe stata incompatibile con il sistema d’elezione maggioritario che conosce oggi il nostro cantone.
Nuove picconate sono comunque all’orizzonte e da subito. Il Referendum parlamentare, quello che conferisce al Gran Consiglio la possibilità di porre in votazione oggetti senza il consenso del Governo, deve scomparire secondo volontà stessa del GC. Motivo? Questo Referendum è stato introdotto nella Costituzione nel lontano (sic) 2003 e non è mai stato “usato”….
Strano ma vero siamo in presenza di un Parlamento – quello grigionese – che vuole deliberatamente essere debole nei confronti dell’Esecutivo e non si accorge di indebolire in tal modo anche il popolo che gli ha affidato la sua rappresentanza. Sarà per guadagnarsi l’appellativo di “moderno” o di “efficiente” o di “risparmiatore” (di risparmio si può però anche morire!) oppure sarà solo per…pigrizia mentale? Certo è che a Jean-Jacques Rousseau, nostro eminente concittadino strenuo difensore dei diritti popolari, nel 300esimo della sua nascita che ricorre il 28 di questo mese, non resta altro che rigirarsi nella tomba al Panthéon di Parigi.











