Mr Gwyn

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Il libro di Alessandro Baricco, Feltrinelli Editore
Ho appena terminato Mr Gwyn, e mi sento proiettata in uno spazio sospeso che non mi lascia capire se mi è piaciuto o se mi ha snervato!!

L’ambivalenza verso questo particolarissimo romanzo è un po’ la stessa che nutro per Baricco.Nei suoi primi libri (Castelli di rabbia, Oceano mare, Novecento) mi sono davvero innamorata del suo modo di scrivere, di sentire le cose e dar loro un nome. Poi ho avuto la mia bella fase di disincanto: mi pareva, il suo, un gioco tirato troppo per le lunghe, alcuni suoi libri mi sembravano scritti bene ma senza polpa, scivolavano via senza peso, e non mi bastava la bellezza del dire.

E bellezza del dire ce n’è tanta in Mr Gwyn, e ti lasci accarezzare. Però.
Però, qua e là, ho avvertito il suo dire come scontato. Questo continuo mettere insieme i contrari e i contrasti per fonderli in armonia diventa ripetitivo, finisce per non sorprendere più. Immagino che Baricco sia affascinato dalla sinestesia e ho l’impressione che cerchi di infilarla dentro ogni suo racconto. Non per niente è musicologo di formazione e sa raccontare la musica come solo pochi sanno suonarla!

Ecco, ho pensato che in questo romanzo Baricco poteva anche scegliere di scrivere in parole una sinfonia o una sonata invece che raccontare ritratti. Sono questi i contrasti che cerca continuamente. Geniale, certo.
Però durante tutto il romanzo ho sentito una fragilità, una vaghezza che gli toglieva forza. Come se lui stesso girasse in tondo al cuore di un problema senza raggiungerlo, come se ne intuisse il nocciolo ma non riuscisse ad afferrarlo.

E allora mi è venuto da pensare che Baricco è senz’altro geniale, ma che dovrebbe tenere questi libri ancora inediti e dormirci sopra, non farsi prendere dall’ansia di pubblicare,…. un giorno riuscirebbe cosÌ a scrivere un libro davvero perfetto. Intanto, rendendole pubbliche, sta sprecando bozze importanti.

Però provate a leggerlo, è mica detto che ho ragione!!


Serena Bonetti