straMangiada 2012: e sono sette, ottima anche senza il Lago

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Pietanze e bevande come sempre di buona qualità, in attesa della birra locale.
Danilo Nussio scrive il suo componimento alternando cronaca, critica e… proposte.
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La giornata caldissima e il nuovo percorso hanno caratterizzato l’edizione 2012 della straMangiada, la gita enogastronomica che ospita ogni anno oltre duemila partecipanti. Folta come sempre la presenza ticinese.

A parte l’alta temperatura, che domina le conversazioni alla partenza, la domanda fondamentale è quella legata al nuovo percorso, un’alternativa che è stata decisa per ragioni di sicurezza. Le autorità hanno infatti dovuto chiudere il sentiero turistico attorno al Lago di Poschiavo il pericolo di caduta sassi. In fondo l’idea di proporre col tempo altri percorsi era nata fin dall’inizio, ma non era mani stata concretizzata forse forti della regola del calcio che recita “squadra che vince non si cambia”.

Numerosi i gruppi venuti da ogni dove

Partenza nei pressi della piscina e siamo contenti che le siepi nascondano il triste interno abbandonato da anni dopo la chiusura dell’Albergo Le Prese. Alla ex Pescicultura l’associazione dei subacquei propone un gustoso sciroppo di fiori di sambuco e una fetta di pane con burro e marmellata, un pasto frugale che evoca tempi passati, anzi no, anche una buona colazione estiva. Attraversiamo la ridente frazione di Cantone; entrando da sud il paesino mette in mostra il suo lato migliore perché da qui non si notano le nuove stalle che avrebbero potuto forse avere un’ubicazione diversa. Da Cantone si raggiunge Pagnoncini passando dalla strada per Runcadüra e quindi svoltando verso un sentiero per la discesa. Poco prima il Gruppo Giovani di Brusio propone l’aperitivo a base di salumi locali, accompagnati da vini di Valtellina.

Da Cantone a Prada le fontane non sono mai state così preziose per il viandante della straMangiada; la loro acqua è buona, è dissetante, è ambita; e sembra che siano state ben ripulite proprio per questa occasione.

Prima di entrare in Prada, la Confraternità dei chisciöi serve la frittella a base di farina di grano saraceno e formaggio valtellinese. Buone, anche se i chisciöi veri, più piccoli e più soffici, sono un’altra cosa. Ma questo gruppo ha il grande pregio di aver fatto conoscere e di far conosce questa umile pietanza valtellinese che ha tutti i diritti di essere accostata ai pizzoccheri e agli sciat. Piccolo neo: non va bene servire il chisciöl con il cartoncino della pizza; è come servire un furmagin da cion in una confezione MacDonald…

Gli "Amis di Dossena", ormai ospiti fissi cantano canti della tradizione lombardo con accento bergamasco.

Alla scuola dell’Annunziata ci attende una consuetudine, ormai irrinunciabile. I capunet dei cuochi della Romantica sono ottimi, il servizio, l’accoglienza, l’arredo e l’intrattenimento sono curati nei particolari. La Valposchiavo Calcio non ha lasciato nulla al caso.

Li Curt – Viale, passando sotto la volta di una casa antica, per giungere al Camping Boomerang dove la Società di Ginnastica disseta gli straMangioni con tisane e succhi di frutta freschi, all’ombra degli alberi che mai come domenica sono stati preziosi. Il rinforzo vitaminico ci permette di raggiungere in scioltezza il piazzale dei contadini appena sopra viale, dopo aver rimirato dall’alto non solo le bellezze della valle ma anche la realtà.

Non ho mai mangiato una porchetta così buona: cotta bene, succosa all’interno e croccante all’esterno: una delizia per il palato. Complimenti e buone anche le fette di collo di maiale. Poi veniamo a sapere che la porchetta era troppo buona, e anche le cameriere troppo generose… Sulla piazza si esibisce il gruppo Keko&Folkimia, una proposta musicale forse troppo prestigiosa per essere purtroppo poco ascoltata dagli ospiti che camminano, mangiano e si divertono.

Due delle signore contadine che hanno servito porchetta e collo di maiale

E siccome ‘la boca l’è miga straca fin ca nu la sa da vaca (e da cabra)’, lungo il sentiero che porta a Spinadascio ci gustiamo alcuni pezzi di buon formaggio, opportunamente accompagnati da mela, pera, miele e pane di fichi. Mancano tuttavia alcuni tavoli, per metterci sotto le gambe, siccome la destra tiene il piatto e la sinistra lo Sforzato di Valtellina.

Le ultime tappe sono contraddistinte da un buon sorbetto al Braulio ma ahimè troppo gelato, da un buon caffè espresso e da un digestivo offerto dalla direzione della manifestazione. Chiudono il percorso un piccolo mercatino di prodotti locali e una tenda dove trovare ombra, ristoro e bella musica.

La scelta dei vini è stata vasta e variegata come sempre; l’alta temperatura meteorologica non ha favorito una loro adeguata degustazione. Chissà se per l’anno prossimo potremo gustare, oltre al nettare di Bacco, anche quello locale di Gambrinus…

Rocco Del Tenno ed Elvezio Lardi, la coppia vincente alla guida della straMangiada

Per la settima volta l’organizzazione della straMangiada ha saputo offrire una gita enogastronomica di alto livello; ciò malgrado la variante di percorso scelta per forze maggiori. Anzi, grazie a questo cambiamento obbligato, che alla fine si è rivelato molto gradito, forse la straMangiada potrà alternare il Lago alla campagna e al bosco. Se il giro del Lago è un percorso che sfiora l’idillio, quello di quest’anno è stato interessante perché ha mostrato anche alcune realtà difficili da celare, ma che dimostrano comunque un valle autentica.

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Foto di Danilo Nussio, fra un boccone e l’altro