La fine della Stria Cozza

0
77

Retroscena e cronaca del processo a Maria Ada
Prima puntata del racconto di Roberto Nussio. L’autore ci introduce nel luogo e nell’anno del processo a Maria Ada.




Il luogo.


Conoscete a menadito la nostra zona e in particolare la parte bassa della Valposchiavo? Bene! Allora aiutatemi! In un secondo tempo vi racconterò una vicenda vera: di quelle che si basano su dei fatti “stabiliti” dall’autorità vigente a quel tempo.

Bisogna incominciare però a fare ordine sullo scenario dove si svolge il dramma o, meglio, la tragedia.
Togliete dunque: i due Comuni, la Confederazione, la ferrovia, i tralicci dell’alta tensione, l’asfalto, la galleria da Miralago a Scala, tutte le strade (meno quella del fondo valle), tutto quanto è costruito in cemento, inoltre: le automobili, i parcheggi, le discariche, i rottami, l’illuminazione notturna esterna, l’acqua corrente, gli elettrodomestici, i bagni, le toilette, i materassi, l’iPod, l’i Pad, l’iPhone, i profumi, lo shampoo, i surgelati, le giacche a vento, le scarpe impermeabili e quelle a spillo. Togliete quasi tutte le medicine, gran parte degli alberi da frutta meno gli “arbui”, i ciliegi, qualche melo e qualche fico. Cancellate le banche, le assicurazioni, la posta, il registro fondiario, l’AVS, l’ospedale, la Spitex, i dentisti, i giornali, la scuola, il tanfo delle auto e degli anticrittogamici.
Togliete il bostrico.
Ripulite inoltre il “burnout”, l’aids e la pinguedine. Via la globalizzazione.
Togliete le nostre paure e ansie.

Concedetevi un attimo di riflessione.
Bene, quasi ci siamo.

Sentite ora il fiato della natura?

Ora dovete però “rimodellare” varie cose al paesaggio.
Fatelo piano, molto piano!
In questo modo entrerete meglio in quel mondo.

Metteteci dunque poche case di sassi e calce, strapiene di gente che vive ammassata, pochissime case signorili, poche case di chi sta relativamente bene, non tutte le chiese (però con le due confessioni), molte baracche di legno, tanti fienili.
Spostate dei massi grossi su dei prati coltivati con cura. Lì vicino rifate tanti muriccioli a secco, orticelli e campi ben tenuti, con molto grano, miglio e lino.
Rimettete le vigne a sud della Pergola come pure la contrada degli Zalun a sud della val di Gacc a Campascio.
Disegnate i confini di pascoli sfruttati all’eccesso e pure con violenza. Ritoccate il bosco e ripulitelo dalle foglie per lo strame. Fatelo proprio lì, poco più in alto del pascolo.
Sistemate lungo il fiume parecchi mulini, fucine di fabbri e segherie. Forse, c’è da aggiungere pure un maglio per battere il panno.
Collegate il corso d’acqua a tanti piccoli solchi che si diramano nella campagna.
Non dimenticate di legiferare per i diritti di poter usare l’acqua nei prati e nei campi: tema di grandi lotte, bisticci e querele.

Lo sentite ora il rombo impietoso del “pusciavin” pieno, libero e spumeggiante?

Aggiungete allora tanta oscurità, pochissimi soldi, tanta fame. Metteteci un odore insistente di sudore e di bagnato, di muffe, di fuliggine, di esalazione del colaticcio, di animali e dei letamai davanti ad ogni dimora. Con le stalle dentro, che fungono anche da ritirata.

Occhio: ci devono essere il Comun Grande e il Libero Stato delle tre Leghe! Non scordate gli statuti del 1550, quelle delle tre Leghe, la legge Carolina del 1532, il Diritto Canonico e i modi per raggiungere alla verità: ispirati alla Sacra Inquisizione.

Mettete inoltre tanta scuola di vita nel saper perdurare con quanto la terra dona, e molta legna accantonata per i mesi freddi. Aggiungete qualche erba officinale conosciuta per le sue proprietà, qualche unguento, molte prestazioni gratuite nell’ambito del “vicinato” (io ti do poiché avrò bisogno), ma anche invidie, lotte per la proprietà, la paura di perdere tutto, il timore della peste, delle malattie in generale (comprese in gran parte come castigo divino), credenze antiche e superstizioni incallite.
Il tutto accompagnato da religioni che ti parlano poco dell’amore di Dio ma molto della sua ira, e dalla paura che il prossimo possa pensare e parlare male di te se non sei conforme alle sue attese. Specialmente durante i “badozz”.

Mantenete un’alfabetizzazione bassissima malgrado che a Poschiavo fossero già stati stampati, da oltre due secoli, articoli di carattere religioso e la bibbia in romancio. Metteteci inoltre uomini e donne, vecchi sdentati e ricurvi a cinquanta anni e giovani che diventano adulti a piedi pari.

Nel quadro metteteci del vostro.

E ricordate: i benpensanti si ritenevano timorati di Dio e si azzuffavano (aizzati) per le loro differenti confessioni. Anzi, in questo senso, dopo un periodo iniziale di pace confessionale, il “nemico” non veniva da fuori, ma si trovava in mezzo alla comunità di valle, nelle famiglie, nelle varie fasce di età.
Moltissimi, da ambedue le parti, credevano inoltre al “diavolo” e lo temevano sopra ogni cosa.


L’anno: siamo nel 1753.

J.S. Bach è morto, Dürer da alcuni secoli, il barone De Bassus è ancora un ragazzo cresciuto fuori valle, Galilei è defunto da un pezzo e le sue dimostrazioni tenute soffocate. Newton, infine, ha già pubblicato “i Principia” di cui tutti ricordiamo “A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria…”.
I dibattiti critici porteranno tra pochi anni all’illuminismo di Kant. Nelle scuole l’influsso dello stesso movimento culturale vede con Pestalozzi l’insegnamento quale base del rinnovamento morale, sociale e politico del popolo. Tutto questo era vero tuttavia per le città.
Da noi, questo valeva solo per pochissimi. “Inoltre si riteneva in parte ancora che l’ignoranza del popolo corrispondesse all’ordine del mondo voluto da Dio e rappresentasse un elemento costitutivo della società.”
Lo capirete leggendo quanto sto per raccontare.
Infine ricordate: sono i nostri antenati.
Cerchiamo se non di amarli, almeno di metterci nei loro panni. Rimanendo umili, anche dopo questa storia: è solo una di molte. Troppe!

(continua)


Nella prossima puntata

Il genero Michele, una volta che i ragazzi sono a letto, si sbottona e racconta di voci su Maria Ada che ha sentito in paese. Mentre nonna Orsola invita alla prudenza: bisogna stare attenti come e con chi si parla di streghe… ci sono orecchie dappertutto…